martedì, 19 gennaio, 2021
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Il teatro è uno spazio democratico, fondato sul lavoro. Gian Mario Bandera, direttore del Ctb, illustra le iniziative online del ciclo «R-esistenze teatrali».. -di Nicola Arrigoni

«L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro»: da qui bisogna partire, dal primo articolo della nostra Costituzione, il documento che ha segnato la rinascita del Paese dopo il secondo conflitto mondiale. E dal lavoro, dal fare teatro stanno ri-partendo gli enti di produzione teatrale, nel segno di un agire e un creare che si compie nei teatri vuoti, nella consapevolezza che non si saprà quando sarà possibile riaprire e ospitare il pubblico, ma quando ciò accadrà il teatro che produce ci sarà, avrà modo di riattivare la sua vocazione narrativa ed artistica. Fare questo nel chiuso delle sale ha un senso se quel buio ha la data certa del debutto, se questa non c’è l’esigenza di mettere in comune questa azione di resistenza passa attraverso il web.
Questo cerca di fare il Centro Teatrale Bresciano con R-esistenze teatrali, cinque progetti per 27 appuntamenti caricati quotidianamente sul sito e a disposizione degli spettatori, un modo per non far perdere l’abitudine, un modo per raccontare che il teatro nel suo fare e farsi continua a essere, a lavorare in attesa di poter condividere sogni, pensieri, fatiche ed emozioni col pubblico in sala. Il palinsesto si articola in cinque percorsi online fino al 30 dicembre e che verranno caricati di giorno in giorno: il primo video è stato editato il 16 novembre. «L’idea è stata quella di mostrare e dimostrare che il teatro e il nostro Centro Teatrale Bresciano è vivo e si continua a lavorare – afferma il direttore Gian Mario Bandera -. Non volevamo recuperare materiali d’archivio, neppure pensare a iniziative in streaming che obbligassero gli spettatori a tenere fede a un orario e un giorno particolare. Volevamo una formula che permettesse di documentare la nostra resistenza teatrale e si offrisse ai nostri spettatori come un’opportunità e un’occasione per non perdere il legame col teatro con la prospettiva di un fare guardando a un prossimo ritorno in sala».
Mentre Bandera parla il pensiero va alla stagione 2020/2021 che aveva preso il via con Le troiane di Andrea Chiodi e che prevedeva un cartellone ricco e articolato che ora ovviamente è stato cancellato: «Avevamo ricominciato e come noi, molti altri teatri – spiega -. Pur con la riduzione dei posti e tutte le precauzioni del caso si era ritornati in sala, insieme al nostro pubblico. Buona parte degli appuntamenti era andata esaurita, un bel segno di voglia di teatro e di affezione da parte dei nostri spettatori. Poi ci hanno chiuso nuovamente». Mentre lo dice la voce si incrina, la pausa si fa lunga, ma la voglia di resistere è tanta e allora la soluzione è venuta quasi spontanea: «ci siamo detti perché non mettere il nostro pubblico a confronto con quello che facciamo – continua -. Il nuovo Dpcm ci dà la possibilità di lavorare in sala, di provare e abbiamo così deciso di dare vita ugualmente almeno alle nostre produzione, ma non solo. Abbiamo deciso nel percorso online Diario di bordo delle prove… di aprire il teatro agli spettatori con una serie di video registrati che documentano il punto di vista del regista, dell’attore e di chi lavora alla nuova produzione. È questo ora il caso di Delirio del particolare di Vitaliano Trevisan per la regia di Giorgio Sangati con Maria Paiato, Carlo Valli e Alessandro Mor. Ognuno di loro sarà protagonista di un video trasmesso su Youtube, cinque, sei minuti per raccontarsi. I contributi verranno pubblicati con un calendario fissato che si trova sul sito e rimarranno a disposizione degli spettatori. Il percorso si chiuderà l’8 dicembre con la generale».
