venerdì, 03 aprile, 2020
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BLANCHE NEIGE-EDWARD MANI DI FORBICI - coreografia Angelin Preljocaj, Matthew Bourne

Blanche Neige-Edward mani di forbici Blanche Neige-Edward mani di forbici Coreografia Angelin Preljocaj, Matthew Bourne

Blanche Neige
coreografia: Angelin Preljocaj
musica: Gustav Mahler
costumi: Jean-Paul Gaultier
scene: Thierry Leproust
Parigi, Théâtre Chaillot, Salle Jean Vilar, dal 10 al 25 ottobre 2008
Edward mani di forbice
coreografia: Matthew Bourne
musica: Terry Davies
scene e costumi: Lez Brotherstone
Parigi, Théâtre Châtelet, dal 8 al 2 novembre 2008

Panorama, N. 48 2008
La Stampa, 5 novembre 2008
Biancaneve da antologia

Gustav Mahler e Jean Paul Gaultier: due estremi riuniti dal coreografo francese Angelin Preljocaj per le musiche e i costumi
di Blanche neige, sua ultima creazione, presentato a Parigi e in arrivo il 28 e 29 maggio a Parma. Costumi sfacciatamente
fumettistici e una compilation mahleriana sorprendente curata personalmente da Preljocaj. Adagi, adagetti e languori per i momenti intimi, grancasse e fanfare, ciarde e mazurche per far procedere il racconto. Preljocaj non rinuncia a nulla, compresi
specchio magico, mela stregata e Sette nani. Ma è la regina cattiva il personaggio più avvincente: perfidissima e sexy. Ogni episodio è narrato con una bella capacità di trasformare in danza la vicenda. I Sette nani minatori si calano con corde elastiche da fori praticati in un'altissima parete di roccia. Nel finale, la perfida punita è costretta a indossare scarpe infuocate che la fanno saltare come un'ossessa. Il passo a due col principe che fa seguito al risveglio dell'eroina è da antologia.

Sergio Trombetta

Favola contro favola
Biancaneve batte Burton

Fiabe gotiche, fiabe moderne a confronto. Un classico di Tim Burton, Edward mani di forbice, tradotto in danza da Matthew Bourne, e un superclassico, passato attraverso Disney, Biancaneve, messo a ballare da Angelin Preljocaj. Chi la spunta? Decisamente Biancaneve. Matthew Bourne è il coreografo inglese fenomeno. Ha vinto più premi lui di chiunque grazie alla versione del Lago dei cigni con i cigni giovanotti. Il recentissimo Dorian Gray ha fatto staccare al Festival di Edinburgo il maggior numero di biglietti della sua storia. Ma qui Bourne lavora con la mano sinistra. Come se avesse voluto costruire uno spettacolo facile e di successo sicuro per poi dedicarsi a lavori più raffinati (per esempio lo stupendo Play without words). Tanto la gente va a teatro per rivedere la storia raccontata sullo schermo da Burton con Johnny Depp protagonista, ritrovare situazioni e commozioni. Edward che pota le aiuole e crea personaggi curiosi. Ed che si improvvisa coiffeur e fa il taglio alle signore. Ed che si innamora e scopre la gioia di essere giovane e vitale.

Il gioco è facile, al limite della banalità. La musica è qualsiasi, tranne i brani presi dal film di Burton. I costumi Anni 60 di Lez Brotherston sono molto belli. L'invenzione coreografica quasi inesistente. Lo spettacolo si riduce a pantomima seppur con un gruppo di danzatori attori di grande qualità. Si balla quando lo prevede la vicenda. Per esempio per il party natalizio. Oppure nel passo a due finale fra Edward e la fanciulla di cui è innamorato. Ma non c'è un attimo di stupore. Finale commovente con neve sintetica sparata anche sulla platea: quel che si dice una paraculata.

Per la sua Blanche Neige Preljocaj, che aveva già dimostrato di sapere raccontare in danza con Romeo e Giulietta, chiama a raccolta Jean Paul Gaultier per i costumi, Thierry Leproust per le scene e addirittura il grande Gustav Mahler per la musica di cui realizza personalmente una compilation sorprendente. Adagi, adagetti e languori per i momenti intimi fra Biancaneve e il suo principe, grancasse e fanfare, ciarde e mazurche per far procedere il racconto. Sarà Kitsch? Sicuro che lo è. Come sono di una sfacciata evidenza fumettistica i costumi di Gaultier.

Anche qui il racconto procede come da fratelli Grimm. Anche Preljocaj non rinuncia a nulla, compresi specchio magico, mela stregata, sette nani e il cuore del cervo che gli scherani portano alla regina cattiva sostenendo che è quello di Biancaneve. La quale regina cattiva è il personaggio più avvincente: perfidissima e e supersexy, da fare impallidire Biancaneve. La sua irruzione a corte annunciata dai clangori mahleriani è impressionante. Accompagnata da due gattacci neri non può non ricordare l'ingresso di Carabosse nel prologo della Bella addormentata.

Ma ogni episodio è narrato con una bella capacità di trasformare in danza la vicenda. Invenzioni continue. Per esempio i sette nani minatori che si calano con corde elastiche da fori praticati in una altissima parete di roccia sullo sfondo della scena. Per esempio il finale con la perfida punita costretta a indossare scarpe infuocate che la fanno saltare come un'ossessa. Oppure il fantasma della regina madre di Biancaneve che la soccorre dopo che la strega le ha propinato la mela. Il passo a due col principe che fa seguito al risveglio dell'eroina è da antologia.

Sergio Trombetta

Ultima modifica il Lunedì, 22 Luglio 2013 09:08
La Redazione

Questo articolo è stato scritto da uno dei collaboratori di Sipario.it. Se hai suggerimenti o commenti scrivi a comunicazione@sipario.it.

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