lunedì, 18 novembre, 2019
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(CINEMA) - "Dililì a Parigi" di Michel Ocelot. Bellezza artistica e dignità femminile

"Dililì a Parigi", di Michel Ocelot "Dililì a Parigi", di Michel Ocelot

Dililì a Parigi
di Michel Ocelot

Con Prunelle Charles-Ambron, Enzo Ratsito, Natalie Dessay
Francia, 2018

Bellezza artistica e dignità femminile

Nella Parigi della Belle Époque la piccola Dililì, una coraggiosa bambina canaca, indaga con l'aiuto di un giovane fattorino sulle misteriose e ricorrenti sparizioni di bambine parigine. Nel corso delle indagini incontreranno personaggi straordinari che li aiuteranno con grande generosità a scoprire il covo segreto dei maschi maestri, i responsabili dei rapimenti.
Dililì a Parigi è un tributo all'arte e alla bellezza; alla Francia e alla cultura occidentale; alle grandi personalità che hanno realizzato opere e azioni indimenticabili; alle donne, vittime in ogni epoca e luogo del mondo della prevaricazione maschile. Un film anche di denuncia che attraverso la leggerezza e il candore dell'animazione spinge a riflettere su tematiche quanto mai attuali, come maschilismo e razzismo.
Si potrebbe dire che Dililì a Parigi sia un po' l'equivalente animato di Midnight in Paris di Woody Allen, una commedia surreale che omaggia con amore la bellezza di una Parigi del passato attraversata dal fremito dell'arte e dell'innovazione. Una città viva e dal fascino seducente; un luogo magico in cui Dililì incontra persone meravigliose a noi ben note, fra cui Toulouse-Lautrec, Renoir, Monet, Degas, Rodin, Pasteur, Picasso, Chocolat, il Principe Edoardo VII, Camille Claudel, Colette, Debussy, Suzanne Valadon, Proust, Satie, Eiffel. Tra tutti questi eccezionali incontri particolarmente significativi sono quelli con quattro straordinarie donne del tempo: la leggendaria attrice Sarah Bernhardt, la scienziata Marie Curie, il soprano Emma Calvé e la rivoluzionaria Louise Michel. La donna è identificata come portatrice di grazia e bellezza nel mondo. Il regista Michel Ocelot è rimasto sorpreso dal numero di donne influenti nella Belle Époque e ha scelto quest'epoca per elaborare un racconto che elogiasse la preziosità del mondo femminile e denunciasse la sottomissione culturale contro cui devono da sempre combattere. I maschi maestri incarnano l'odio verso la donna e nel film si assiste a scene sconcertanti e inquietantemente attuali, tracciando il delinearsi di angoscianti prospettive all'orizzonte, nate nella realtà sotterranea delle fogne e pronte a invadere con violenza la società. Dililì e i suoi eroici amici combatteranno contro questo degrado della civiltà, l'inferno delle donne quattro zampe.
Centrale è la città di Parigi in sé, con tutti i suoi luoghi più iconici che risplendono di fotogramma in fotogramma. Michel Ocelot è rimasto fedele al suo stile, realizzando i personaggi attraverso un uso combinato di 3D e disegno tradizionale. Il viso dei personaggi è in 3D e mostra una discreta modellazione con illuminazione frontale, mentre i vestiti sono piatti e privi di luci e ombre. Ocelot si dichiara molto soddisfatto di questa tecnica, in quanto si discosta dal 3D realistico, imperante oggigiorno nei film d'animazione, che non si adatta al carattere onirico di questo genere. Effettivamente sembra una forzatura e un controsenso dover sognare imitando in modo grossolano la realtà e i film animati in 2D conservano e conserveranno sempre il loro fascino senza tempo. Dililì a Parigi ha richiesto un'ulteriore modalità di lavorazione per la realizzazione degli sfondi, ovvero gli edifici e gli ambienti di Parigi: la sovrapposizione dei personaggi animati alle fotografie della città scattate da Ocelot e ridipinte.
Le sequenze più poetiche vedono come colori predominanti l'azzurro e il blu e sono connesse alla grazia e alla poesia dell'animo femminile. Così allo squallore delle putride fogne in cui si sviluppa la malata società dei maschi maestri si oppone lo splendore metafisico della piscina naturale sotterranea di Emma Calvè, le cui acque sono solcate da una meravigliosa imbarcazione a forma di cigno, simbolo di bellezza e purezza; e così anche il cielo notturno di Parigi, in cui risuona la magica voce di Emma (doppiata dal famoso soprano Natalie Dessay), un momento di pura poeticità.

Corinne Vosa

Ultima modifica il Martedì, 23 Aprile 2019 08:52

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