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Festival estivi piemontesi 2014. - di Maura Sesia

"Stand Alone Zone" dei francesi Système Castafiore "Stand Alone Zone" dei francesi Système Castafiore

Si consolidano i festival teatrali dell'estate piemontese, guadagnando in anzianità e confermandosi buone vetrine sulla prossima drammaturgia, meticcia e no, nazionale ed oltre. In Piemonte ha trovato terreno fertile lo spettacolo dal vivo nelle più disparate accezioni, fondato su parola o azione o installazione o sonorità o atmosfere o gesti o virtuosismi atletici ma intrecciati ad un racconto poetico: è il caso del contenitore più giovane, ma degno di rilevanza europea, Mirabilia International Circus & Performing Arts di Fossano e Savigliano diretto da Fabrizio Gavosto. In ordine cronologico il primo sipario ad alzarsi è stato quello del Festival delle Colline Torinesi/Torino Creazione Contemporanea giunto alla XIX edizione, dal 1° al 22 giugno 2014. Nella consueta miscela e sfuggente definizione dei generi, tra operazioni di ricerca non sempre significative, si sono visti alcuni lavori di estremo interesse, in prima nazionale e curiosamente con cast parecchio numerosi. Si tratta di Super premium soft double vanilla rich del giapponese Toshiki Okada con la sua chelfitsch Theater Company e di Dans la république du bonheur di Martin Crimp con la regia di Elise Vigier e Marcial Di Fonzo Bo del Théâtre des Lucioles. Più tradizionale il secondo, basato soprattutto sulle superbe doti interpretative della compagnia, è una commedia cattiva che sviscera l'intorbidimento dell'occidente pensante, dove lo spirito critico si fa travolgere da miriadi di sentito dire, dove la coscienza del corpo e dell'essere svanisce in un miagolio di insoddisfazioni, a cominciare dai vincoli familiari insoffribili ma invalicabili.

"Super premium soft double vanilla rich" del giapponese Toshiki Okada

E' spassoso, surreale, avvinghiante nel suo procedere con lentezza ma senza esasperazione il lavoro nipponico, dove il movimento è un ondeggiare privo di connessione con il parlato, come se i protagonisti agissero sott'acqua; siamo in un supermercato, di quelli aperti ininterrottamente, ivi si consuma la tragedia della cancellazione di un prodotto (un gelato) e del suo cambio, ma il sostituto è diverso ed inferiore. Così si scatena la rivolta della cliente e a catena di tutto il personale. Lo spazio è vuoto, gli scaffali sono proiettati e gli attori sono prigionieri di stringenti limiti bidimensionali. I temi ed i concetti sono intelligibili a qualsivoglia latitudine.

"Operetta burlesca" di Emma Dante

Una bella sorpresa, come anche Operetta burlesca di Emma Dante, incarnata dagli ottimi Viola Carinci, Roberto Galbo, Francesco Guida, Carmine Maringola, attori e danzatori nel vortice di una pièce contro l'omofobia maturata da un'esigenza espressiva autentica, da un vissuto concreto e vibrante. E tra le nuove leve vanno menzionati i bravi Maniaci d'Amore con l'urticante Morsi a vuoto. Un'opera buffa e inquietante, fragile e crudele. E' arrivato alla XV edizione anche Teatro a Corte diretto da Beppe Navello, dal 17 luglio al 3 agosto, la cui particolarità consiste nel trasformare in palcoscenico le residenze sabaude, sfoggi architettonici barocchi di indubbio charme. Nel suo essere specchio di creatività dal mondo, il festival di queste ultime edizioni si è arricchito di danza, performance di strada, circo poetico: tutte forme che valicano i confini perché ignorano il limite delle lingua. E sempre in questi ultimi anni la rassegna ha volto la propria indagine verso l'arte viva del nord Europa, ospitando nel 2014 soprattutto la Finlandia. Teatro a Corte ha perduto, nel corso del tempo, parecchie risorse economiche e questo ne ha condizionato le proposte, impoverendole. Così, la mescolanza di corti teatrali di natura diversa, per riempire le singole serate richiedendo al pubblico un'attenzione non troppo severa, è stata meno avvincente rispetto al passato. Fatto salvo il capolavoro finale, Stand Alone Zone dei francesi Système Castafiore, un debutto nazionale che fa ben sperare nel futuro della manifestazione. Una pièce, un andirivieni tra le dimensioni, con danzatori incastonati in una scenografia tra il reale ed il dipinto, presi in un viaggio di salvezza per la guarigione di un bimbo malato. Tutto è irreale in questo umanissimo e coinvolgentissimo cammino, pulsante di emozioni e incantamenti, le figure sono uomini o animali, e se umanoidi sono mascherati con teste beccute o faccioni enormi di putto. Si trovano, in questo caleidoscopio, tutti i generi del teatro compressi in una mappa onirica. La compagnia è nata nel 1989 grazie alla coreografa Marcia Barcelos ed al compositore Karl Biscuit e si è dedicata alla sperimentazioni video, melodiche e coreutiche; nonostante l'estrema importanza dell'apparato tecnologico, va menzionato il quartetto di ammalianti interpreti, Marcia Barcelos, Sylvère Lamotte, Cédric Lequileuc, Sara Pasquier.
In Teatro a Corte però i luoghi, i contesti, non sono secondari agli accadimenti, pertanto va rammentata e rivendicata la sua peculiarità esperienziale piuttosto che di vetrina teatrale, che si concretizza soprattutto nei percorsi abituali alle regge di Venaria e di Rivoli. Sempre vividi di sensazioni versicolori. Ancora fuori Torino ed in un'altra speciale area verde, quella del Parco Le Serre di Grugliasco, ha sede da più di due lustri il festival internazionale Sul Filo del Circo che ha raggiunto nel 2014 la XIII edizione. Una rassegna più popolare delle precedenti, che annovera migliaia di spettatori autentici, ma che ha il merito di programmare spettacoli degni, dove la poesia si fonde con il circo, come in Dynamite & Poetry dei belgi Cirque 15feet6, in prima nazionale, incentrato su un poema bombarolo e sui dispetti e le celie di un trio ai danni di un quarto, rosso ed ingenuo compagno. Non solo. Il cartellone è organizzato dalla città di Grugliasco in collaborazione con Cirko Vertigo, che aderisce alla federazione italiana di scuole di arti circensi con il proprio corso di formazione biennale per artista di circo contemporaneo; ogni anno, al termine dell'iter formativo, i giovani, affidati a registi di pregio, allestiscono un lavoro che è presentato nell'ambito del festival; nel 2014 il compito di interagire con l'energia creativa dei ragazzi è andato allo straordinario Leo Bassi, un mito ramingo di piazza in piazza, che ha illuminato di brio sagace lo show Il Circo 99%.

Maura Sesia

Ultima modifica il Domenica, 14 Settembre 2014 14:02

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