venerdì, 22 ottobre, 2021
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Il Teatro Biondo di Palermo riapre il sipario con una stagione Eroica: 4 giugno - 25 luglio 2021

Il Teatro Biondo di Palermo riapre il sipario con una stagione Eroica.
Cinque spettacoli in tre luoghi diversi della città:
da Bufalino a Molière e Frida Kahlo,
con la prima nazionale di Bengala a Palermo e gli Squarci d’autore
degli allievi della Scuola di Teatro

Dopo sette mesi di chiusura, il Teatro Biondo di Palermo riapre il sipario per una stagione estiva che la direttrice Pamela Villoresi ha definito “Eroica” e che ha voluto dedicare alla città, ai lavoratori dello spettacolo e al pubblico, a chi ha saputo resistere in questi difficili mesi di sospensione.
Grazie alla collaborazione con l’Università degli Studi di Palermo, con l’Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana e con l’Assessorato alle Culture del Comune, la rassegna estiva del Biondo avrà luogo in tre spazi suggestivi ed evocativi, che interagiranno con le drammaturgie dei sei spettacoli in programma: Palazzo Chiaramonte Steri, sede del Rettorato universitario; Palazzo Belmonte Riso, sede del Museo regionale d’arte contemporanea; e l’Atrio della Biblioteca Comunale di Casa Professa.

"A noi due" Vincenzo Pirrotta. Foto Rosellina Garbo

La stagione prenderà il via il 4 giugno allo Steri con la prima nazionale di A noi due, ovvero Le menzogne della notte di Gesualdo Bufalino, con la drammaturgia e la regia di Giulia Randazzo; in scena Vincenzo Pirrotta, Paolo Briguglia, Matteo Francomano, Mauro Lamantia, Giuseppe Lino e il musicista Alessandro Librio, autore di una partitura musicale e sonora che il pubblico ascolterà in cuffia. A noi due, infatti, è un’esperienza teatrale innovativa, nella quale lo spettatore è posto al centro di un processo immersivo ispirato al romanzo di Bufalino, un percorso esperienziale pensato per gli spazi dello Steri. L’ex sede dell’Inquisizione diviene metafora di una biblioteca della memoria, dove lo spettatore è invitato a entrare in contatto con la parte più intima del pensiero dello scrittore siciliano. Tra labirintici riferimenti biografici e bibliografici, affiorano frammenti sospesi tra realtà e finzione, che si condensano e, infine, prendono vita in una riflessione sulla morte, o meglio, sugli istanti che la precedono.

"A noi due", Paolo Briguglia. Foto Rosellina Garbo

L’impianto scenico si ispira al carcere panottico ideato nel 1791 da Jeremy Bentham e presente anche nell’isola bufaliniana ma ne inverte le prospettive. Gli spettatori ascolteranno in cuffia il suono dello spettacolo, appositamente realizzato dal musicista Alessandro Librio con la tecnica binaurale, che dà la sensazione di essere immersi in un ambiente tridimensionale. Lo spettacolo replicherà fino al 13 giugno.

"Il misantropo". Foto Rosellina Garbo

A seguire, dal 15 al 20 giugno, il cortile dello Steri ospiterà Il misantropo di Molière nella messa in scena di Fabrizio Falco. A partire da un classico della letteratura teatrale barocca, che nel corso della storia si è proposto come un’inesauribile fonte di chiavi di lettura, aprendo a un numero infinito di interpretazioni, Fabrizio Falco, con una compagnia di giovanissimi attori siciliani – Costantino Buttitta, Alice Canzonieri, Luca Carbone, Doriana Costanzo, Davide Cirri, Rita Debora Iannotta, Claudio Pellegrini, Cristiano Russo e lo stesso regista – mira ad utilizzare il gioco di specchi proposto da Molière per invitare a riflettere sul senso e sul valore estetico e morale di cui la società odierna si trova vittima e artefice. Cos’è la verità, cos’è la menzogna, come si fa a fingere? «In un’epoca di fake news – spiega Fabrizio Falco – credo che anche nel mondo del teatro ci sia bisogno di verità. Una verità che deriva dalla profondità di sé, dei sentimenti, dei rapporti tra le persone per riscoprirsi individui fino in fondo e comunità fino in fondo».

