mercoledì, 07 dicembre, 2022
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ARIADNE AUF NAXOS - regia Matthias Hartmann

"Ariadne aut Naxos", regia Matthias Hartmann. Foto Michele Monasta, Maggio Musicale Fiorentino "Ariadne aut Naxos", regia Matthias Hartmann. Foto Michele Monasta, Maggio Musicale Fiorentino

Oper in einem Aufzug nebst einem Vorspiel von Hugo von Hofmannsthal
Neue Bearbeitung
Edizione: Schott Music GmbH & Co. KG, Mainz
Rappresentante per l’Italia: Casa Musicale Sonzogno di Piero Ostali
Nuovo allestimento

Der Haushofmeister Franz Tscherne
Ein Musiklehrer Markus Werba
Der Komponist Sophie Koch
Der Tenor / Bacchus AJ Glueckert
Ein Offizier Joseph Dahdah
Ein Tanzmeister Antonio Garés
Ein Perückenmacher Matteo Guerzé
Ein Lakai Amin Ahangaran
Zerbinetta Jessica Pratt
Primadonna - Ariadne Krassimira Stoyanova
Harlekin Liviu Holender
Scaramuccio Luca Bernard
Truffaldin Jacoub Eisa
Brighella Paul Schweinester
Najade Maria Nazarova
Dryade Anna Doris Capitelli
Echo Liubov Medvedeva
Direttore Daniele Gatti
Regia Matthias Hartmann
Scene Volker Hintermeier
Costumi Adriana Braga Peretzki
Luci Valerio Tiberi
Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino
84° Festival del Maggio Musicale Fiorentino 2022
Teatro della Pergola 29 giugno 2022

