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AROUND MONTEVERDI

"Sonar Stromenti e figurar la musica". Foto Monteverdi Festival "Sonar Stromenti e figurar la musica". Foto Monteverdi Festival

Musica di strade e palazzi al tempo di Claudio Monteverdi
musiche di F. Corbetta, A. Carbonchi, S. Calvi, G. P. Foscarini,
F. Asioli, A. Piccinini
I Bassifondi
Simone Vallerotonda, tiorba, chitarra e direzione
Stefano Todarello, colascione basso e chitarra battente
Gabriele Miracle, percussioni
sabato 25 giugno ore 23.00
Museo Civico Ala Ponzone
Palazzo Affaitati
SONAR STROMENTI E FIGURAR
LA MUSICA
Tableaux Vivants dall’opera di Michelangelo Merisi da Caravaggio
su musiche di C. Monteverdi, F. Corbetta, S. Pessori, F. Asioli, A. Carbonchi
I BASSIFONDI
Luca Cervoni, tenore
Gabriele Miracle, percussioni
Stefano Todarello, liuto, colascione e chitarra battente
Simone Vallerotonda, liuto, chitarra barocca, tiorba
messa in scena TEATRI 35
di e con Gaetano Coccia, Francesco O. De Santis e Antonella Parrella
coproduzione Fondazione Teatro A. Ponchielli / Associazione Teatri 35
Palazzo Fodri 25 giugno 2022

www.Sipario.it, 28 giugno 2022

Per orario e collocazione di sede, possono essere considerati concerti di contorno indicati nel segmento #Monteverdincursioni#, ma raccolgono le esperienze di chi nella musica strumentale rinascimentale ha fatto il proprio ambito di ricerca e di divulgazione. Il gruppo I Bassifondi, diretto dall'esperto Simone Vallerotonda, liuto e chitarra, con Stefano Todarello, colascione basso e chitarra battente con Gabriele Miracle, percussioni, si è appropriato di due appuntamenti assai particolati, collocati in sedi di prestigio ma decentrate rispetto alla monumentalità della città: il quattrocentesco Palazzo Fodri, sede bancaria e Palazzo Affaitati, sede del Museo Civico e Biblioteca Governativa, nei loro cortili, che rispecchiano la loro specifica storica e d'uso di residenze nobiliari. Nel cortile di Palazzo Fodri (caratteristico per la sua ornamentazione in terracotta) nel pomeriggio del 25 giugno il gruppo dei tre musici che definiscono organico de I Bassifondi hanno rievocato la vita musicale del '600 negli aspetti sia cortese, con le raffinate esecuzioni “a palazzo”, di quella nobiltà in cui tanti musicisti era a servizio, che di musica da strada che accompagnavano danze o racconti. Musiche ricche di improvvisazioni, ritmi e bizzarie armoniche. Si tratta sempre di percorsi storici di ascolto racchiusi in pochi decenni di un epoca tra il tardo Rinascimento e l'inizio dell'età Barocca, con una varia geografia di provenienza della trattatistica musicale italiana qui dedicata alla chitarra nelle sue declinazioni del tempo. Strumenti dai nomi strani, chitarra spagnola, chitarrone, chitarra battente, colascione basso nelle più svariate forme tali da essere confuse con altri strumenti. Ma questo è proprio la ricchezza della musica di questo periodo ricca di accordi armonici quasi a caso, tra gige, passacaglie, sarabande, creata da compositori di area padana quasi marginali ai grandi centri di corte, come le composizioni di Antonio Carbonchi che riporta nelle suo trattato Le dodici chitarre spostate (Firenze 1643), indicazioni di movimenti quali Scaramanzie, Mariona che ci restituiscono il senso di musica di connotazione popolare. Tanti appassionati presenti all'ascolto nel cortile del palazzo, che rievoca con le pitture del cornicione, gli aspetti umani e allegorici di un tempo storico complesso ancora tutto da capire nelle sue dinamiche culturali e politiche. L'inserimento a sorpresa del tenore Luca Cervoni a fine concerto annunciava quello che era la replica in tarda serata (alle 23) dei Tableaux Vivants messi in scena dal gruppo Teatri 35 dedicati alla scene pittoriche dei Maestri caravaggeschi nei percorsi #Monteverdiclandestino, Sonar Stromenti e figurar la musica. Programmato presso l'ampio cortile del Museo Civico nel settecentesco Palazzo Affaitati, sempre il gruppo I Bassifondi, diretto da Vallerotonda e con l'inserimento della voce di Luca Cervoni ha restituito ancora la musica della quotidianità degli strumenti di corte della precedente esibizione, arricchita dalle arie tratte dalle opere Claudio Monteverdi e del suo contemporaneo, Stefan Pessori, queste pubblicate a Mantova nel 1640. Si è trattata di una colonna sonora di accompagnamento all'esibizione del gruppo Teatri 35 di Napoli (Gaetano Coccia, Francesco O. DeSanctis, Antonella Parrella) per il quale la costruzione del quadro non è il fine ma una modalità sull'uso del corpo, in cui ogni gesto di costruzione della rievocazione è un elemento necessario di un complesso ingranaggio per definire la scena. Le esemplificazioni dei quadri di Caravaggio la fanno da padrone, ma assieme è tutto il mondo degli epigoni caravaggeschi (Mattia Preti, Bartolomeo Manfredi, Luca Giordano) con i loro forti giochi di luce ed ombra che restituiscono il mondo visionario della pittura che si fa Barocca con i loro soggetti di santi, biblici e mitologici che prendono forma sonno gli occhi degli spettatori con pochi elementi di stoffa e oggetti minimali. E la musica rievoca quel clima culturale fatto di invenzioni e di ricerca di forme nuove nella musica e nell'arte.

Federica Fanizza

Ultima modifica il Mercoledì, 29 Giugno 2022 12:39

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