sabato, 25 giugno, 2022
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ARIADNE AUF NAXOS - regia Matthias Hartmann

"Ariadne aut Naxos", regia Matthias Hartmann. Foto Michele Monasta, Maggio Musicale Fiorentino "Ariadne aut Naxos", regia Matthias Hartmann. Foto Michele Monasta, Maggio Musicale Fiorentino

Oper in einem Aufzug nebst einem Vorspiel von Hugo von Hofmannsthal
Neue Bearbeitung
Edizione: Schott Music GmbH & Co. KG, Mainz
Rappresentante per l’Italia: Casa Musicale Sonzogno di Piero Ostali
Nuovo allestimento
Der Haushofmeister Alexander Pereira
Ein Musiklehrer Markus Werba
Der Komponist Michèle Losier
Der Tenor/Bacchus AJ Glueckert
Ein Offizier Davide Piva
Ein Tanzmeister Antonio Garés
Ein Perückenmacher Matteo Guerzè
Ein Lakai Amin Ahangaran
Zerbinetta Sara Blanch
Primadonna/Ariadne Krassimira Stoyanova
Harlekin Liviu Holender
Scaramuccio Luca Bernard
Truffaldin Jacoub Eisa
Brighella Daniel Schliewa
Najade Maria Nazarova
Dryade Eleonora Filipponi
Echo Liubov Medvedeva

Scene Volker Hintermeier
Luci Valerio Tiberi
Costumi Adriana Braga Peretzki
Maestro concertatore e direttore
Daniele Gatti
Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino
Regia Matthias Hartmann
84° Festival del Maggio Musicale Fiorentino 2022
Teatro della Pergola 7 giugno 2022

www.Sipario.it, 17 giugno 2022

Attesissima, come tutti le produzioni di questa edizione del 84 Festival del Maggio Musicale Fiorentino che alle prese con spazi alternativi e con incidenti di percorso che non hanno minimamente intaccato in la grande macchina organizzativa del Maggio Musicale Fiorentino, questa produzione dell'Ariadne auf Naxos di Richard Strauss (1912-1916) riesce a incassare il totale gradimento e successo da parte del pubblico, un successo ascrivibile alla lettura e all'interpretazione musicale di Daniele Gatti, per la prima volta alla prese con questo titolo. Nella conferenza stampa di presentazone dell'opera, il maestro Gatti ha spiegato le sue perplessità nell'aver accettato una simile proposta direttorale, difficoltà che sono insite nella stessa scrittura straussiana: un Richard Strauss che ha abbandonato le arditezze innovative dell'Elektra e approdato, dopo il Rosenkavalier (1910) sempre in collaborazione con il librettista Hugo von Hoffmansthal, ad una sorta di ritorno al formalismo neoclassico musicale e di un recupero delle forme dell'opera classica. Trovare una chiave di lettura interpretativa era la sfida che si era posto il maestro Gatti, ponendosi con distacco difronte alla partitura. Chiave di lettura trovata nel momento in cui procedevano con le prove, confrontandosi con le caratteristiche vocali dei personaggi principali che evidenziano, nella loro specificità dei loro personaggi di finzione, un particolare modo di intendere il senso del teatro e la funzione della musica.
Ecco che il complesso dell'Ariadne a Naxos con la sua articolazione in due parti (un prologo e l'opera) diventa metafora del mondo stesso teatrale, due stili drammaturgici discostanti dove al teatro di conversazione in musica, nel prologo, fa seguito la struttura cantata che persegue linea melodiche della tradizione melodica. La sua musica riproduce lo stile, ma più ancora, lo spirito del ‘700 andando contro l’atmosfera drammatica imperante nell’opera tedesca. Il prologo diventa così lo specchio del mondo musicale con le proprie fisime e manie, di rivalità tra i primi attori, l'accettazione di compromessi purchè lo spettacolo prosegua, accettare commistioni di generi, ottemperare alle richieste della committenza. Il tutto perchè il pubblico non sia travolto dal "noioso" e tutto prosegua in maniera rassicurante, con un esito che sia riconoscibile a tutti. E così è stato nella realizzazione fiorentina: uno spettacolo rassicurante nella sua articolazione musicale e drammaturgica in un sottile equilibrio delle parti che riesce a mantenere il giusto distacco dei personaggi ed a esplicarli al meglio nei rispettivi ruoli. Il risultato è stata una regia di Matthias Hartmann assai costretta in questi binari di riconoscibilità: un salotto moderno che prelude ad una proprietà economicamente benestante in cui verrà allestita con pochi elementi, con qualche palma finta la piccola isola di Arianna abbandonata. Il regista vorrebbe giocare con eccessi, con una sorta di presa in giro di questo ambiente, ma rimane solidamente imbrigliato nel dettato musicale di Strauss, e di Gatti, specchio di un’epoca come quella della Finis Austriae, in cui tutti i grandi ideali del passato stanno cadendo, conservando un senso solo grazie al distacco ironico. La sostituzione, causa indisposizione, all'ultimo momento dopo la prova generale della Zerbinetta di Jessica Pratt, con il giovane soprano spagnolo Sara Blanch, non ha deluso le aspettative da parte di chi vedeva nel ruolo di Zerbinetta, più improntato nella vocalità di agilità, quell'anello di congiunzione tra le due parti dell'opera e come unico personaggio che rimane sè stessa nel transito del dramma. La Blanc si presenta con voce leggera ma estesa e agilissima e con grande capacità scenica di inserirsi all’interno di una compagnia amalgamata da un lungo periodo di prove.
La configurazione del cast raccoglieva interpreti di prim'ordine per pratica dei ruoli che si esplicano specie della seconda parte con la grande scena tra Prima Donna /Ariadne e il Tenore /Bacchus dominata da Krassimira Stoyanova, (reduce dall'esperienza nella stessa parte alla Scala di Milano) che domina il ruolo con voce di ampia escursione e con giusto equilibro tra asprezze vocali di un canto modernamente impostato e sostenute dall'ampio legato del canto lirico melodico. Più di tradizione il Bacchus di AJ Glueckert voce da heldentenor che pur nella sua dimensione statica del ruolo ha definito un personaggio d'autorità. Tanti i personaggi che scorrono nella prima parte tra giovani dell'Accademia e artisti in questi ruoli di comprimari, gà consolidati che hanno contribuito ad una resa omogenea di tutta la produzione. Tra tutti Ein Musiklehrer di Markus Werba e Der Komponist Michèle Losier, mentre attesissima la partecipazione del sovrintendente Alexander Pereira nel ruolo, ampiamente praticato in altri produzioni, di Maggiordomo: fa trasparire che sua esso il vero padrone di casa.
Applausi sinceri da parte del pubblico che ha riempito lo storico teatro della Pergola di Firenze, di dimostrazione di gratitudine nel confronti del maestri Daniele Gatti, in questa sua prima stagione di direttore musicale alla Fondazione del Maggio Musicale.

Federica Fanizza

Ultima modifica il Lunedì, 20 Giugno 2022 13:03

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