sabato, 19 ottobre, 2019
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SCUOLA DI BALLO ACCADEMIA TEATRO ALLA SCALA - coreografie Minkus, Forsythe, Olivieri

La Scuola di Ballo dell'Accademia Teatro alla Scala. Foto Rudy Amisano, Teatro alla Scala La Scuola di Ballo dell'Accademia Teatro alla Scala. Foto Rudy Amisano, Teatro alla Scala

IL REGNO DELLE OMBRE da LA BAYADERE
Coreografia di Marius Petipa
Ripresa da Tatiana Nikonova e Leonid Nikonov
Musica di Ludwig Minkus

IN THE MIDDLE, SOMEWHAT ELEVATED
Coreografia di William Forsythe
Ripresa da Kathryn Bennetts
Musica di Thom Willems
Assistenti alla coreografia Paola Vismara e Jean-Philippe Halnaut

PRÉSENTATION
Ideata da Frédéric Olivieri
Musica di Carl Czerny / Études (1848)
Orchestrazione Knudage Riisager
Assistenti alla coreografia Loreta Alexandrescu, Jean-Philippe Halnaut, Leonid Nikonov, Tatiana Nikonova, Giulia Rossitto, Elisa Scala, Paola Vismara

Con il contributo di allievi e diplomati dei Corsi per Sarti dello Spettacolo, Truccatori e Parrucchieri, Fotografi di scena dell'Accademia Teatro alla Scala
Orchestra dell'Accademia Teatro alla Scala
Direttore David Coleman
Teatro alla Scala, Milano, dal 5 al 7 marzo 2019

www.Sipario.it, 11 marzo 2019

La formazione coreutica e l'effetto di un tocco

La virtù cresce imponente per effetto di un tocco, di una spinta: così scrive Seneca nelle Lettere a Lucilio allorquando affronta il tema della formazione dell'uomo. Intessuto in una vasta trattazione che ingloba la filosofia morale ed il valore dei precetti, l'arduo compito di potenziare ed affinare doti e talenti è il fulcro dell'argomentazione filosofica di Seneca consegnata nella lettera n. 94. Tema, questo, che sotto diversi rispetti palesa l'intento di recuperare il senso dell'atto pedagogico come pure la funzionalità e l'opportunità dell'incontro con quel "vissuto adulto" che si impone come vettore di emulazione e completezza ineludibile dell'agire formativo.
Prossimità fra adultità e giovinezza che, per di più, seguita a svelare vigorosi esiti e fruttuose scoperte anche nello specifico settore dell'arte performativa. In questo ambito e con la consapevolezza mutuata dal filosofo latino si inscrive il nostro sguardo sulla formazione artistica, coreutica in particolare. Un rapporto e un confronto con il "vissuto adulto" - si diceva - che nell'arte tersicorea si esplica nell'opportunità offerta ai giovani danzatori di percorrere gli sviluppi e gli esiti di prima grandezza della storia della danza veicolati da coloro che in misura diversa hanno attraversato tali sentieri.
Sotto questo profilo si inquadra la visione pedagogica che da tempo è condivisa da quella che fu l'Imperial Regia Accademia di Ballo e oggi fulcro del Dipartimento Danza dell'Accademia Teatro alla Scala: fornire ai giovani allievi quella necessaria e rigorosa preparazione tecnica che consente di rispolverare le opere dell'Ottocento coreografico come pure le più note coreografie del Novecento e di oggi. Prospettiva formativa, questa, offerta recentemente alla platea dei ballettomani scaligeri nello Spettacolo della Scuola di Ballo andato in scena sul palco del Piermarini per due recite.
Lo stralcio cardinale del grande repertorio classico proposto è tratto dalla Bayadère, balletto firmato da Marius Petipa nel 1877 su musica di Ludwig Minkus. Come nel 2012 anche in questo caso l'attenzione è rivolta al più poetico, lirico ed adamantino segmento del balletto: Il Regno delle Ombre. Questo stralcio che è fuga dal reale, affrancamento dall'empirico e condivisione di quel trascendente che in sé reca il senso dell'imperituro è così offerto alle giovani allieve della Scuola di Ballo impegnate nell'arduo banco di prova del noto piano inclinato. L'esito si rivela convincente e persuade la serie delle tre variazioni delle Ombre come pure l'ottima prossimità di Linda Giubelli e Daniele Bonelli - nei ruoli principali - con la vigorosa esecuzione musicale cesellata dall'espertissima bacchetta del Maestro David Coleman.
Il medesimo rilievo inerente l'aderenza all'incedere musicale è ravvisabile anche nel prosieguo della serata con In the Middle, Somewhat Elevated di William Forsythe, creazione ideata nel 1987 per l'Opéra di Parigi ed affidata per la prima volta ad una scuola. Tre i danzatori e sei le danzatrici impegnate con la complessità delle musiche di Thom Willems e le dinamiche di un movimento che è, nel contempo, lessico ed ossatura classica vissuta nella destrutturazione e ricomposizione. Slancio, risolutezza e fenditure nello spazio sono i tratti peculiari di questo lavoro ripreso da Kathryn Bennets, collaboratrice di Forsythe.
Nella chiusa tutti gli allievi della scuola coinvolti nella Présentation ideata da Frédéric Olivieri, direttore del Corpo di Ballo della Scala, sugli Études di Carl Czerny. Una Presentazione che ha il merito di portare in scena gli esiti del plurimo percorso formativo del settore coreutico con particolare riguardo alla duplice e peculiare ossatura della danza femminile e maschile. Cala il sipario, dunque, su questo ulteriore tassello performativo dell'Accademia scaligera dedicato ai 188 allievi: per alcuni sarà il tocco, la spinta di una vita vissuta nel segno dell'arte.

Vito Lentini

Ultima modifica il Sabato, 16 Marzo 2019 09:27

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