mercoledì, 28 settembre, 2022
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AMICO FRITZ (L') - regia Rosetta Cucchi

"L'amico Fritz", regia Rosetta Cucchi. Foto Michele Monasta, Maggio Musicale Fiorentino "L'amico Fritz", regia Rosetta Cucchi. Foto Michele Monasta, Maggio Musicale Fiorentino

Di Pietro Mascagni
Commedia lirica in tre atti di P. Suardon
(pseudonimo di Nicola Daspuro)
con interventi di Pietro Mascagni, Giovanni Targioni Tozzetti e Guido Menasci, tratto dal romanzo L’Ami Fritz di Emile Erckmann e Alexandre Chatrian
Musica di Pietro Mascagni
Maestro concertatore e direttore Riccardo Frizza
Regia Rosetta Cucchi
Scene e costumi Gary McCann
Luci Daniele Naldi

Suzel, giovane figlia del fattore di Fritz Kobus Salome Jicia
Fritz Kobus, giovane e ricco possidente Charles Castronovo
Beppe, lo zingaro Teresa Iervolino
David, rabbino Massimo Cavalletti
Federico, amico di Fritz Dave Monaco
Hanezò, amico di Fritz Francesco Samuele Venuti
Caterina, governante di Fritz Caterina Meldolesi

Coro e Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino
Maestro del Coro Lorenzo Fratini
Allestimento del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino
Sala Zubin Mehta
Nuovo Auditorium del Maggio Musicale Fiorentino 6 marzo 2022

www.Sipario.it, 9 marzo 2022

Dopo aver apprezzato il lavoro registico di Rosetta Cucchi per Resurrezione di Alfano proprio qui, al Teatro del Maggio Fiorentino, assistere a questo Amico Fritz insieme fedele ed originale è stata ancora una piacevole sorpresa. Perché evidentemente da musicista che col tempo sempre più dedica la sua creatività alla regia, questa artista della scena riesce a sdipanare una matassa, quella che vede gli amanti della tradizione contrapporsi alla nuova regia, spesso frutto del lavoro di chi mortifica la musica non comprendendola, grazie alla sua duplice competenza che la porta ad osare rispettando la creazione originale. Niente bamboleggiamenti alsaziani dunque nella sua scelta, la purezza e spontaneità di sentimenti che un giovane Mascagni vuole esprimere si è trasferita nell’America anni ’50, quella dell’happy end di tante commedie cinematografiche (quindi perfettamente in linea con questa storia tanto semplice e banale) ma filtrata dal grande gusto e dall’assoluta ricerca estetica di quello che è forse il più grande cantore di quel mondo, Edward Hopper. Nel bar urbano che ricalca una delle sue opere più famose i personaggi che tanto piacquero a Mascagni si muovono bene, nel primo e terzo atto di un’opera che è stata trasformata dalla regia in un lungo atto unico, perché la fragile trama non si spezzi, ma anche nell’atto di mezzo dove protagonista è la campagna i grandi spazi di quel continente sono pertinenti, rimandando alla semplicità e naturalezza sentimentale che la vita agreste ancora rappresenta.
In questi ambienti si muovono i personaggi dell’opera, e la musica è non solo rispettata ed esaltata nella sua ricerca apparentemente semplice ma nient’affatto convenzionale (tanto da essere stata assai criticata in passato) da interpreti vocalmente adeguati ma anche caratterizzati teatralmente dal physique du rôle: Salome Jicia è l’ingenua Suzel, voce di soprano sicura ed estesa in crescendo con le certezze della sua scelta, e Fritz è Charles Castronovo, tenore lirico americano richiesto nei più famosi teatri, perfetto nel ruolo, mentre il baritono Massimo Cavalletti delinea con grande efficacia il personaggio del deus ex machina della vicenda, il rabbino David. La vitalissima Teresa Iervolino, annunciata dal famoso assolo di violino, è lo zingaro Beppe, figura en travesti fuori tempo a fine Ottocento ma non unica nella creatività del Mascagni. Quanto ci sarebbe da riscoprire delle opere del nostro, così poco frequentate, a parte le più famose! Semplicemente perfetta la direzione di Riccardo Frizza, specialista nel repertorio ottocentesco, che ha valorizzato al massimo il livello dell’Orchestra del maggio: non dimentichiamo che Mascagni scelse una trama banale per dare valore alla sua ricerca musicale, temendo che il precedente successo di Cavalleria Rusticana fosse da ascrivere alla fama del Verga… Scene e costumi hanno visto all’opera Gary McKann, e le luci di scena del maestro Daniele Naldi sono la magia necessaria per sottolineare le intuizioni sceniche, rendendole intense proprio come lo sono nell’opera di Hopper. Con questo nuovo allestimento di Amico Fritz, titolo non per caso divenuto emblematico anche per chi non ha mai ascoltato quest’opera, si conclude la stagione 2021-22 del Teatro Fiorentino.
Ma quest’anno finalmente si potrà contare, a partire dal mese di aprile, su un Maggiomusicale che fino a luglio ci offrirà una scelta operistica davvero intrigante, degna della sua tradizione. Gli appassionati siano amanti del Barocco o del Novecento potranno scegliere titoli mai banali che mostrano in filigrana una ricerca estetica e poetica ben studiata, come si può notare nel cartellone che apre il portale di Sipario. Luoghi deputati ne saranno la Pergola e l’Auditorium intitolato a Zubin Mehta in cui è andato in scena l’Amico Fritz, del quale possiamo testimoniare la magnifica acustica. Peccato solo che i musicisti siano invisibili, anche nel momento degli applausi finali! Se è vero che gli abbonamenti non sono alla portata di tutte le tasche, ci sono offerte per il settore C, che comunque non presenta problemi di visibilità, nel quale i prezzi con particolari offerte sono veramente alla portata di tutti. Forse anche per questo il pubblico presente in sala per questo Amico Fritz era strabocchevole, un’abbuffata dopo il digiuno che ci è toccato in tempi non lontani.

Annamaria Pellegrini

Ultima modifica il Lunedì, 14 Marzo 2022 10:02

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