lunedì, 15 agosto, 2022
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Spettacolo di fine anno della Scuola di Ballo del San Carlo 2022. -di Francesca Myriam Chiatto

Scuola di Ballo del San Carlo 2022 Scuola di Ballo del San Carlo 2022

Spettacolo di fine anno della Scuola di Ballo del San Carlo – direttore  Stéphane Fournial
Con gli allievi della Scuola di Ballo del Teatro di San Carlo
Teatro di San Carlo, Napoli, 8 luglio 2022

Alla fine dello spettacolo il direttore della prestigiosa Scuola di Ballo del Teatro San Carlo di Napoli, “ruba” qualche minuto agli spettatori seduti in sala per raccontare l’esibizione che ancora è rimasta attaccata ai loro occhi, incastonata nella bellezza degli intarsi e delle note diffuseci dentro. Parto dalla fine proprio per andare indietro in un viaggio danzato che quest’anno dura un po’ di meno, perché la pandemia ancora una volta non ha permesso sempre lezioni e prove in presenza e così Fournial si scusa, giustificando la durata leggermente inferiore e la mancanza del repertorio: “Ci siamo dovuti inventare qualcos’altro per permettere a tutti i nostri allievi, che come vedete sono tanti, di tornare a riprovare la magia del palcoscenico e dare un’emozione alle persone qui sedute questa sera, che ringrazio”. Poi fa i complimenti a tutti e fa passare avanti i diplomandi di questo e dell’altro anno, precedente, perché accolgano l’applauso che meritano, non essendo stati a maggior ragione avvantaggiati dall’emergenza sanitaria. Lo spettacolo finale del 2022 si struttura in due parti: la prima, dopo l’ingresso di tutti i corsi per la presentazione, è una parte tecnica, con esercizi e virtuosismi che gli allievi provano solitamente anche durante le lezioni in sala, ma qui messi insieme senza soluzione di continuità nell’alternarsi dei livelli, degli stili (prettamente tecnica classica, ma anche un accenno di contemporaneo dei diplomandi) e delle composizioni figurative che si vengono a creare. Il San Carlo ha il merito di formare altamente nell’arte giovani talenti che con passione e dedizione assoluta superano le prove che una vita così sfidante e difficile gli pone davanti e che sono gli ostacoli da macinare per poter raggiungere le soddisfazioni professionali pian piano. La postura, l’eleganza, la semplicità, la finezza e la fierezza con cui i ballerini e le ballerine entrano in scena e danzano sulle note, sono lo specchio della leggerezza e della leggiadria di cui l’immaginario riveste il mondo della danza. La seconda parte si apre con la danza di carattere e sfocia nel neoclassico per poi tornare al folklore della Napoli che balla le sue tradizioni: ovvero un viaggio attraverso la cultura delle differenze e del rispetto e, per questo, dell’uguaglianza in queste diversità. Dalla polka per ricordare i paesi che stanno vivendo in questi mesi un conflitto difficile, fino alla classica tarantella napoletana che rappresenta per noi una grande tradizione di una città che da sempre muove i suoi passi al ritmo della musica e della danza. Pulcinella altri non è che un giovane e semplice ragazzo, poi travestito con la sua maschera e gli abiti caratteristici da dolci ed eteree fatine dei boschi che con le loro ali rappresentano il sogno di volare alto attraverso i propri obiettivi e di danzare per raggiungere grandi carriere e per far librare i propri sogni nel mondo della danza e non solo. Si torna a terra però poi, col gran finale in cui ancora una volta tutti i corsi delle Scuola sono in scena per salutare il pubblico: prima veniamo accompagnati verso la conclusione dai fasci di luce che lavano di oro, a poco a poco, tutti gli elementi simbolo del Teatro, dall’orologio centrale sulla volta oltre il sipario, fino al soffitto finemente e riccamente decorato, come ingranaggi di una perfetta magia che a poco a poco svela i suoi ingredienti segreti che hanno reso possibile tutto lo spettacolo. La frase più bella però, viene sparpagliata tra i ballerini e gli spettatori, dopo un vociare confuso di “Bravi” in tutti gli accenti e mani che ancora si sfregano con foga per applaudire fragorose: è il direttore che ringrazia i ragazzi e gli insegnanti, ma conclude dicendo: “Ricordatevi che in qualunque posto andrete, che sia nella danza o altrove, la prima cosa è sempre l’educazione”:

Francesca Myriam Chiatto

Ultima modifica il Giovedì, 14 Luglio 2022 08:37

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