martedì, 13 aprile, 2021
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Lina Di Iorio

Lina Di Iorio - Foto Yano Lina Di Iorio - Foto Yano

Lina Di Iorio (Vicenza, 1963), si è formata al Liceo Artistico Statale di Valdagno (Vicenza) e all'Accademia di Belle Arti di Venezia, dove nella seconda metà degli anni Ottanta ha frequentato il Corso di Diploma in Scenografia, guidato dal Prof. Antonio Capodanno e dal suo Assistente Prof. Paolo Rosa Salva, secondo il Vecchio Ordinamento Accademico; e, più recentemente, il Corso di Diploma in Architettura di Scena – istituito nel Nuovo Ordinamento Accademico – laureandosi nella Sessione Straordinaria dell'A.A. 2011-2012, con una Tesi di Ricerca sull'antico Teatro Romano di Berga in Vicenza (un progetto di tesi svolto essenzialmente in maniera autonoma, inerente al Corso di Architettura; un lungo lavoro di ben 174 pagine e di 102 tavole, suddiviso in una parte storica, una parte iconografica, una parte sul tema delle gallerie d'arte contemporanea e una parte progettuale) dal titolo: Opere nei Sotterranei: Lo Spazio Espositivo e la Galleria d'Arte ricavati tra le rovine dell'antico Teatro Romano di Berga in Vicenza, con un progetto di riutilizzo di alcuni spazi sotterranei del Monumento come Museo di Arte Contemporanea; che ha visto come Relatore il Prof. Alberto Giorgio Cassani – Dottore di Ricerca nella Conservazione dei Beni Architettonici; nonché illustre studioso e teorico dell'Architettura – Docente all'Accademia di Venezia del Corso di Elementi di Architettura e Urbanistica, e del Corso di Architettura Contemporanea; e come Correlatrice la Prof.ssa Maria Alberti – ammirevole docente e squisitissima persona, a sua volta ex allieva del famoso storico del teatro Cesare Molinari – Docente all'Accademia di Venezia del Corso di Storia della Scenografia, e del Corso di Storia del Teatro Contemporaneo.

Dal 1985, appena iscritta all'Accademia di Venezia, Lina Di Iorio inizia già a curare le scenografie e i costumi per alcuni spettacoli teatrali per conto di una compagnia semiprofessionista del vicentino. Negli anni Novanta, in seguito a seri problemi di salute – che la costringono ad una inattività forzata; ma che le acuiscono una maggiore sensibilità, spingendola decisamente ad un radicale spostamento nella scala etica e morale dei propri valori – inizia a sviluppare una personale e distinguibile ricerca pittorica intimistica come Artista di Arti Visive che, dal 2001, la vede poi impegnata in diverse esposizioni Personali e Collettive, prima all'estero e poi soltanto in Italia, per motivi logistici; quindi, nel suo stesso Territorio Veneto.
Architetto di Scena, Scenografo e Costumista; nonché sensibile Poetessa fin dalla sua più tenera età e Artista di Arti Visive dal 1996; si è sempre dedicata con autentico interesse, passione e lealtà intellettuale a svolgere i suoi numerosi scritti scientifici inediti, nell'ambito dello studio e della ricerca su argomenti specifici di Storia dell'Arte e dell'Arte Contemporanea, di Storia del Teatro e del Teatro Contemporaneo, di Storia dello Spettacolo, della Scenografia e dell'Architettura.

