lunedì, 18 novembre, 2019
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Stockholm Film Festival - dal 5 al 16 novembre 2014.-di D.G.

"Incompresa" di Asia Argento,
al film festival di Stoccolma,
piace ai giovani svedesi.

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Il film di Asia Argento, "Incompresa", è l'unico film italiano inserito nel 25esimo Festival Internazionale di Stoccolma; e ciò ci dà la convinzione che il messaggio contenuto nell'opera, di cui Asia Argento è oltre che regista anche coautrice con la Barbara Alberti, merita attenzione; e merita anche un'analisi più approfondita, superando gli aspetti di linguaggio estetico, di riferimenti autobiografici, di condizionamenti derivanti da altre opere filmiche o letterarie. Se lo troviamo inserito in questo festival di Stoccolma, il cui indirizzo è verso un cinema di impegno civile, è perché il film denuncia tanti aspetti della nostra società: l'individualismo sfrenato, il degrado dei costumi, l'indifferenza spietata, l'arrivismo, la decadenza sessuale, la comunicazione volgare, al limite del grottesco, dell'incredibile.
Il personaggio di Aria, una bambina di nove anni, è come un grimaldello che entra in diversi contesti per scardinare comportamenti, modi fi vivere, luoghi deputati di una struttura sociale: la famiglia mal combinata di una coppia già naufragata da precedenti esperienze dei coniugi, due artisti che hanno avuto molto dal loro lavoro; la scuola dove si annida un disagio giovanile di invidie e devianze, frutto di una inadeguatezza di chi dovrebbe istruire a capire,a tollerare, ad essere più umani; la chiesa con le sue morbosità nascoste; la strada, ring di violenza anche per il più stupido incidente, la comunità di soggetti che si escludono dal contesto sociale; le superstizioni che si annidano in molti di noi. La bimba Aria non è altro che l'alter ego di Asia, che ci parla per richiamarci ad una responsabilità civile, ad un amore che non c'è più; non fa del vittimismo, ma ci dà dei pugni nello stomaco; ci fa provare vergogna di come abbiamo smarrito questo sentimento indispensabile, di nome amore, disponibilità, convivenza. Questo complesso messaggio, anche se affidato ad una scrittura scenica che a volte commuove, a volte irrita per eccesso di sottolineature, fino a divenire incredibile, grottesca, fuori dal reale.
Il cast vede una eccellente interprete nella giovanissima Giulia Salerno, in un autoironico Gabriel Garko; in una nevrotica e ninfomane Charlotte Gainsbourg; in un caricaturale Gianmarco Tognazzi.
Ambientazione colorata e decadente, giusta per una storia che deve staccarsi dai canoni reali per entrare nell'allegoria. Commenti musicali appropriati e ironici nei momenti da evidenziare. Insomma, un film da vedere che ci mostra una Asia Argento ricca di temi su cui riflettere.

INCOMPRESA
Cast
Giulia Salerno, Charlotte Gainsbourg, Gabriel Garko
Producer
Lorenzo Mieli, Eric Heumann
Script
Asia Argento, Barbara Alberti
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"Girlhood", della regista Céline Sciamma
farà riflettere il pubblico dei giovani e no.

girlhoodstock

La giovane regista trentrentenne, francese, Céline Sciamma, già al suo terzo film, ha intelligenza e talento da vendere; e vedute del mondo come sceneggiatrice, sopratutto verso quello dei più deboli, su cui riflettere; e i suoi film, tutti sottocosto, mostrano il forte desiderio di affermare il rifiuto, i "no", alla violenza che si annida nei diversi gruppi di una società.
Nel film Girlhood ospite del Festival, con un grande seguito di pubblico giovane, si racconta la storia di una giovane ragazza di colore, all'interno della comunità di neri, insediata nel corpo di una Parigi di oggi.
Il personaggio di Marieme, alias Vic, protagonista di tre episodi, scansionati in maniera autonoma, attraversa tre contesti che modificheranno la sua natura di essere umano, fino a distruggersi: i momenti ilari con le sue coetanee sportive, giocatrici di rugby; lo scontro con un altro gruppo di coetanee in concorrenza per il territorio; l'inserimento nel gruppo maschile di spacciatori di droga, di cui lei si rende attiva collaboratrice; il tentativo di sfruttare il proprio corpo, sia per rapporti lesbici, sia per quelli etero, sempre nel contesto di neri.
Insomma, la Sciamma, ci snocciola la storia della metamorfosi di questa giovane, dimostrando come le dinamiche di gruppo modellino carattere, mentalità, comportamenti.
E questo racconto, ricco di eccellenti e insistiti primi piani spiaccicati su pareti neutre di ambienti (soluzioni dettate sicuramente da un condizionamento economico che non permetteva prospettive di location), generoso di dettagli corporei, di sguardi, di silenzi, è stato mosso con grande abilità di inquadrature, in cui attori non professionisti sono stati guidati con grande capacità interpretative, sincerità di essere non attori che rappresentano un ruolo, un personaggio, bensì loro stessi. E il pubblico, al termine della proiezione di questo bel film, ha salutato la regista, resasi disponibile per un dibattito, con una ovazione di applausi

