lunedì, 25 maggio, 2020
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Franco D'Ippolito, nuovo direttore artistico del Teatro Metastasio

Franco D'Ippolito Franco D'Ippolito

PRATO - Prima conferenza stampa ufficiale del nuovo direttore artistico del Teatro Metastasio di Prato, Franco D'Ippolito, docente, consulente con importanti ruoli nel pubblico impiego nel settore dello spettacolo, oltre che autore di numerose pubblicazioni inerenti, che inoltre ha alle spalle anni e anni di esperienza ai massimi livelli tra Roma, Milano, la Toscana e la Puglia. Nel triennio di Federico Tiezzi, D'Ippolito è stato direttore organizzativo del Metastasio, e pertanto conosce profondamente il teatro, la città, e il pubblico pratese. Conoscenze importanti, in un periodo che si annuncia di profonda incertezza per il Metastasio, soprattutto a livello economico, non essendo ancora nota l'entità del contributo regionale, e con la quasi certezza di perdere quello provinciale. È quindi necessaria una figura che conosca le caratteristiche del teatro, e possa quindi dirigerlo al meglio. I propositi del nuovo direttore, sono improntati a un'estrema chiarezza: il Metastasio deve conservare il suo ruolo di importante centro di produzione e diffusione di spettacoli sul territorio regionale e nazionale, perché investito di quella responsabilità pubblica e civile che lo rende parte integrante del sistema culturale italiano. Un ruolo che deve essere portato avanti attraverso una gestione trasparente, il lavoro di squadra, un'amministrazione virtuosa, e la capacità di assumersi le proprie responsabilità, in primis davanti al pubblico, che a Prato è curioso, attento, affezionato, come forse nessun'altra platea italiana. Come affermava Grassi, non accade mai che sia il pubblico a non capire, ma accade che il teatro non sia riuscito a farsi capire. D'Ippolito intende incentrare su questa massima la sua azione di direttore artistico, per approfondire e cementare lo stretto rapporto con la platea.

Nella sua visione, la proposta artistica deve, in continuità con quanto fatto negli ultimi anni, basarsi ancora di più sulla pluralità di linguaggi, costruendosi attorno a un nucleo di artisti che "sappiano rischiare", attraverso la qualità poetica, la contemporaneità della drammaturgia, e l'innovazione tecnologica associata al palcoscenico. I quattro spazi nei quali si sviluppa la stagione del Met, permettono del resto di diversificare il tipo di spettacoli proposti, dalla complessità spettacolare che offre il palco principale, alla vuotezza da riempire del Fabbricone, dal Fabbrichino aperto a bambini e ragazzi, alle "aule didattiche" del Magnolfi. Tutti insieme, concorrono a fare del Metastasio una vera "casa della cultura".
Alla radice dell'attività di un teatro come il Met, quell'attività di formazione che ha permesso di costruire una valida scuola sia a livello di recitazione, sia per le maestranze teatrali, delle quali in Italia la tradizione è secolare, e apprezzata in tutto il mondo. Un patrimonio da mantenere, da salvaguardare, da tramandare, missione nella quale D'Ippolito conferma il suo impegno.
Infine, il neo direttore muove alcune considerazioni sul nuovo decreto ministeriale che avrebbe dovuto riordinare il settore teatrale. Il condizionale è d'obbligo, perché nell'opinione di D'Ippolito, non riesce nemmeno a fotografare il reale stato del teatro italiano. Da qui, la mancanza di una chiara visione del futuro. È necessario, sostiene D'Ippolito, che intervengano modifiche affinché il decreto acquisti almeno una completa visione di sistema. Comunque sia, il decreto assegna al Metastasio una "attività di rilevante interesse culturale, prevalentemente nell'ambito della regione di appartenenza". Da parte sua il MiBACT ha versato al teatro il contributo di 879.000 Euro, al quale D'Ippolito auspica si aggiunga anche quello della Regione Toscana, stante il ruolo che il Met ricopre in questo territorio. È giusto che ogni attore istituzionale si assuma le proprie responsabilità, come ricordava in apertura il neo-direttore. Il quale, da parte sua, afferma con fierezza che la città di Prato, con il suo teatro, continuerà a scrivere un pezzo della storia teatrale italiana, come ha fatto sin dalla riapertura del 1964, ospitando attori, registi e spettacoli che fanno ormai parte del Gotha della drammaturgia.

Niccolò Lucarelli

Ultima modifica il Mercoledì, 04 Novembre 2015 10:44

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