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Montecarlo 2014, La Festa del Circo di Francesco Mocellin

Festival International du Cirque de Monte-Carlo Festival International du Cirque de Monte-Carlo Foto Centre de Presse de la Principauté de Monaco

Un argento per l'Italia nel ricco palmarès della 38° edizione del festival

Con la coda riservata a "New Generation", la sezione per i giovani artisti (1-2 febbraio), si è chiusa la trentottesima edizione del "Festival International du Cirque de Monte-Carlo", il più risalente e prestigioso tra tutte le competizioni dedicate alle arti circensi. Nato nel 1974 per volontà del Principe Ranieri III, innamorato del circo classico, la manifestazione ha mosso i primi passi tra lo scetticismo degli stessi addetti ai lavori che non credevano possibile che anche le discipline della pista arrivassero a vantare una vetrina di prestigio come quelle di Cannes e Venezia per il cinema. Oggi, a distanza di quarant'anni, i festivals circensi si sono diffusi in tutto il continente e, più recentemente, anche in Cina ma quello del Principato di Monaco gode del primato indiscusso quanto a reputazione, qualità effettiva ed anche mondanità.
Attualmente la rassegna è guidata, dopo la scomparsa di ranieri nel 2005, dalla Principessa Stephanie che non si limita certo ad una presidenza di facciata ma che incide effettivamente sia sulla scelta degli artisti in gara sia sulle decisioni della giuria che presiede e ai cui lavori partecipa costantemente.
La direzione artistica di Urs Pilz dal 2001 garantisce la continuità estetica di questo festival che da tempo si propone di rappresentare in modo compiuto lo stato del circo attuale: la naturale vocazione è quella di dare spazio in principalità al circo classico ma l'intento è di coinvolgere sempre più anche le nuove espressività provenienti dalle scuole e dai centri di formazione contemporanei il cui prodotto appare decisamente contaminato dal linguaggio della danza e della drammaturgia latu sensu.
Ma Monte-Carlo non si limita a proporre una rassegna di numeri, attrazioni e performance ma è capace di divenire centro catalizzatore per gli addetti ai lavori di tutto il mondo visto che in occasione della competizione si riuniscono le assemblee annuali dell' European Circus Association e della Federation Mondiale du Cirque. La prima raduna imprese circensi, fan club, scuole ed organismi con una propria individualità in ciascun paese del continente mentre la seconda raggruppa organizzazioni e compagnie strutturate da ogni angolo del pianeta. L'E.C.A. – presieduta dallo stesso Urs Pilz - ha una vocazione più pratica sostenendo l'attività circense degli associati di fronte alle problematiche quotidiane mentre la F.M.C. – guidata dalla stessa Principessa Stephanie – aspira alla promozione culturale delle arti circensi: tra le prossime scandenze in calendario la V Giornata Mondiale del Circo che cadrà il 19 aprile e promossa proprio dalla Federation.
Venendo agli esiti del festival vero e proprio possiamo affermare che la linea estetica delle ultime edizioni è apparsa confermata, ovvero la giuria ha prevalentemente premiato i numeri delle specialità classiche – ivi comprese le esibizioni con animali – ma rivisitati in chiave contemporanea e sorretti da una leggera traccia drammaturgica.
Così è stato per i due "Clown d'Oro", entrambi finiti in Russia. Nessun dubbio circa il massimo riconoscimento assegnato alla grande troupe acrobatica alle bascule di Dimitri Sokolov che ha presentato una performance di altissimo livello tecnico, impreziosita dall'intelligente regia di Alexander Grimailo. I tredici acrobati, in effetti, hanno eseguito la loro routine fatta di perfetti arrivi a diverse altezze sulle spalle dei porteur e di altrettanti atterraggi sul tappeto sulle arie di Mozart, con una coreografia che non si prendeva mai troppo sul serio. "Amadeus" il titolo di questa attrazione che ha messo davvero d'accordo tutti: il pubblico – sempre molto generoso, i giurati e gli osservatori.
L'altro "Oro" è stato attribuito al duo aereo alle cinghie "Desire of Flight" che ha riproposto una specialità molto amata dagli spettatori e, a dire il vero, un po' inflazionata nelle ultime stagioni, come quella del "passo a due" a sfondo amoroso. Nel caso di specie, però, va detto che la sequenza degli esercizi era tale da giustificare il massimo riconoscimento: da segnalare una presa ai piedi e la "caduta" nel finale (quando Malfina Abakarova viene afferrata al volo dal partner Valery Sychev) davvero notevoli.
Tra gli "argenti" spicca – per i consensi unanimi ricevuti – quello assegnato all'italiano Vinicio Canestrelli Togni che ha dimostrato come si onora il blasone della nota dinastia cui appartiene scegliendo l'impegnativa disciplina della cavalleria c.d. "in libertà" il cui clou è costituito da un carosello di trenta stalloni che girano contemporaneamente in cerchi concentrici e con sensi di marcia opposti: una vera gioia per gli occhi. Va ricordato che l'Italia, nel palmamrès complessivo dei trentotto festival arrivi subito dietro le "corazzate" russa (compreso il periodo dell'ex U.R.S.S.) e cinese.
Per contro, non solo a chi scrive, sono parse sottovalutate dalla giuria le performance di due artiste che hanno prodotto altrettanti notevolissimi "solo act", premiati entrambi col modesto bronzo. Ci riferiamo alla danzatrice sul filo a grande altezza Lisa Kachatryan (tutto il numero in equilibrio sulle punte per lei) e ad Anastasia Makeeva alla corda volante dalla grande vigoria e personalità.
Entusiasmante l'addestratrice tedesca Rosi Hochegger che ha dato una dimostrazione di cosa significhi un dressage moderno – al di là di qualsiasi pregiudizio animalista – presentando i suoi cani a ritmo di rock'n roll e l'irrestibile "cavallo in comico" in linea con la tradizione tramandata dal padre, scomparso da poco: un altro argento meritato per lei.
Il premio speciale del "Club Amici del Circo" d'Italia è andato alla deliziosa contorsionista Sasha, americana di passaporto ma di padre guatemalteco e madre del Turkmenistan: si è guadaganta anche un bronzo attribuitole dalla giuria.
Per il terzo anno consecutivo, come si accennava in apertura, il festival ha visto una piacevolissima coda nella "New Generation", rassegna dedicata ai giovani talenti: in questa sezione l'oro è andato ai giovanissimi "icariani" portoghesi Diaz, maestri nel lanciare e riprendere il partner coi piedi, anche se un tantino troppo ruffiani col pubblico.
Unica nota stonata l'eccesso di premi maggiori – ben quattordici – che ha finito per sminuire alcune attrazioni rispetto ad altre troppo generosamente valutate. Ma si tratta di un neo più che accettabile in una manifestazione che continua a brillare senza patire né l'usura del tempo né la concorrenza proponendo quanto di meglio le arti della pista siano in grado di produrre.

Ultima modifica il Venerdì, 21 Febbraio 2014 00:20

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