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Festival Piemontesi 2013 - di Maura Sesia

ferocemadreguerra ferocemadreguerra Foto Andrea Macchia

Si progetta solidali in Piemonte, con il buon gusto sabaudo che esclude gli strepiti. Così si parla poco della lunga, ricca, vivace estate teatrale torinese e piemontese, ordinata nel succedersi delle proposte tra giugno, luglio e settembre 2013, nel cui alveo, ancora più ricco, si distingue il secondo anno operativo del Progetto C3+ che ha sancito un'alleanza strategica tra tre grandi eventi: Festival delle Colline Torinesi/Torino Creazione Contemporanea, Teatro a Corte, Sul Filo del Circo; i primi due sono disseminati sul territorio, il terzo è stanziale a Grugliasco ma occupa uno spazio di estrema suggestione, il rigoglioso Parco Le Serre, dove si trovano alcune basse costruzioni che videro, all'inizio del Novecento, la nascita dell'industria cinematografica torinese ed italiana. Teatro a Corte aveva puntato sullo splendore delle cornici fin dall'inizio, come anche per il Festival delle Colline erano stati importanti i contesti, fino a quando la rassegna ha virato di più verso l'arte figurativa. Il Progetto C3+, accomunando operazioni artistiche di natura diversa che programmano ricerca in molte accezioni, teatro danza, nouveau cirque, installazioni, prosa e proiezioni appaiate, ha garantito loro di continuare ad esistere quindi a resistere, nella ricchezza delle differenze; e l'accordo prevede anche il fattivo coinvolgimento di Live Fondazione Piemonte dal Vivo.

Il 2013 per le Colline è stato il XVIII anno: un rispettabile traguardo per la creatura di Isabella Lagattolla e Sergio Ariotti, che hanno saputo maturare e cambiare forme e contenuti. Dalle prove d'attore ai segni d'artista, tante idee hanno costruito l'intelaiatura di una manifestazione serenamente ostica ai più, ma utile per mantenere salda la presa sul presente. E si è veduta una buona edizione, pregna di spettacoli sfiziosi, autentici e conturbanti: a cominciare dalla pièce inaugurale, Poco lontano da qui realizzata da Ermanna Montanari e Chiara Guidi, ovvero da Teatro delle Albe e Socíetas Raffaello Sanzio; un lavoro di carta, di grida e coltelli, di sguardi acuminati, di crudeltà e sacrificio, nel nome di Rosa Luxemburg. E' cresciuto Tindaro Granata nella sua prova collettiva Invidiatemi come io ho invidiato voi, in prima nazionale a Torino. Granata ha firmato testo e regia e si è riservato un ruolo non primario, in questo atroce affresco sull'ignavia e volgarità di certi androni provinciali o paesani, dove tutti sanno tutto anche le tragedie più efferate ma nessuno sopporta il peso del concetto stesso di responsabilità. Il testo si incentra su una bambina di due anni stuprata e uccisa. Tecnologicamente impeccabile la performance di Anagoor l.i. in parte dal vivo in parte in video, forbita ed angosciante, naturale ed artefatta. Di impatto pieno, forte, efficace e diretto, basato quasi solo sulla recitazione del quintetto di validi interpreti, è stato Jocuri in curtea din spate del romeno Teatrul Act, al debutto italiano e ospitato grazie al Progetto C3+. Una violenza sessuale, un processo, fragilità e ignoranze, povertà e rivalse. Divertente e dissacrante è stato Spam dell'argentino Rafael Spregelburd, un gioco all'inverso sulle ossessioni della rete e sulle truffe. Coraggioso, palpitante e per natura rabbioso ferocemadreguerra di un quartetto di interpreti più alcuni altri complici, volti alla costruzione di testi a caduta libera, come testimoni che passano di bocca in bocca, con spunti e dolori disseminati. Da menzionare poi la prima europea dei Motus in Nella tempesta, un'opera intrigante ed internazionale, moderna e vetusta, sulle tracce di Shakespeare ma circoscritta al contemporaneo, intensa ed amabile. Come lo scorso anno, ha fatto parte dei progetti speciali il vigoroso e seducente allestimento in casa Rooms for error di Cuocolo/Bosetti a Vercelli.

Da anni le Colline e Corte stabiliscono a priori le rispettive date per non carpirsi gli spettatori, così ad un paio di settimane dalla fine del primo si è inaugurato il secondo, Teatro a Corte, diretto ed organizzato dalla Fondazione Teatro Piemonte Europa capitanata da Beppe Navello, con una XIII edizione più compatta, concentrata in tre fine settimana. Un'edizione con cinque residenze reali coinvolte, a partire dal capoluogo con la piazzetta Reale, per passare ad Agliè, Venaria, Rivoli e Racconigi. Una kermesse lievemente dimessa rispetto a certi grandi ed accertati numeri del passato, con spettacoli di piazza meno roboanti. Ma la drastica riduzione di fondi ha di certo interferito sul cartellone, che ha comunque presentato alcune indiscutibili gemme, come il nouveau cirque del quartetto francese Ivan Mosjoukine in De nos jours [Notes on the circus] in prima nazionale al Teatro Astra di Torino, una cornucopia di quadri atletici, poetici, surreali, collettivi o solitari, nel gioco di equilibri fragili per la complessità ma non per l'impeccabile presenza scenica di Erwan Ha Kyoon Larcher, Vimala Pons, Tsirihaka Harrivel, Maroussia Diaz Verbèke. Ed un altro lavoro di notevole qualità è stato The animals and children took to the streets della compagnia londinese 1927, anche questo in prima nazionale al teatro Astra, una miscela di prosa, musical, fumetto, video d'animazione, raffinata e sorprendente. Nell'ambito del Progetto C3+ c'è anche Sul Filo del Circo, diretto e organizzato da Cirko Vertigo, che a differenza degli altri si svolge nel medesimo luogo ed è sgranato lungo alcuni mesi. Che sia l'avvenenza del parco o la tipologia delle proposte, con un taglio più popolare e per famiglie (ma non solo), Sul filo del Circo ha avuto nel 2013 un successo di pubblico davvero straordinario, superando i 9000 spettatori nelle prime diciassette serate.

La comunanza tra i tre festival riguarda anche gli aspetti artistici, non sempre scientemente; è accaduto infatti che alcuni titoli siano stati contesi, in particolare tra Corte e Sul Filo: i francesi Ivan Mosjoukine erano stati fortemente corteggiati dalla rassegna di Cirko Vertigo e i finlandesi Race Horse Company, protagonisti di Petit Mal a Grugliasco, erano stati altresì abbordati da Teatro a Corte. Un lavoro in prima nazionale, quello del trio scandinavo, che ha scelto il Teatro Le Serre della prima cintura di Torino per sconcertare in positivo il pubblico con una carica di energia, violenza, acrobazia, gratuità di truci indifferenze, grottesche parodie di figure fragili e a suggello un toccante quadro di poesia amicale. E sempre in prima nazionale, il belga Elastic in Artisto! alle Serre è stato semplicemente e spazialmente divertente.

Maura Sesia

Ultima modifica il Sabato, 10 Agosto 2013 06:55

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