mercoledì, 22 maggio, 2024
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FROM ENGLAND WITH LOVE - coreografia Hofesh Shechter

"From England with love", coreografia Hofesh Shechter. Foto TODD MAC DONALD "From England with love", coreografia Hofesh Shechter. Foto TODD MAC DONALD

Coreografia e musica Hofesh Shechter
con Holly Brennan, Yun-chi Mai, Eloy Cojal Mestre, Mattea Lara Pedersen, Piers Sanders, Rowan Van Sen, Gaetano Signorelli, William H. Monk
luci Tom Wisser
ideazione costumi Hofesh Shechter
con il sostegno dell’Arts Council England e di Fondation BNP Parisbas
musica aggiuntiva composizioni inglesi di Edwar Elgar, Tomas Talis, Henry Purcell, William H. Monk
produzione Hofesch Shechter Company
Festival  Danza in Rete 2024
Vicenza, teatro Comunale, 19 marzo 2024

www.Sipario.it, 21 marzo 2024

Un’energia lenta che prorompe e contrasta la pioggia e i tuoni, squisitamente inglesi, fa parte di un gruppo di studenti e studentesse di un college, tutti vestiti a puntino, con la tipica divisa, la cravatta e lo zainetto. Un’energia sprizzante che va via via espandendosi, una vitalità e un dinamismo che vuol far pensare a una speranza continua, alla voglia di vivere ma anche a un’inevitabile consapevolezza dell’oscuro. Simbolicamente, uno sguardo, una lettera che parte da un benevolo Dear John, e chi se non l’emblema inglese umano tra i più conosciuti al mondo, qui simbolo di un’intera nazione? E’ la prima scena di From England with love, balletto di Hofesh Shechter per la Shecther II, giovane e talentuosissima compagnia, per l’unico spettacolo in terra berica, purtroppo, visto a Danza in Rete 2024 al teatro Comunale di Vicenza. Se non la migliore coreografia, per me una delle più belle sicuramente di tutti gli spettacoli di danza visti. Un omaggio scritto come una missiva all’Inghilterra, alle origini e alla sua storia, al suo vivere giorno dopo giorno, in questo balletto dove coreografia e musica, e anche l’ideazione costumi sono a cura di Shechter, esponente della new generation della danza contemporanea, formatosi a Londra (ma non solo). Un balletto di rara bellezza. L’Inghilterra riceve questo omaggio da Shechter, che scruta e analizza in profondità il paese di adozione, i suoi sentimenti per lo stesso, attraversandolo in diagonale forte di un amore pieno, raggiante. Il muoversi di questo Paese coi suoi abitanti, lo scrutare i suoi aspetti uguali e opposti in una specie di estasi che, alla danza contemporanea regala momenti di bellezza unica, completa. Può, e infatti è, non esser certo oro tutto quello che par luccicare, infatti l’England è vista e interpretata anche nelle pieghe sconosciute e ombrose, che non vogliono a tutti i costi dar visione di valori solo positivi, piuttosto celano ma nemmeno tanto, anche aspetti e identità represse. La missiva c’è, è appunto omaggiante, affettuosissima ma non può nascondere il retroscena, quello che non si vede ma c’è. Più che una fugace sbirciatina nel cuore inglese c’è un guardarlo con certezza e consapevolezza, con i commenti musicali straordinariamente efficaci e perfetti in un connubio musica-danza completo. Il balletto genera bellezza un momento dopo l’altro, non c’è tregua né respiro, segno indiscutibile di una coreografia curata nei particolari ed eseguita all’unisono e con grande coesione dai giovani danzatori, che grazie alla loro tecnica portano all’esaltazione, al plateau. Tutto ciò è esempio di rigore scenico notevole, che oltre alla bellezza riempie gli occhi di un professionismo che non dà adito a controversie, a pareri discordanti. Con spettacoli come questo il panorama della danza contemporanea va sul sicuro, può affrontare mari e tempeste. Nel danzare forsennato e magnifico della compagnia, con grandi momenti corali e altrettanto singoli si delinea una ricca e variegata composizione mista. From England with love non è appunto solo eleganza e college ma anche il disarcionamento di quegli abiti, lo sconquasso delle anime, le cadute e le risalite. Una colonna sonora a dir poco magnifica risalta il tutto, e in sala non vola una mosca, il pubblico è concentratissimo ed esplode in una festa grandiosa, un tributo infinito. Un vero trionfo della danza contemporanea.

Francesco Bettin

Ultima modifica il Giovedì, 21 Marzo 2024 16:12

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