GIRLHOOD
Cast
Karidja Touré, Assa Sylla, Lindsay Karamoh, Mariétou Touré
Producer
Bénédicte Couvreur
Script
Céline Sciamma
Music
Para One
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"Fishing without nets", regia Cutter Hodierne

Un'anima di nobili sentimenti può salvarsi?

fishingwithoutnets

Altro film di grande interesse, a questo festival che compie scelte di grande impegno sociale.
Si tratta di Fishing without nets, regia Cutter Hodierne, che affronta la storia di un piccolo nucleo familiare somalo, composto da un padre, giovane pescatore, poverissimo, ma ricco di grande cuore, di forti sentimenti, tenero amore per la giovane e bella moglie. Una famiglia che vive in luogo di miseria e degrado sociale, dove manca tutto, dove però alligna la rabbia, la rivalsa sociale, dei suoi abitanti.
Un gruppo di disperati per sopravvivere si dedicano pirateria, assaltando imbarcazioni. Il giovane padre, disperato, pur di mantenere il figlio e la madre, pur andando contro natura, decide di entrare a far parte del gruppo dei pirati. Finalmente arriva il colpo che porterà soldi: sequestrare una grande nave di trasporto, e chiederne il riscatto. L'avventura pericolosa inizia, i pirati riescono nel sequestro, il giovane pescatore vive un conflitto con se stesso e dimostra umanità verso uno dei sequestrati, che gli costerà la segregazione nella stiva della nave. Intanto per tensioni interne al gruppo l'accordo sul riscatto va in fumo, per non aver dato al momento giusto il segnale convenuto all'aereo che avrebbe dovuto sganciare il bottino.
Il gruppo decide di abbandonare la nave, portandosi appresso l'equipaggio dei sequestrati, sperando di ottenere un riscatto per la loro vita. Nel frattempo, il giovane pescatore riesce a forzare una botola e tornare in superficie, proprio mentre l'aereo sorvola ancora una volta in attesa del segnale, che il giovane pescatore, trovando la nave deserta, mette in atto. Dal cielo scende un cilindro sigillato, che dopo una estenuante lotta con le onde riesce a caricarlo sulla scialuppa. Ora lui è solo, in mezzo al mare con tanti tanti dollari.
Il film di chiude con questo interrogativo: sopravviverà? Oppure no? Non è importante la risposta, poiché il motivo centrale del film (veramente ben fatto, con attori bravissimi, Abdikani Muktar, Eric Godon, Abdi Siad, Abduwhali Faarah, è quello di dimostrare che anche dentro un gruppo di arrabbiati delinquenti, nati dalla miseria, la presenza di un'anima di nobili sentimenti può salvarsi.

FISHING WITHOUT NETS
Cast
Abdikani Muktar, Eric Godon, Abdi Siad, Abduwhali Faarah
Producer
Ben Freedman
Script
Cutter Hodierne, John Hibey, David Burkman

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"The humbling", regia Barry Levinson

Per troppa bravura ripetuta,
Al Pacino trasmette la noia.

thehumbling

Il film The humbling, presentato al Festival di Stoccolma, con Al Pacino protagonista assoluto, non ha convinto tutto il pubblico accorso per il prestigio del suo nome. Non è la bravura dell'attore, che è sempre eccellente, quanto il contenuto dell'opera che, si capisce, è stato scelto come abile pretesto per consentire ad un interprete come Al Pacino di cimentarsi in un personaggio bipolare, il quale, in seguito ad un infortunio, passa a vivere i suoi momenti dalla realtà quotidiana, banale, alla finzione teatrale drammatica, attingendo all'universo del teatro scespiriano, visto che il personaggio di professione nel film fa, appunto, l'attore. Questo gioco di "dentro e fuori" deve aver affascinato Al Pacino, possiamo capirlo, poiché il pentagramma delle interpretazioni consentiva di tirar fuori tutti i registri dello spettro dei sentimenti: ingenuità, stupore, rabbia, amore, solitudine, gioia, smarrimento ecc.
La costruzione drammaturgica del film si è dimostrata complessa; offusca quasi una trama chiara, logica, credibile, come si evince dal romanzo di Philip Roth, da cui è stato tratto il film; sembra che la sceneggiatura abbia creato un guazzabuglio di situazioni, alcune ilari, altre noiose, altre banali; e l'abbondanza del dialogato e l'insistenza continua dei primi piani di Al Pacino, hanno portato all'assuefazione dei buoni intenti che hanno animato l'attore.
E quella che voleva essere una lezione di interpretazioni si è trasformata in una sentina di espressioni ripetitive, dominate da gigionismo; e quindi sul volto degli spettatori, dopo un lasso di tempo, è calata anche la noia. Peccato, perché questo "viaggio", tra realtà e finzione, tra quotidiano e arte, nella psiche del nostro essere, era un bel tema di grande intrigo.

THE HUMBLING
Cast
Al Pacino, Dianne Wiest, Greta Gerwig
Producer
Jason Sosnoff, Barry Levinson
Script
Buck Henry, Michal Zebede
Music
Marcelo Zarvos

Ultima modifica il Giovedì, 13 Novembre 2014 10:16

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