Dal 3 all’11 luglio il palcoscenico del Biondo si sposterà a Palazzo Belmonte Riso, sede del Museo regionale d’arte contemporanea, dove andrà in scena la prima italiana di Bengala a Palermo, un grande affresco di teatro, musica e danza incentrato sulle storie della vasta comunità indiana di Palermo. L’autrice Daniela Morelli e il regista Marco Carniti hanno raccolto ed elaborato i racconti della comunità, in particolare di una famiglia bengalese, ed hanno realizzato una drammaturgia polifonica che sarà interpretata da Stefania Blandeburgo, Mario Incudine, Erika Urban, Luigi Tabita, Aurora Cimino, Priyanka Datta, Bandjougou Diawara, Alexsia Edman, Jean-Mathieu Marie, Salvatore Lupo, David Marzi, Giuseppe Provinzano. Mario Incudine ha realizzato le musiche, che eseguirà dal vivo insieme a Lavinia Mancusi e Giovanni Vasta.

"Il misantropo". Foto Rosellina Garbo

Al centro della vicenda è la storia d’amore tra una giovane bengalese e un ragazzo palermitano, una specie di Romeo e Giulietta ai tempi del Covid. Ma è anche un atto d’amore per le tradizioni e i rituali di culture che si confrontano. L’autrice e il regista hanno immaginato una storia corale con diversi personaggi: una famiglia di commercianti bengalesi (Kalua e Ara, padre e madre; la figlia Deeti di ventidue anni; il figlio Basant di venti e Shaila, quattordicenne nata a Palermo); Donna Bibì, un’anziana nobildonna dalla vita movimentata; il giovane puparo Vito; un venditore ambulante africano; un’atletica ragazza siciliana. La danza e la musica, che fin dall’ingresso in platea accolgono il pubblico, fanno da collante dei quadri e delle storie.

Pamela Villoresi in "Viva la vida".

La stagione estiva del Biondo proseguirà nell’Atrio della Biblioteca Comunale di Casa Professa, dal 15 al 20 luglio, con la ripresa di Viva la vida, lo spettacolo di Gigi Di Luca basato sull’omonimo romanzo di Pino Cacucci che racconta la vita e l’arte di Frida Kahlo, le cui recite erano state interrotte a causa della pandemia. In scena, nel ruolo dell’artista messicana, è Pamela Villoresi, mentre la body painter Veronica Bottogliero le dipinge sul corpo i segni dell’arte di Frida e la cantante Lavinia Mancusi dà voce a Chavela Vargas, ultima amante della pittrice. Viva la vida è uno spettacolo innovativo, che racconta una Frida Kahlo intima e contemporanea, «è un urlo di dolore – spiega Gigi Di Luca – che porta alla luce l’aspetto più propriamente femminile di Frida Kahlo, attraverso simbolismi che richiamano la sua radice multiculturale ed etnica, andando oltre la narrazione biografica e facendo emergere l’anima di Frida donna, messicana, pittrice e rivoluzionaria».
La stagione si concluderà, dal 23 al 25 luglio nell’Atrio della Biblioteca Comunale, con Squarci d’autore, una messa in scena basata sui testi degli studenti delle scuole medie superiori di Palermo e Provincia, raccolti dal Biondo nei mesi del lockdown ed elaborati dagli allievi registi, drammaturghi e attori della “Scuola di recitazione e professioni della scena”.
In un momento difficile come quello che stiamo ancora vivendo, il Biondo ha pensato di coinvolgere gli studenti delle scuole superiori nella ricerca o nella creazione di testi che trasmettano la loro “visione” dell’attualità, legandola alle opere letterarie o alle opere d’arte siciliane. I pensieri, che incrociano anche il vissuto personale di questi difficili mesi, sono stati elaborati, interpretati e messi in scena dagli allevi della scuola di teatro con il coordinamento di Antonio Silvia.

Ultima modifica il Lunedì, 26 Luglio 2021 10:21

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