sabato, 23 ottobre, 2021
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BASSANO DEL GRAPPA, OPERAESTATE FESTIVAL VENETO - "MISERICORDIA", regia Emma Dante. -di Francesco Bettin

"Misericordia", regia Emma Dante. Foto Masiar Pasquali "Misericordia", regia Emma Dante. Foto Masiar Pasquali

MISERICORDIA
di Emma Dante
con Italia Carroccio, Manuela Lo Sicco, Leonarda Saffi, Simone Zambelli
luci Cristian Zucaro
regia Emma Dante
coproduzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, Atto Unico/Compagnia Sud Costa Occidentale, Teatro Biondo di Palermo
rassegna Operaestate Festival Veneto
Bassano del Grappa, Sala Da Ponte, 3 agosto 2021

Tre sorelle, ma non quelle di Cechov, bensì quelle raccontate nel teatro visionario, struggente, per alcuni versi incredibilmente emozionale di Emma Dante. Sono loro le protagoniste di “Misericordia”, assieme a un loro ospite, in un disadorno, a dir poco, piccolo appartamento dove si vive, si convive. Debolezza, fragilità, miseria di rapporti umani, ecco il quadro rappresentato in questo spettacolo così ricco di suggestioni, presentato a Operaestate Festival Veneto, e fresco dal festival d’Avignon. Diciamo subito che la regia di Emma Dante colpisce al cuore, è il caso di dirlo, non fa sconti, non li subisce. E’ la quintessenza della solitudine così marcata da stringere i cuori, dove l’ambiente racconta segnali di vita tristi e malinconici. Una storia di donne, di violenze, anche di prostituzione in uno scandire dei giorni inesorabile, lento, dove tutto è difficile, pesante. E Arturo, il figlio di Geppetto e di Lucia che così scandalosamente si esibiva ballando senza ritegno per i masculi è un elemento in un certo qual modo per niente disturbatore del delicato equilibrio tra sorelle, nato disgraziato, solo a sua volta dopo che la madre è spirata appena dato alla luce. Ma è proprio nelle tre sorelle dove la sua esistenza prende sempre più vitalità, grazie a loro e a quel loro amore svoltato verso di lui, alla scelta che verrà fatta per lui, quando ci si accorge del bisogno d’amore. Il rapporto tra le tre è irto, conflittuale, sregolato e altalenante, parlano ma poco e male. Una spinta interna rivelerà loro che Arturo è persona da amare tra i mille problemi. Sentimenti di grande forza e di altrettanta vitalità fanno capolino nel testo, sempre amaro, che la Dante mette in scena e che riesce a far concentrare i pensieri nei loro più reconditi e minuscoli pieghetti, così paradossalmente da far mettere a fuoco ancor meglio per una riflessione che non tarda certo a venire. Emma Dante si dimostra sempre artista attenta sensibile, priva della condizione di morale gratuita che un mondo di saccenti borghesi ama ostentare per la condanna sempre pronta e da servire. Lo spettacolo è tutto da scoprire e anche per questo da vedere con attenzione, sapendo di andare incontro ,e bisogna essere pronti, a dei colpi sullo stomaco, a quei segnali di vita prima citati che costruiscono un’autodifesa, irrinunciabile, necessaria per salvarsi. Le tre interpreti, Italia Carroccio, Manuela Lo Sicco e Leonarda Saffi, e con loro l’attore che interpreta Arturo, Simone Zambelli, sono di grande livello, tutti bravissimi, basta assistere alle danze-omaggio al Pinocchio storico di Comencini, alla rinascita di Arturo, lo scimunito. Tutti ottimi eseguitori di un testo che contiene dentro tutto, compresa la poesia, quella che la Dante sa bene narrare anche nei suoi film, cruda e disperata ma affascinante e vera. Ancora una volta da uno spettacolo della regista palermitana si esce disarcionati, imbizzarriti, incazzati, mortali, inceneriti, in una parola contemporanei. E proprio di favola contemporanea parla l’autrice regista, che da attentissima osservatrice di questo mondo dalle malefiche storture dello stesso ne prende le distanze, mettendole in risalto ed esorcizzandole. Tanti i momenti centrali dello spettacolo, ma il ballo colorato che mette a nudo le anime, anche quasi letteralmente, è quello che colpisce di più, in una sintesi effettiva della storia, una veridicità anche intellettuale che va oltre ogni piccola e grande sconfitta. Meno male che c’è Emma Dante a ricordarcelo sempre.

Francesco Bettin

Ultima modifica il Venerdì, 06 Agosto 2021 08:20

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