mercoledì, 28 settembre, 2022
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MIDNIGHT YOUTH, coreografia di Philippe Kratz, e PENELOPE di Aldo Nolli

"Midnight youth" di Philippe Kratz. Foto Claudia Ceville "Midnight youth" di Philippe Kratz. Foto Claudia Ceville

FESTIVAL NUTIDA Nuovə danzatrici/ori – III Edizione
Direzione artistica Cristina Bozzolini e Saverio Cona
Giardino del Castello dell’Acciaiolo, Scandicci
“Midnight Youth”, coreografia di Philippe Kratz
interpretazione Cristina Acri, Matteo Capetola, Matilde Di Ciolo, Veronica Galdo, Niccolò Poggini
Produzione NUTIDA/Stazione Utopia e Compagnia Nuovo Balletto di Toscana
Debutto 18 luglio 2022
“Penelope”, coreografia e interpretazione Aldo Nolli
Produzione NUTIDA/Stazione Utopia
Debutto 8 luglio 2022

www.Sipario.it, 10 agosto 2022

Philippe Kratz è ormai una certezza della coreografia internazionale: richiesto da importanti compagnie – da Aterballetto al Wiener Staatsballett, da Gauthier Dance alla Scala di Milano – segue da tempo una personale ricerca stilistica che si arricchisce di suggestioni molteplici, tra arte, musica e letteratura. Ed è in particolare nelle composizioni brevi, frutto di estro e pensiero, che il suo segno rifulge di senso, tra i margini di una creatività nello stesso tempo lucida e impetuosa.
Con Midnight Youth, creazione in prima assoluta per il Festival NUTIDA e con i danzatori del Nuovo Balletto di Toscana, Kratz cattura, come in un’istantanea, un momento preciso del suo percorso, pronto forse egli stesso ad una nuova stagione creativa. In poco più di quindici minuti condensa il cammino dolce e brutale dell’età adulta che, tortuosa, s’insinua nei corridoi stretti della vita per esplodere, d’un tratto, come sole e tempesta. A misurarne i confini sono cinque giovani interpreti, travolti alle spalle da uno schianto che li scaraventa nel mondo: lo stesso “crollo” descritto nei poetici versi di Chandra Livia Candiani – da La bambina pugile ovvero La precisione dell'amore – a cui pure Kratz si ispira.

Monadi solitarie, mimetizzate tra gli angoli di un segreto universo, i cinque difendono con cura il proprio spazio; gli scatti nel movimento traducono l’inquietudine della giovinezza, che pulsa nelle loro vene e scandisce il tempo, come il metronomo di una vita che corre. Poi il gesto si espande, lo spirito si acquieta, e il mondo all’improvviso sembra a portata di mano; la danza conquista lo spazio e gli spigoli si sciolgono in curve. Creature d’aria e di terra, dai contorni verde smeraldo, affronteranno da sole e insieme le minacce e le carezze del mondo, ugualmente audaci e guardinghe, legate infine in un unico intreccio.
Con un movimento “vellutato”, venato di lirismo e di misurata potenza, Kratz risolve il disegno coreografico attraverso eleganti sincronie e contrappunti, trasferendo negli atletici corpi quel bagaglio di vitalità e conoscenza che per sempre rimane, scrigno prezioso, nell’esperienza dell’uomo. Un lavoro affascinante, dal poetico finale sulle note di Bradford Cox, tra attimi di ostinazione e conquista, desiderio e timore. Eccellenti i cinque danzatori - Cristina Acri, Matteo Capetola, Matilde Di Ciolo, Veronica Galdo, Niccolò Poggini – ideali protagonisti e strumento di ispirazione per un Kratz in stato di grazia.

Ed è sempre la notte, irrequieta e risolutiva, la protagonista di un altro pezzo presentato in prima assoluta a NUTIDA, festival che si distingue non solo per l’ospitalità a grandi nomi della scena, ma anche per le opportunità di sperimentazione creativa ad autori emergenti: protagonista, il talentuoso Aldo Nolli, apprezzato solista del Nuovo Balletto di Toscana, qui alla sua seconda esperienza coreografica con il brano Penelope (di cui è anche interprete).
Dentro e oltre i confini del mito, in un assolo di fulminea efficacia, Nolli si immerge nel buio del pensiero, in tormentato bilico tra speranza e rinuncia, vittoria e disfatta. In un’atmosfera semi-onirica, immagineremo il protagonista intento a disfare i nodi della mente, perseverante e solitario, come l’eroina omerica al suo telaio. Un dolce tormento, che si reitera in un movimento plastico e silenzioso, nel tentativo di allontanare il destino e di accogliere la svolta di una nuova possibile alba. Studio chiaro nell’ispirazione, costruito con efficace essenzialità e impreziosito dal cristallino gesto di Aldo Nolli, sensibile autore di cui attendiamo con interesse i prossimi impegni.

Lula Abicca e Giuseppe Distefano

Ultima modifica il Sabato, 13 Agosto 2022 10:30

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