mercoledì, 18 settembre, 2019
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A QUIET EVENING OF DANCE - coreografia William Forsythe

"A Quiet Evening of Dance" di William Forsythe "A Quiet Evening of Dance" di William Forsythe

di William Forsythe
e Brigel Gjoka, Jill Johnson, Christopher Roman, Parvaneh Scharafali,
Riley Watts, Rauf "RubberLegz" Yasit e Ander Zabala

Danzatori: Brigel Gjoka, Jill Johnson, Christopher Roman,
Parvaneh Scharafali, Riley Watts, Rauf "RubberLegz" Yasit,
Cyril Baldy (sostituto di Ander Zabala per il tour di febbraio 2019)

Compositore/Musica: Morton Feldman, Nature Pieces from Piano No.1. From, First Recordings (1950s) – The Turfan Ensemble, Philipp Vandré © Mode (per Epilogue)
Compositore/Musica: Jean Philippe Rameau, Hippolyte et Aricie: Ritournelle, da Une Symphonie Imaginaire, Marc Minkowski & Les Musiciens du Louvre © 2005 Deutsche Grammophon GmbH, Berlin (per Seventeen/Twenty One)
Design luci: Tanja Rühl e William Forsythe
Design costumi: Dorothee Merg e William Forsythe
Tecnico del suono: Niels Lanz
Una produzione Sadler's Wells London
Co-produzione: Théâtre de la Ville, Théâtre du Châtelet e Festival d'Automne di Parigi;
Festival Montpellier Danse 2019; Les Théâtres de la Ville de Luxembourg;
The Shed, New York; Onassis Cultural Centre-Athens;
deSingel international arts campus, Anversa.

Debutto: Sadler's Wells, Londra, 4 ottobre 2018
Vincitore del premio FEDORA - VAN CLEEF & ARPELS Prize for Ballet 2018
Teatro Municipale Valli, 13 febbraio 2019

www.Sipario.it, 17 febbraio 2019

A Quiet Evening of Dance di William Forsythe: sorprendente e preciso

William Forsythe torna al teatro Valli di Reggio Emilia con A Quiet Evening of Dance, una coreografia creata per il Sadlers' Wells nell'ottobre 2018.
Oggi Forsythe è considerato uno dei grandi della danza contemporanea. Il lavoro di questo coreografo statunitense non ha mai suscitato reazioni univoche, sempre controverse, né quando dirigeva il Frankfurt Ballet, né dopo averlo lasciato per dirigere la propria, sperimentale Forsythe Company. Le sue coreografie non sono mai state interessate ad accattivarsi il pubblico, sono intrinsecamente e formalmente sperimentali fino all'estremo, rompono sia con la piacevolezza estetica, sia con la danza moderna che guarda all'umanesimo, pur mantenendo sempre un'assoluta fedeltà alle tecniche e ai ballerini del balletto classico. Il lavoro di Forsythe è divenuto oggi quasi paradigmatico per la sua natura innovativa e stimolante: il tempo ha permesso di apprezzare e di entrare sempre più nella sua brillantezza formale, nella sua estetica, a volte dura, a volte cerebrale, che attualmente sembra meno inavvicinabile. Di formazione classica, Forsythe ha ballato con Joffrey Ballet e la Stuttgart Opera prima di diventare coreografo e ha trascorso quasi tutta la sua lunga carriera coreografica nell'ambito di istituzioni di danza classica, non può quindi meravigliare che una sua coreografia, innovativa e frastagliata o apparentemente informale, strizzi l'occhio a Petipa. La sperimentazione, l'organizzazione corporea, la composizione, la struttura che animano il lavoro di Forsythe non prescindono mai dal vocabolario delle cinque posizioni.
A Quiet Evening of Dance è un programma in due atti costruito su brevi pezzi non tutti ideati ad hoc per questa presentazione. Sette ballerini di livello consolidato, la maggior parte dei quali ha un'esperienza di lungo termine con Forsythe, presentano sul palco una serie di conversazioni coreografiche. Tra i pezzi più vecchi, l'ultimo del primo atto, Dialogue (DUO2015), è una coreografia virtuosistica, ma leggera, originariamente un duetto tutto al femminile creato nel 1996, ripensato nel 2015 per il programma di addio di Sylvie Guillem, e qui riproposto per due ballerini maschi, Brigel Gjoka e Riley Watts. Questa coreografia, in cui i due ballerini imitano i reciproci movimenti, è il fulcro della prima metà della performance, preceduta dal trittico Prologue-Catalogue-Epilogue, tre brevi pezzi, eseguiti con l'accompagnamento del canto degli uccelli e del silenzio. Il primo è un pas de deux in nero e lunghi guanti bianchi: l'attenzione è tutta sulle braccia espressive dei ballerini, quasi mimi, Parvaneh Schafarali e Ander Zabala. Nel secondo, Jill Johnson e Christopher Roman, eseguono sistematicamente la piegatura e l'apertura delle articolazioni (spalle, gomiti, polsi). È come un esempio di meccanica del corpo frazionata. Epilogue sorprende il pubblico con le contorsioni di Rauf "RubberLegz" Yasit, campione di hip hop, che avvolgere le poderose braccia guantate di rosso ora attorno alla testa, ora attorno alle gambe, ripiegato su se stesso.
Nella seconda metà del programma, su musica di Jean-Philippe Rameau, Forsythe propone una rilettura in chiave classica del racconto svolto nel primo atto, ma con notevole ironia. E' una suite di danze tutte splendidamente formulate sulla musica di corte di Jean-Philippe Rameau con gentile teatralità. Johnson e Roman si incontrano in un elegante dialogo mimico. Il linguaggio è brillante nella sua nitidezza e chiarezza, mai apertamente virtuosistico. Poi Rauf Yasit interpreta e propone attraverso le movenze del nuovo millennio la tecnica rigorosa del balletto e la sua eleganza intrinseca.
Si può dire che Forsythe abbia inteso proporre una serata di musica da camera, pensata per essere guardata. I pezzi spaziano dalla scarsa condensazione analitica al contrappunto di ispirazione barocca. Il fraseggio dei ballerini è intricato e distilla le geometrie del balletto classico. Forsythe crea mondi interi utilizzando nient'altro che il corpo umano, lo spazio e il tempo. L'approccio alla coreografia appare più libero. I ballerini registrano il tempo, lo rendono visibile, lo espandono e lo contraggono cambiando spazio e, infine, aprendo il canale segreto attraverso il quale comunicano col pubblico, rendendo la danza un'esperienza senza precedenti.

Giulia Clai

Ultima modifica il Domenica, 17 Febbraio 2019 22:30

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