venerdì, 06 dicembre, 2019
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LA STAGIONE ESTIVA ALLE TERME DI CARACALLA 2019 - "ROBERTO BOLLE AND FRIENDS". -di Pierluigi Pietricola

Roberto Bolle Roberto Bolle

Roberto Bolle and Friends
PROGRAMMA

ATTO I

IL CORSARO Pas de deux

coreografia Marius Petipa, 
musica Riccardo Drigo, 
artisti Tatiana Melnik, Bakhtiyar Adamzhan

BACH DUET
coreografia William Forsythe
, musica Johann Sebastian Bach

luci William Forsythe
, costumi Yumiko Takeshima, 
artisti Elena Vostrotina, Roberto Bolle

LES BOURGEOIS

coreografia Ben Van Cauwenbergh
, musica Jaques Brel, Jean Samuele Cortinovis, 
artista Daniil Simkin

SOIRÉES MUSICALES

coreografia Helgi Tomasson, 
musica Benjamin Britten, 
costumi Ann Beck, 
artisti Misa Kuranaga, Angelo Greco

OPUS 100 – FÜR MAURICE

coreografia John Neumeier, 
musica Simon&Garfunkel
, artisti Roberto Bolle, Alexandre Riabko

ATTO II
SERENATA – Tratto dall'opera"Cantata"

balletto di Mauro Bigonzetti
, musica Amerigo Ciervo (iMusicalia), 
artisti Stefania Figliossi, Roberto Bolle

LE FIAMME DI PARIGI Pas de deux

coreografia Vasilij Vainonen
, musica Boris Asafie, v
artisti Tatiana Melnik, Bakhtiyar Adamzhan

IN THE MIDDLE SOMEWHAT ELEVATED Pas de deux

coreografia William Forsythe

luci e costumi William Forsythe, 
musica Thom Willems, 
in collaborazione con Lesley Stuck*
 artisti Elena Vostrotina, Roberto Bolle

DON CHISCIOTTE Atto III – Pas de deux

coreografia Marius Petipa, 
musica Ludwig Minkus
, artisti Daniil Simkin, Maia Makhateli

WAVES
coreografia Massimiliano Volpini
, musica Davide Boosta Dileo, Erik Satie
, artista Roberto Bolle

*Su licenza di Boosey & Hawkes Music Publishers Limited

Roma, La Stagione Estiva alle Terme di Caracalla, 11 luglio 2019

Si respira aria di fiaba nei numeri che compongono il programma del Bolle and friends 2019. Fantasia, leggerezza di sogno, discesa agli inferi per conoscere il lato oscuro dell'uomo, rêverie ironica della belle époque, fantasticheria sulla vita in uno spazio parallelo: Roberto Bolle ha attinto al mito, alle storie che attraverso simboli hanno indagato i meandri ignoti della fantasia umana. Perché? Per dimostrare come non vi sia mondo, bello o brutto che sia, che non risulti creazione di presenze che sfuggono al nostro sguardo.
Incorniciato dalle Terme di Caracalla che maestose troneggiano dietro il lungo palco, l'inizio dello spettacolo vede sorgere l'étoile da una nube di fumo che pian piano dirada. Bolle disegna una coreografia su musica moderna dando le spalle alla platea. Poi si gira, conquista il centro della scena, fa un inchino salutando gli spettatori ed esce. Da capocomico di questa compagnia, straordinario balagancik, egli ci annunzia che lo spettacolo ha inizio e che si dovrà dimenticare, per qualche ora, ogni terragna questione.
Danza classica e moderna si alternano senza stridori. Di numero in numero, pare non vi sia alcuna differenza di genere. Diresti, anzi, che mai siano esistite. Miracolo possibile dalla precisione dei ballerini, ma anche dall'attenzione alle tinte metafisiche che hanno colorato coreografie e costumi: la contrapposizione fra un azzurro tendente al turchese e il bianco candido degli abiti indossati da Tatiana Melnik e Bakhtiyar Adamzhan nel pas de deux Il corsaro, soffusamente illuminato da luce diafana; il grigio spettrale, quasi trasparente, che domina sia il Bach duet che In the middle somewhat elevated; il rosso porpora con illuminazione dorata del Don Chisciotte. Un cromatismo che conduce lo spettatore in un universo teatrale protetto da movenze composto di ampie volute che, simili ad arabeschi, tracciano coreografie che fanno rassomigliare i ballerini a statuine uscite da un carillon la cui melodia ancora domina i loro passi. Magia che permane intatta anche nell'ironico Les bourgeois, con un eccezionale Daniil Simkin, abbigliato di tutto punto, a rievocare le atmosfere della Parigi dei café chantant nei panni d'un vezzoso signorotto, Bel Ami redivivo.
Demiurgo che su tutti svetta, presenza che entra ed esce dalle favole, è Roberto Bolle. In coreografie che narrano il confronto serrato dell'uomo con la sua psiche – Opus 100 - für Maurice – e con le forze ultraterrene – Waves –, l'étoile ha mostrato l'essenza apollinea della sua danza: possente, precisa, statuaria e lieve, capace di rivestire melodie sia classiche che moderne (come quelle di Simon&Garfunkel); di accompagnarsi con pari disinvoltura a colleghi ballerini e ad eterei raggi di luce. Prese che non lasciano spazio a tremolii, piedi che toccano il palco quasi sfiorandolo, movenze di braccia e mani controllate in ogni giuntura: ecco Roberto Bolle, Omero della danza, guida che ha condotto per mano il pubblico nel regno degli archetipi: la fiaba.

Pierluigi Pietricola

Ultima modifica il Venerdì, 09 Agosto 2019 06:36

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