Dal 1985 al 2011, ha ideato per il Teatro ventisette progetti inediti di scene e costumi: sia per la Prosa, sua vera passione; ma anche per la Lirica e per la Danza. Questi suoi progetti, mai finora concretamente realizzati, sono così suddivisi: diciassette per il Teatro di Prosa, sia esso antico, classico e contemporaneo; otto per il Teatro Lirico, sia esso il classico melodramma italiano, oppure anche l'opera lirica contemporanea italiana e straniera; infine, due progetti innovativi per il Teatro di Danza. Oltre a questi stessi inediti, sono invece stati concretamente realizzati e messi in scena altri suoi quattro progetti: Il berretto a sonagli di Luigi Pirandello, progetto di Scene e Costumi (1985); Storie Veneziane – una rilettura di alcuni racconti di Neri Pozza e di Leonardo Giustinian sulla Venezia del Cinquecento – progetto di soli Costumi (1986); Mandragola di Niccolò Machiavelli, progetto di Scene e Costumi (1999); Sette spose per sette fratelli di Gene de Paul e Jonny Mercer, progetto delle sole Scene per un medley tratto dall'omonimo musical (2000).
Sempre nell'anno 2000, alla sua prima scenografia ideata ancora nell'autunno del 1985, a soli ventidue anni, per lo spettacolo Il berretto a sonagli di Luigi Pirandello (andato in scena in Prima Assoluta il 2 novembre 1985, al Teatrino di Bertesina, a Vicenza), viene assegnato il 1° Premio come Miglior Allestimento, in occasione della II Rassegna Teatrale Nazionale "Degli Industri" di Grosseto. Si tratta di una riedizione dello stesso autentico allestimento del 1985, ripreso esattamente tredici anni dopo (nel mese di novembre del 1998), modificandone soltanto i costumi; tuttavia, sempre e comunque considerato da anni come "fiore all'occhiello" della stessa compagnia teatrale, per la quale la stessa scenografia fu progettata con successo dalla stessa autrice nel 1985. La motivazione della Giuria di Grosseto è stata la seguente: «Per un'invenzione scenografica originale perfettamente funzionale ed una strategia scenica fortemente dinamica. L'allestimento estremamente essenziale come il "gazebo" o la "gabbia" le cui porte ora si aprono ora si chiudono, sottolinea ed accompagna la progressiva crescita di tensione vitale ed emotiva della rappresentazione. L'allestimento de "Il Berretto a sonagli" diventa parte integrante dell'opera teatrale, definendone la forma e le suggestioni».
Con l'inizio della frequenza al suo primo anno di studio all'Accademia di Venezia (dalla metà del mese di novembre del 1985, nell'A.A. 1985-1986), la giovane artista diventa in fretta un'abile ed appassionata realizzatrice di singolari teatrini di prova (modellini), di plastici architettonici e miniature; tra cui la realizzazione, nella tarda primavera del 1989, del modello Une Boutille en Brique – su progetto del suo Professore Assistente alla Cattedra di Scenografia e noto Architetto veneziano, Paolo Rosa Salva – la cui immagine fotografica è stata pubblicata in: Le livre de la bouteille, d'une idée di Sergio Pausig, Treviso, Ormelvetro, 1989. Un libro raro con pochissime tirature di copie, singolarmente numerate a mano.

Dal 1988 al 2005, per sedici anni, conduce moltissimi Laboratori Didattici di arte, creatività e manipolazione, in gran parte relativi a suoi singolari progetti di Workshop (alcuni dei quali sperimentali) da lei stessa ideati per i ragazzi delle scuole elementari. Opera così in qualità di animatrice-educatrice con ruolo, inoltre, di referente e di vice-coordinatore, per conto dell'Assessorato all'Istruzione del Comune di Vicenza, in occasione dei Centri Ricreativi Estivi organizzati dalla stessa Amministrazione Comunale presso i Circoli Didattici della città, divenuti in seguito Istituti Comprensivi. Durante l'estate insegna così nelle seguenti Scuole Elementari Statali istituite nel Comune di Vicenza: "Antonio Loschi" (1988); "Arnaldo Arnaldi" (1989); "Gian Battista Tiepolo" (1991, 1992, 1994); "Paolo Lioy" (1995); "Giacomo Zanella" e "Gian Battista Tiepolo" (1996); "Giacomo Zanella" (1997); "Lino Zecchetto" e "2 Giugno" (1998); "Vittorino Da Feltre" e "Lino Zecchetto" (1999); "Vittorino Da Feltre" (2000); "Vittorino Da Feltre" e "2 Giugno" (2001, 2002); "Giovanni Prati" (2003, 2004); "Vittorino Da Feltre" (2005) – in quest'ultimo anno d'insegnamento è presente soltanto come supplente a causa delle sue ancora fragili condizioni di salute in seguito alle pesanti cure per sconfiggere una gravissima malattia diagnosticata nell'agosto 2004. Rimane in cura sino alla fine di maggio del 2010.

