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GALA FRACCI – coreografie varie

Agnese Di Clemente e Domenico Di Cristo in "L’Après-midi d’un Faune", coreografia Amedeo Amodio. Foto Brescia Amisano Teatro alla Scala Agnese Di Clemente e Domenico Di Cristo in "L’Après-midi d’un Faune", coreografia Amedeo Amodio. Foto Brescia Amisano Teatro alla Scala

Seconda edizione
Le Spectre de la Rose  (coreografia Michail Fokin, musica Carl Maria von Weber)
da Le Loup  (coreografia Roland Petit,  musica Henry Dutilleux)
da Le Papillon (coreografia Pierre Lacotte da Maria Taglioni, musica Jacques Offenbach)
da La Dame aux camélias  (coreografia e regia John Neumeier, musica Fryderyk Chopin)
Verdi Suite  (coreografia Manuel Legris, musica Giuseppe Verdi)
L’Après-midi d’un Faune (coreografia Amedeo Amodio, musica Claude Debussy)
da Le Pavillon d’Armide (coreografia John Neumeier, musica Nikolai Čerepnin)
da Il lago dei cigni (coreografia Rudolf Nureyev da Petipa e Ivanov, musica Pëtr Il’ič Čajkovskij)
da After the Rain (coreografia Christopher Wheeldon, musica Arvo Pärt)
da Raymonda (coreografia Marius Petipa ricostruzione e messa in scena Sergej Vikharev, musica Aleksandr Glazunov)
Artisti ospiti: Alessandra Ferri, Roberto Bolle, Davide Dato, Jacopo Tissi
Primi Ballerini, Solisti e Corpo di Ballo del Teatro alla Scala diretto da Manuel Legris.
Pianista: Takahiro Yoshikawa. Violoncellista: Alfredo Persichilli. Orchestra del Teatro alla Scala. Direttore: Kevin Rhodes.
MILANO, Teatro alla Scala, 7 giugno 2023

www.Sipario.it, 27 giugno 2023

Ricordare Carla Fracci, la seconda edizione del Gala alla Scala

Mancava da undici anni dalle scene scaligere quella indimenticabile Raymonda che dal 2010 al 2012 ha incantato i ballettomani milanesi. Come si ricorderà la versione coreografica presentata in illo tempore recava la firma di Sergej Vikharev e i costumi originali erano di Ivan Vsevolozskij: un allestimento di prim’ordine da annoverare tra i capitoli più belli della storia coreutica del ballo scaligero. Un breve richiamo alla storia del cavaliere Jean de Brienne e del saraceno Abderachman è oggi proposto al Piermarini in occasione della seconda edizione del Gala Fracci. Del balletto che rievoca le nuance di un misterioso e affascinante Medioevo il Direttore del Corpo di Ballo Manuel Legris sceglie oculatamente di rispolverare il Grand pas classique hongrois qui affidato a Martina Arduino, Navrin Turnbull e Gaia Andreanò che riportano con convinzione la mente del più nostalgico appassionato di balletto alle rimembranze di quel titolo composto da Glazunov con “ardore ed entusiasmo”. Una scelta, questa, che oltre ad avere l’intento di rammentare le reiterate interpretazioni di Carla Fracci del capolavoro di Marius Petipa si inserisce armonicamente nelle proposte del Gala di quest’anno. 

Del corso storico ottocentesco si opta per l’immancabile Lago dei cigni. Proposto nella rilettura novecentesca siglata da Rudolf Nureyev - come a voler omaggiare l’artistico legame scaligero di Carla Fracci con l’amatissimo Rudy - gli stralci tratti dalla sua versione del capolavoro di Čajkovskij tornano in scena con Nicoletta Manni, Timofej Andrijashenko e Christian Fagetti: l’entrée, l’adagio, le variazioni e la coda del pas de deux del terzo atto godono di determinazione e precisione tecnica, doti proverbialmente note in tali interpreti. Completano queste pagine del compositore russo anche la danza spagnola e la mazurka con i solisti e il corpo di ballo. 

Linda Giubelli e Nicola Del Freo, invece, donano spazio a perfetti tour en l’air, risolute dinamiche ed energiche batterie nel passo a due del secondo atto de Le Papillon, l’unico balletto coreografato da Maria Taglioni, qui nella ricostruzione di Pierre Lacotte per l’Opera di Parigi del 1976. Carla Fracci danzò il passo a due finale l’anno successivo e oggi tornare al titolo di Jacques Offenbach significa, altresì, richiamare alla mente l’anima più autenticamente romantica dell’amata stella del balletto milanese. 

Per onorare la memoria della straordinaria stella della danza presenti anche alcuni ospiti internazionali: Alessandra Ferri e Roberto Bolle propongono per la prima volta a Milano il passo a due tratto da After the rain del coreografo anglosassone Christopher Wheeldon. Sulla musica di Arvo Pärt i due interpreti rievocano ataviche immagini di un legame a tratti ipnotico e memore di una partnership a lungo amata dal pubblico milanese. Il primo ballerino étoile della troupe scaligera lo ritroviamo in scena anche per il passo a due tratto dal secondo atto de La Dame aux camélias di John Neumeir. Per la prima volta con Nicoletta Manni, Roberto Bolle seguita a restituire la spontanea e immediata bramosia d’amore per la sua Marguerite, personaggio che con la prima ballerina del Piermarini giova di un totale dono di sé. Tra gli altri ospiti anche Jacopo Tissi impegnato con Letiza Masini nel breve balletto di Michail Fokin Le Spectre de la rose, titolo che Carla Fracci danzò alla Scala quale passo d’addio nel 1955. Sulle note di Carl Maria von Weber Tissi regala uno dei ruoli a lui più consono, le linee delle sue braccia sono un’emblema: erudita rivisitazione di quel carattere tipicamente romantico riletto in uno dei più affascinanti personaggi della coreografia del primo Novecento. 

In debutto alla Scala Davide Dato propone un estratto da Le Pavillon d’Armide: la versione di John Neumeir è l’occasione per scoprire le qualità del primo ballerino dello Staatsballet di Vienna in dialogo tra intensità interpretativa, visioni oniriche e sensualità orientaleggiante nell’evocativo assolo della danse siamoise

Agnese Di Clemente e Domenico Di Cristo sono impegnati, invece, con L’Après-midi d’un faune di Amedeo Amodio: ambedue convincono in una coreografia che tra sogno e nostalgia rievoca, com’è noto, l’incontro del Fauno con la sua Ninfa. Di Roland Petit è scelto il passo a due tratto da Le Loup nel quale si concede spazio all’indagine antropologica del legame tra uomo e animale qui rispolverata con tempra sia tecnica che interpretativa da Martina Arduino e Marco Agostino. 

Verdi Suite, creazione firmata nel 2020 dall’attuale Direttore del Balletto e dedicata proprio a Carla Fracci, completa il ricco programma di questa seconda edizione del Gala. In tale suite la musica di Verdi e l’estro creativo di Legris tornano a omaggiare il pregio di una danse d’ècole che consente a Alice Mariani, Maria Celeste Losa, Claudio Coviello, Federico Fresi, Mattia Semperboni, Caterina Bianchi, Gabriele Corrado e al Corpo di Ballo del Teatro alla Scala di palesare con risolutezza ed evidenza la qualità, il livello tecnico e le eterogenee personalità che arricchiscono oggi l’amata troupe milanese.

Vito Lentini

Ultima modifica il Mercoledì, 05 Luglio 2023 12:48

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