venerdì, 18 ottobre, 2019
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ASPHODEL MEADOWS/THE TWO PIGEONS - coreografie Liam Scarlett/Frederick Ashton

"Asphodel Meadows". Marianela Nunez e Ryoichi Hirano. ®ROH, 2019. Foto Bill Cooper "Asphodel Meadows". Marianela Nunez e Ryoichi Hirano. ®ROH, 2019. Foto Bill Cooper

Orchestra of the Royal Opera House

Conductor: Barry Wordsworth

Asphodel Meadows
Choreography: Liam Scarlett
Music: Francic Poulenc, by arrangement with G. Ricordi & Co., London, LTD.
Designer: John MacFarlane
Lighting: Jennifer Tipton
Staging: Amanda Eyles
Piano: Robert Clark, Kate Shipway
Dancers: Marianela Nuñez, Laura Morera, Meaghan Grace Hinkis;
Ryoichi Hirano, Matthew Ball, Luca Acri; Mica Bradbury,
Annette Buvoli, Leticia Dias, Isabella Gasparini, Hannah Grennell,
Chisato Katsura, Anna Rose O'Sullivan; David Donnelly,
Téo Dubreuil, Kevin Emerton, Joshua Junker, Harrison Lee,
Taisuke Nakao, Joseph Sissens.

The Two Pigeons
Choreography: Frederick Ashton
Music: André Messager, adapted and arranged by John Lanchbery.
Designer: Jacques Dupont.
Lighting Designer: Peter Teigen.

revived and staged by Christopher Carr.
The Young Girl: Akane Takada.
The Young Man: James Hay
A Neighbour: Kristen McNally. 
A Gypsy Girl: Mayara Magri
Her Lover: Valentino Zucchetti.
 A Gypsy Boy: Luca Acri
The Young Girl's Friends: Sophie Allnatt, Grace Blundell,
Mica Bradbury, Leticia Dias, Isabella Gasparini, Chisato Katsura, Sae Maeda, Mariko Sasaki.

Gypsies, Sightseers: Artists of The Royal Ballet.
Royal Opera House, London, 13 febbraio 2019

www.Sipario.it, 19 febbraio 2019

Asphodel Meadows, creazione di Liam Scarlett del 2010 per il Royal Ballet su musiche di Francis Poulenc, offre in unico atto diversi quadri coreografici, che fra loro si susseguono con ritmi vivaci secondo uno stile che intende imporsi come una prosecuzione contemporanea del lirismo di Ashton. Con linee neoclassiche, le diverse sfumature coreografiche di Scarlett vengono a corrispondere armoniosamente alle emozioni evocate dalla varietà musicale del testo di Poulenc, specchio della sua natura complessa. Eppure, come è stato notato da Gavin Plumley, pare che sia stata proprio la sua «qualità contradditoria» a intrigare di più le generazioni successive, compreso lo stesso giovane coreografo.
«[...] indi ai vestiti | d'asfodelo immortale Inferni prati | giunser, dove soggiorno han degli estinti | le aeree forme e i simulacri ignudi» (Omero, Odissea, XXIV 17-20; trad. it. di Ippolito Pindemonte). Connessa nell'intimo al mondo antico, Asphodel Meadows partecipa di un'atmosfera ombrata, infera ma non funerea, richiamando appunto i prati di asfodelo presso cui, si racconta, le anime dei trapassati erano solite aggirarsi.
Fra penombre e silenzi, fra pallidi tagli di luce decrescenti nell'intensità e costruzioni scenografiche geometriche mobili, si snodano in un'atmosfera buia e spoglia assoli, passi a due e ensemble del corpo di ballo. La fluidità dei movimenti, unita a elementi di sospensione e fuori peso, fa della destabilizzazione una forma di equilibrio e, così mutata, giunge al pubblico come le diverse essenze di un prato fiorito, il cui profumo e colore assecondano i diversi caratteri delle tre coppie di danzatori protagonisti. Marianela Nuñez, Laura Morera e Meaghan Grace Hinkis, accompagnate da Ryoichi Hirano, Matthew Ball e Luca Acri, hanno dominato la scena con padronanza tecnica e precisione. In una creazione che lascia poco spazio all'espressività esibita, il fascino latente e talora mesto del gesto danzato conduce lo spettatore in un viaggio intrigante e labirintico, al termine del quale un delicato disorientamento si accompagna a un'oscurità sempre più obliante.
Con la seconda parte del programma di sala si cambia registro e il linguaggio di Scarlett lascia spazio allo stile classico ottocentesco. In The Two Pigeons la vicenda amorosa di un giovane pittore e della sua modella, ambientata in una Parigi bohémienne dai toni soffusamente romantici, è descritta con leggerezza e sottile ironia dal bello stile di Frederick Ashton. Buona l'interpretazione di Akane Takada e James Hay nella coppia di protagonisti, come pure il trio dei gitani composto da Mayara Magri, Valentino Zucchetti e Luca Acri. Alla soavità leggiadra di Takada, con le belle linee che disegnano la sua figura di danzatrice, ha fatto da contrappunto la gitana Magri, con il suo temperamento sanguigno e sensuale.
Fra cocenti toni di gelosia si consumano la rivalità fra le due ragazze, così come la competizione fra il giovane e l'amante della gitana, in un avvicendarsi di rocambolesche avventure che portano comunque, in ultimo, al desiderato lieto fine. Un finale poetico, soave, delicatamente etereo e semplicemente delizioso quello voluto da sir Ashton, con il volo in scena di due colombi e il rappacificamento in danza dei due cari amati "piccioncini".
Una produzione manifesto, questa del Royal Ballet al Main Stage della Royal Opera House, che nell'esibire la continuità fra passato e futuro afferma orgogliosa le peculiarità dello stile inglese.

Selene I.S. Brumana

Ultima modifica il Giovedì, 21 Febbraio 2019 11:04

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