www.Sipario.it, 7 luglio 2022

Assai travagliata è stata la vicenda di questa Ariadne auf Naxos, allestita per l'84° Festival del Maggio Musicale Fiorentino colpita dai colpi di coda del Covid in questo inizio di estate. Cast mutato all'ultimo momento prima della prima con Jessica Pratt in Zerbinetta sostituita dal soprano spagnolo Sara Blanc, sostituita a sua volta alla seconda e terza recita rispettivamente da Gloria Rehm Beate Ritter. Poi, a causa di ulteriori problemi del direttore Gatti e di una parte del cast, le due recite rimanenti previste per il 16 e 18 giugno, sono state spostate al 27 e 29 giugno. Questo slittamento ha permesso alla Pratt di rientrare in scena, sostituiti, invece, il Maggiordomo del sovrintendente Alexander Pereira con l'attore Franz Tscherne, Michèle Losier (Compositore), rimpiazzata da Sophie Koch, mentre Joseph Dahdah e Paul Schweinester subentravano a Davide Piva (Ufficiale) e a Daniel Schliewa (Brighella). Sono rimasti al loro posto il baritono Marcus Werba, il tenore AJ Glueckert e il soprano protagonista Krassimira Stoyanova. Avendo assistito alla prima rappresentazione (https://www.sipario.it/recensioniliricaa/item/14482-ariadne-auf-naxos-regia-matthias-hartmann.html), il confronto tra le recite con cast di sostituzione si è rivelato interessante: essendo integrazioni di esperti dei rispettivi ruoli queste hanno contribuito in maniera autonoma ad una maggior comprensione dello spettacolo rendendolo più omogeneo anche dal punto di vista della resa vocale. Il fatto che sia rimarcata la quasi assenza di una regia complessiva, ma solo di contorno, questo ha permesso agli artisti stessi, tra l'altro, con esperienze anche recenti nell'opera (nel giro di tre mesi si sono succedute tre produzioni del titolo in Italia a Bologna, Milano e Firenze con cast intercambiabili) si muovessero con alcune indicazioni minimali e con l’esperienza della pratica. Sophie Koch arriva nella produzione senza aver provato e quindi offre un “suo” Komponist, che alla fine risulta forse più rimarcato rispetto a quello di Michèle Losier anche per la voce decisa e di carattere che si impone all'attenzione del pubblico. Come lo stesso Franz Tscherne, nel Maggiordomo, più volte interpretato in Italia, impostandolo con quell'autorità alle cui volontà il resto degli interpreti devono sottostare. Di questo cambiamento di date, ne ha giovato Jessica Pratt, che dopo tutto il periodo di prove fino alla generale, è riuscita a recuperare il suo debutto nel ruolo di Zerbinetta, come previsto da Richard Strauss nella versione 1916, dopo essersi presentata a Martinafranca nel 2020 nella versione che il compositore definì con Hugo von Hofmannsthal tra il 1912 e 13, più breve musicalmente come parte, ma vocalmente molto più complessa. Già perche l'Ariadne auf Naxos nasce come con una rielaborazione teatrale con musiche originali per il Bourgeois gentilhomme di Molière affidata alla compagnia di prosa diretta dal celebre regista Max Reinhardt a cui doveva fare seguito un'opera da camera sul mito d'Arianna, nella quale dovevano entrare anche le maschere della commedia d’arte, un misto di figure eroico-mitologiche in abbigliamento del Settecento, con crinoline e pennacchi di struzzo come indica lo stesso Hofmannsthal nella presentazione del progetto a Richard Strauss documentato dal corposo Epistolario tra le due personalità. Ossessionati come sono nel definire l'impianto vocale di Zerbinetta, prendono a modello le vocalità in auge in quegli anni: talenti stranieri, chiede il librettista, “voci squisite ma non eccessivamente potenti, una Farrar, una giovane Bellincioni” alle quali richiedono musica d'effetto e virtuosismi vocali d'artificio per definire il carattere "disinvolto" del personaggio. Si fa in nome della Tetrazzini come interprete ideale, sperando in sua adesione. La versione del 1913 nonostante la regia di Max Reinhardt, non ebbe successo e Strauss decise di ritirarla. Venne ripresa in mano dando piena autonomia al divertissement iniziale dell'Aradne auf Naxos. E sempre centrale la questione della definizione vocale di Zerbinetta, che con le maschere della Commedia dell'arte si inserisce come personaggio di contrasto e di collegamento tra il prologo, nella sua scena con il Compositore alle prese con la dignità del suo lavoro, ormai definito da voce di contralto, e Ariadne nella trasformazione da attrice a eroina mitologica. Nella versione del 1916 il personaggio comico viene definito musicalmente più strutturato, e incentrato sull'aria Großmächtige Prinzessin, aria che non si limitata alle sole acrobazie vocali della versione del 1912, ma che definisce appeno la personalità della Zerbinetta straussiana di collegamento tra la l'esperienza della vita reale e il desiderio. Logico quindi l'interesse per una Pratt ritrovata nel ruolo, trovandosi a suo agio con le fantasmagorie vocali del prologo e con la sostanza musicale dell'aria della scena mitologica. Qui in soprano australiano gioca sull'ambivalenza di un personaggio che dovrebbe essere una maschera teatrale della commedia dell'arte ma che dispensa consigli e dati di fatto sulla vita reale nella quale i suoi personaggi di riferimento si dovrebbero comportare, alla fine, come maschere per dimostrare di essere se stessi ; le arditezze vocali sottendono il contrasto di una libertà di agire rispetto al male d'amore di Ariadne abbandonata, costruendo un personaggio umano, gioioso capace di anche di divertire e in tal modo trascinare il pubblico. Per il resto del cast principale che è rimasto immutato nelle repliche con Krassimira Stoyanova che conferma un'Arianna sobria, in linea con la scrittura vocale straussiana, tra accenni alle asprezze vocali e canto lirico melodico, come il tenore americano AJ Glueckert nella sua vocalità eroica di heldentenor, musicalmente efficace, costante Markus Werba come Musiklehrer, espressivo nell'interpretazione e capace di delineare un personaggio. Daniele Gatti si affida a quello che è la sostanza dell'opera, l'eleganza e la raffinatezza in ogni momento della musica, passando da un colore all'altro con fluidità, lasciando spazio anche a una certa ricercatezza sonora di Strauss di sperimentazioni passate. A lui il merito della riuscita di questa produzione con grande soddisfazione del pubblico.

Federica Fanizza

Ultima modifica il Domenica, 10 Luglio 2022 19:32

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