Avendo svolto per sedici anni moltissimi Laboratori Didattici a beneficio dei ragazzi delle scuole elementari; allo stesso modo, inizia a progettare altri più specifici Workshop (di natura comunque sempre prettamente artistico-creativa) rivolti sia ai ragazzi che alle persone adulte in occasione di nuovi, singolari progetti inerenti alle innovative esposizioni di opere d'arte contemporanee, per conto di inusitate manifestazioni culturali relative all'apertura di alcuni spazi all'interno di molte prestigiose Ville Venete della Provincia di Vicenza. Si tratta di manifestazioni artistiche che iniziano ad attuarsi come nuove iniziative culturali proprio in quegli stessi anni, unendo insieme il concetto di "antico" e "nuovo", ossia: del nuovo nell'antico. Partecipa così, con un suo personale progetto di Workshop dal titolo Sabbie (2004), ad un iniziale progetto collettivo per la manifestazione Arte in Villa; e, successivamente, aderendo attraverso la presentazione di alcune sue opere alla manifestazione Ville Aperte (2005) – in quest'ultimo caso, due distinte esposizioni delle sue opere in due diverse Ville Venete situate nell'area nord della Provincia di Vicenza. Nell'autunno del 2008, presenta la sua prima Domanda per esporre alla 53ma Esposizione Internazionale di Arte Contemporanea della Biennale di Venezia, prevista per l'anno successivo 2009, per la direzione di Daniel Birbaun. Da quel preciso momento si interesserà sempre da vicino all'attività della Biennale, nei suoi diversi settori.
Nel 2011, tiene le sue prime conferenze pubbliche presso alcune Associazioni Artistiche ed Associazioni Socio-Culturali, iniziando dalla propria personale esperienza relativa a un suo progetto inedito di Scene e Costumi per Il gabbiano di Anton Cechov (2006), al contesto storico della stessa opera cechoviana, al Teatro Naturalista e Simbolista e al grande regista-pedagogo russo Stanislavskij.
Dal 2012, ha ripreso a condurre occasionalmente alcuni degli stessi Workshop, da lei già precedentemente ideati per i ragazzi; ma rivisti e sperimentalmente rielaborati anche per quanto riguarda l'insegnamento rivolto alle persone adulte, operando così presso alcune Associazioni Socio-Culturali. Un'esperienza d'insegnamento questa con le persone adulte, già precedentemente sperimentata nell'anno 2000, quando venne invitata dall'Istituto Statale d'Arte "Giuseppe De Fabris" di Nove (Vicenza), a condurre autonomamente e con un suo specifico programma didattico il Laboratorio di Scenografia durante l'annuale Settimana delle Arti: una importante manifestazione artistico-culturale, organizzata dallo stesso Istituto, che in quel particolare anno verteva propriamente sul tema Teatro e Teatralità.

Dagli inizi dello scorso autunno 2013, in seguito ad alcune regolari Domande di Selezione Pubblica e Concorsi Pubblici, è entrata nelle Graduatorie Definitive degli Inclusi per l'A.A. 2013-2014, come candidata Docente per il Corso di Allestimento Spazi Espositivi – Museografia e Progettazione Sistemi Espositivi, e per il Corso di Tecniche Performative per le Arti Visive, presso l'Accademia di Belle Arti di Verona; così pure è entrata nella Lista degli Idonei come possibile Collaboratrice Didattica per il Corso di Composizione Architettonica e Urbana, per quanto riguarda la Filiera "Architettura", e per il Corso delle Discipline dello Spettacolo, Filiera "Arti e Moda", presso lo IUAV - Istituto Universitario di Architettura di Venezia.

Per quanto concerne, infine, le pubblicazioni, dal 2001 ha iniziato a pubblicare le prime immagini delle sue opere di pittura su brochure, riviste, cataloghi e siti web. Nel 2002, ha pubblicato online, su due siti web stranieri (l'uno olandese e l'altro danese), la sua prima recensione, in lingua inglese, A Bard and his Seasons (4 giugno, 2002-19 febbraio, 2009). In Italia, con Editrice Veneta, ha pubblicato i suoi versi nelle antologie poetiche, nei Quaderni di Poesia n. 7, 11 e 12, con le liriche: Aalborg (2008), Caro Bambino (2012), Frammenti (2013); con la stessa casa editrice ha inoltre pubblicato la recensione Il buon Maestro e la poesia Caro Beppe (Ottobre 2014). Altre sue due liriche, come segue, sono state pubblicate sulla Rivista Quadrimestrale di Poesia e Critica Letteraria «Soglie», una rivista blind peer reviewed a cura di studiosi di Università italiane e straniere: Nel cuore della montagna - da un sogno (Agosto 2011); e Stelle d'autunno - Ad Alda Merini (Agosto 2014). Quest'ultima poesia è stata a lungo ospitata sulla pagina degli Omaggi ad Alda Merini, nel Sito Ufficiale della celebre poetessa milanese e sulla sua Pagina Ufficiale di Facebook, a lei dedicata (28 ottobre, 2011-22 giugno, 2014). 
Dal 2014, collabora con la Rivista Internazionale dello Spettacolo «Sipario», con la quale ha pubblicato un estratto dal suo breve saggio La Femme Fatale: Breve analisi critica sulla Salomè di Oscar Wilde, («Sipario» n° 772-773, 2014); e il suo ultimo articolo La morte dei poeti nell'Età della Ragione: Breve studio sull'attuale contemporaneità dell'ultima opera teatrale incompiuta di Luigi Pirandello (1867-1936), trasposta in chiave di lettura ai nostri giorni, («Sipario» nn° 791-792, 2015).

Ultima modifica il Giovedì, 25 Ottobre 2018 10:31
La Redazione

Questo articolo è stato scritto da uno dei collaboratori di Sipario.it. Se hai suggerimenti o commenti scrivi a comunicazione@sipario.it.

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