«Stessa cosa faremo per l’altra nostra produzione, Calma musa immortale, progetto originale ispirato al rientro a Brescia della Vittoria Alata, progetto drammaturgico di Marco Archetti con la regia di Fausto Cabra e con Anna Gualdo, Alberto Onofrietti, Alfonso De Vreese, Isacco Venturini e Filippo Porro. Anche in questo caso l’idea è quella di lavorare alla produzione, documentare quello che stiamo facendo, condividendolo con i nostri spettatori o con chi vorrà visitare il nostro sito e dopo la generale congelare la produzione, fino a quando sarà possibile andare in scena col pubblico. In particolar modo questa produzione aveva come obiettivo il coinvolgimento della città e la festa per il ritorno della Vittoria alata. Tutto bloccato a causa del Covid. Noi comunque stiamo lavorando in teatro in modo da essere pronti con una serie di spettacoli per quando la situazione permetterà di riaprire – dice con realismo tipicamente bresciano, Bandera -. In questo modo cerchiamo di tenere vivo il rapporto con gli artisti e di creare occasioni di lavoro per attori, registi, ma anche per i tecnici del teatro, quei lavoratori dello spettacolo che nel passato lockdown si sono visti azzerare ogni possibilità di impiego. Una volta concluse le produzioni, le congeliamo, consapevoli che il grosso del lavoro è stato fatto e che una volta che sarà possibile tornare in sala le proporremo al nostro pubblico».
Al diario di bordo delle produzioni targate Ctb si affiancano altri tre percorsi realizzati appositamente per questo periodo con l’obiettivo di coinvolgere gli spettatori, mantenere un legame con chi ama frequentare il linguaggio della scena e trovare il modo di continuare a pensare con creatività il mondo. È quanto si propone di fare la rassegna Teatro Aperto, curata e coordinata da Elisabetta Pozzi, che offre agli spettatori letture sceniche di testi contemporanei, chiedendo un riscontro agli spettatori, un loro giudizio, da inviare via mail. «Non abbiamo voluto rinunciare a Teatro Aperto e con Elisabetta Pozzi abbiamo voluto mettere al centro il lavoro dell’attore sul testo – spiega il direttore del Ctb -. È come se il pubblico fosse nel laboratorio dell’attore, nel momento delle prove. Abbiamo proposto testi di due importanti autori contemporanei, l’italiano Vittorio Franceschi La barbona e il pappagallo e il francese David Lescot, con la pièce Un uomo in fallimento con la partecipazione, al fianco di Elisabetta Pozzi, di due straordinari attori come Graziano Piazza e Viola Graziosi. Il primo appuntamento si è tenuto il 21 novembre, il testo di Lescot sarà online il 28 novembre. L’ultimo appuntamento sarà un dialogo, accompagnato da letture, tra Elisabetta Pozzi e uno dei più importanti traduttori e uomini di cultura italiani, Nicola Crocetti, intorno a un capolavoro ancora poco conosciuto del Novecento: l’Odissea di Nikos Kazantzakis. L’incontro è realizzato in collaborazione con Feltrinelli editore e si terrà il 19 dicembre».
Sempre Elisabetta Pozzi sarà protagonista del focus Voci dal mito in cui l’attrice darà voce, fra tragedia e commedia, a Cassandra, Medea e Lisistrata. «In questa direzione va anche la proposta dal titolo: 10 poeti per resistere/10 attori che resistono – conclude Gian Mario Bandera -. Abbiamo chiesto ad artisti che collaborano con noi di scegliere in piena libertà un poeta e una sua poesia, di introdurla, commentarla e leggerla agli spettatori. Anche in questo caso sul sito è possibile trovare il calendario, ma poi tutti i video rimarranno sul nostro sito e saranno a disposizione di tutti senza la necessità di doversi registrare. Ci è piaciuta l’idea di mettere in atto progetti ad hoc per gli spettatori, appuntamenti creati appositamente per il pubblico per chi ci segue, ma anche per chi vuole imbattersi in un teatro che sa resistere e fare della resistenza un motivo d’esistenza. In questo modo il Centro Teatrale Bresciano intende condividere con il suo pubblico la sua azione di resistenza per far sì che il teatro continui ad essere un punto di riferimento per il pensiero, uno spazio di libertà e creatività. Lo spettacolo dal vivo è altra cosa dai video e dalle dirette streaming, ma nella formula che abbiamo adottato c’è la volontà di rendere partecipe i nostri spettatori di ciò che sta accadendo in teatro, della voglia degli artisti di continuare a frequentare la bellezza e l’arte nella convinzione che arriverà il giorno in cui sarà possibile ritrovarci in teatro per farci di nuovo rapire dall’aprirsi del sipario e da quel dialogo unico di respiro ed emozioni condivisi che è il teatro». Per questo il teatro si offre come non mai quale spazio democratico di libertà, fondato sul lavoro.
Tutti i contenuti video sono visibili gratuitamente e senza obblighi di registrazione dal sito www.centroteatralebresciano.it, sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del Centro Teatrale Bresciano

Nicola Arrigoni

Ultima modifica il Martedì, 24 Novembre 2020 12:13

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