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DUE+DUE=5 dedicato a chi non ha mai puntato sul risultato - di Lara Guidetti

DUE+DUE=5 dedicato a chi non ha mai puntato sul risultato di Lara Guidetti DUE+DUE=5 dedicato a chi non ha mai puntato sul risultato di Lara Guidetti

Compagnia Sanpapiè
di Lara Guidetti
con Lara Guidetti, Paola Bedoni, Marco Del Meo, Marcello Gori e Francesco Pacelli
musiche di Marcello Gori
disegno luci Sarah Chiarcos
con il prezioso aiuto di Costantino Pirolo
una produzione Sanpapiè in collaborazione con Scuola d' Arte Drammatica Paolo Grassi e Artes y Producciones Artisticas
Prima Italiana
Milano, Elfo Puccini, 28 settembre 2013

www.Sipario.it, 30 settembre 2013

Il Teatro Elfo Puccini ogni anno, sin dal lontano 1986, propone alla city milanese, assieme alla direzione artistica di Rino De Pace, 'Milanoltre' ; una rassegna di danza di respiro nazionale e internazionale attraverso cui le compagnie ospiti trasmettono, per mezzo di un incipit il cui tema varia di anno in anno, realtà coreutiche di estrema poesia e ardore.
Quest'anno il Festival accoglie nella sala Fassbinder il gruppo artistico 'Sanpapiè dance and physical theatre', con lo spettacolo Due+Due=5, dedicato a chi non ha mai puntato sul risultato.
La compagnia nasce nel 2007 per volere della danzatrice Lara Guidetti curiosa di esplorare, assieme al musicista Marcello Gori, alla drammaturga Sarah Chiarcos e all'organizzatore Fabio Ferretti, le potenzialità comunicative del corpo in una costante ricerca sonora e drammaturgica.
L'opera è un tributo alle pioniere della 'nuova danza' o 'danza moderna' del secolo scorso, uno sguardo mnemonico all'insegnamento di cinque grandi maestre, provenienti dall' America e Germania: Martha Graham, Isadora Duncan, Pina Bausch, Mary Wigman e Luciana Melis.
La sensibilità coreografica di Lara Guidetti permette allo spettatore curioso di richiamarsi all'epoca delle grandi rivolte e cambiamenti sociali in cui la danza, abbandonati i canoni restrittivi del balletto classico, divenne movimento libero e si trasformò in ritmo e corpo, per mezzo del quale la donna potè esprimere il fondale straziante di emozioni e sentimenti sordi, rimasti taciuti sino ad allora.

In Tracce omaggio a Marta Graham, due corpi di uomo e donna si intrecciano in un dialogo muto di sofferenza e solitudine, attraverso cui ogni contatto epiteliale sembra ai nostri occhi stridere. Al rigetto del corpo di lui segue una ricerca, immediata, di un abbraccio disperato in una dinamica cubista segnata da spigoli, la quale sembra richiamare la tecnica della danzatrice statunitense basata sull' alternarsi dei principi di contrazione e rilassamento.
Soffio, dedicato a Isadora Duncan, si ispira alla delicatezza dei gesti e delle movenze che caratterizzavano la sua danza. Una figura femminile vestita di candidi veli al centro della scena, ravviva i moti delle onde del mare, il cui suono si percepisce appena, nello spazio, in una danza aggrazziata e leggiadra; le braccia cingono il vuoto, dopo averlo scrutato attentamente delineando a tal fine scogli immaginari, qua e là, contro cui l' onda umana va' a infrangersi.
A occhi chiusi due figure: un uomo dagli atteggiamenti infantili si ostina a 'giocare' a palla anzichè assecondare la propria natura di 'cacciatore' alla concquista di femmine, e una donna intenzionata a farsi notare, tenta di sedurlo in vortici di danze con l'ausilio di tre sedie, alterando pose aspre a caricatura maschile, a fragili intonazioni dell' animo. Tale incomunicabilità dei rapporti la ritroviamo spesso nelle coreografie di Pina Bausch, la più nota esponente del TeatroDanza in Germania.
Tumulto esprime a pieno la poetica di Mary Wigman in cui l'essere umano si fonde con lo spazio ampliando in tal modo il ritmo interiore dell' uomo.
L'uso di una maschera bianca, proprio come accadde nel 1914 nello spettacolo 'la danza della strega', intende annientare l'individualità dell' essere umano esaltandone così l'universalità. Il suono di un gong sembra risvegliare, ad ogni rintocco, la materia oscura che anima l'essere danzante ad ogni suo respiro.
In ultimo Lara Guidetti propone come traccia finale Oppure omaggio a Luciana Melis sua insegnante, danzatrice e coreografa; colei che ha fondato il laboratorio di TeatroDanza all' Accademia Paolo Grassi e la cui evocazione nasce dalla memoria di un percorso comune 'di ascolto profondo e apertura costante' del cuore e del corpo.
Assieme a Paola Bedoni, Marco Del Meo, Marcello Gori e Francesco Pacelli traduce, in scena, per mezzo dei loro cinque corpi febbricitanti dai movimenti a volte convulsi, altre sconclusionati e divertiti, forme di pensiero e stati d'animo avvezzi da epoche e tempi di rivolte. Ogni corpo, in scena, esprime le caratteristiche inconfondibili e ineguagliabili di ciascuna delle danzatrice storiche a cui lo spettacolo è dedicato.
'Non è importante quello che si fà ma come lo si fà'.

Angelica Greppi

Ultima modifica il Domenica, 20 Ottobre 2013 09:32

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