I fatti https://www.sipario.it Thu, 02 Apr 2020 11:28:41 +0200 Joomla! - Open Source Content Management it-it Ciao Vincenzo https://www.sipario.it/attualita/i-fatti/item/8236-ciao-vincenzo.html https://www.sipario.it/attualita/i-fatti/item/8236-ciao-vincenzo.html Vincenzo Ziccarelli

E' deceduto Vincenzo Ziccarelli
Drammaturgo e nostro collaboratore

Questa mattina, nella sua casa di Cosenza, è deceduto il drammaturgo e nostro antico collaboratore, Vincenzo Ziccarelli.
Uomo di grande impegno civile, figura rappresentativa per la cultura italiana, Ziccarelli ha rivestito ruoli importanti nel percorso della sua esistenza. Come Presidente del Consorzio Teatrale Calabrese aveva per anni operato per dare al suo territorio una presenza significativa del teatro italiano, realizzando un importante circuito teatrale regionale e fece produrre spettacoli di prestigio.
E' stato anche un personaggio di spicco nella politica italiana; e come socialista rivestì il ruolo di presidente della Provincia di Cosenza; e tanto contribuì perché la Rai realizzasse un centro di produzione in Calabria.
Come autore teatrale ha prodotto molti testi teatrali alcuni dei quali sono stati pubblicati sulla rivista Sipario, per la collana "La Contemporanea" è stato pubblicato un volume di opere teatrali col titolo "Per un teatro civile".
Opere quali "Francesco e il Re", "La svedese", "Un caso di morte apparente" hanno avuto unanimi consensi nei principali teatri italiani, con la partecipazione di grandi interpreti e di qualificati registi.
Lo Staff di Sipario si associa al dolore dei familiari, esprimendo le più sincere condoglianze.

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rivista@sipario.it (La Redazione) I Fatti Mon, 06 Jan 2014 16:08:57 +0100
Doni d'arte in musica: dom. 22 dicembre 2013 - Galleria Arte in Porto, marina Genova Aeroporto https://www.sipario.it/attualita/i-fatti/item/8219-doni-d-arte-in-musica-dom-22-dicembre-2013-galleria-arte-in-porto-marina-genova-aeroporto.html https://www.sipario.it/attualita/i-fatti/item/8219-doni-d-arte-in-musica-dom-22-dicembre-2013-galleria-arte-in-porto-marina-genova-aeroporto.html Nevio Zanardi

Il rapporto tra le varie forme d’arte è qualcosa che fa bene all’anima e al cuore e chi riesce ad essere un artista a tutto tondo ha senz’altro una marcia in più. Questo lo si può senz’altro dire di Nevio Zanardi, genovese, che ha studiato violoncello al conservatorio Niccolò Paganini di Genova sotto la guida del maestro Giorgio Lippi ed è stato componente sia nell’Orchestra sinfonica del Teatro Comunale di Bologna che del Teatro Carlo Felice di Genova.

Zanardi è stato anche docente di violoncello presso il Conservatorio di Trieste, di Piacenza e di Genova. Ma la cosa che lo differenzia da altri strumentisti è senz’altro l’altra sua passione oltre alla musica, quella per la pittura, pertanto all’attività musicale, tutt’ora molto fervida, il Maestro affianca quella di pittore e incisore. Zanardi ha studiato disegno e incisione presso l’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova. Dagli anni ottanta inizia l’attività pittorica e la sua ricerca si concentra sul rapporto tra il linguaggio musicale e il linguaggio visivo, esponendo dal 1986 in mostre personali e collettive, in Italia e all’estero. “Proprio come la musica l’arte figurativa non deve essere compresa deve essere semmai ascoltata, percepita come disposizione ad una condivisione…” ha detto il violoncellista/pittore al suo pubblico domenica scorsa in una giornata piovosa in cui è riuscito a radunare un folto pubblico alla galleria Arte in Porto dove sono esposte alcune sue interessanti opere.

Nevio Zanardi

L’occasione per un prezioso momento musicale in cui si sono ascoltati alcuni brani fra i più suggestivi scritti per il violoncello. Con lui la giovane Giulia Gatti, allieva dell’ottavo anno di violoncello al Conservatorio Paganini che ha anche partecipato al Corso Internazionale della Società Jupiter tenuto dal maestro. Dopo aver suonato Scarlatti, Vivaldi, Bach, Schumann e Cajkovskij, i due musicisti hanno allietato il pubblico con le note canzoni di Natale Venite adoremus e Stille nacht. Dopo, spumante e panettone per tutti.

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I Fatti Tue, 24 Dec 2013 15:25:44 +0100
Premio Paganini nel 2015, Maestro Luisi direttore artistico di Francesca Camponero https://www.sipario.it/attualita/i-fatti/item/8218-premio-paganini-nel-2015-maestro-luisi-direttore-artistico-di-francesca-camponero.html https://www.sipario.it/attualita/i-fatti/item/8218-premio-paganini-nel-2015-maestro-luisi-direttore-artistico-di-francesca-camponero.html Fabio Luisi

Per fortuna Genova torna a parlare del Premio Paganini, dopo la strana, lunga e tormentata vita di una delle manifestazioni di maggior prestigio lanciate dalla Superba. Il concorso internazionale destinato ai giovani violinisti nel nome del genio nato a Genova, per anni ha portato in città i migliori talenti di tutto il mondo e assicurato al vincitore una fulgida carriera. Un vero peccato che il concorso da biennale sia diventato triennale e adesso, diciamolo pure, abbia perso quello smalto che negli anni passati lo aveva contrassegnato. Ma l’annuncio dato dal sindaco Marco Doria la mattina del 20 dicembre a Palazzo Ducale durante il Confuego, fa sperare il meglio per il ritorno del Premio. Doria ha reso noto che il Comitato per il Premio Internazionale di violino Niccolò Paganini, riunito sotto la presidenza dell'assessore alla cultura e al turismo Carla Sibilla, ha proposto la designazione del maestro Fabio Luisi a direttore artistico del Premio. Il sindaco naturalmente ha accolto la proposta con grande soddisfazione e lo stesso ha fatto il Maestro, uno dei direttori d'orchestra più conosciuti ed apprezzati nel mondo, noto anche per la sua consueta disponibilità verso la sua città natale. L'incarico sarà formalizzato nei prossimi giorni. La nuova edizione del Premio si svolgerà dal 5 all'8 marzo 2015 e le successive si svolgeranno con cadenza triennale. La segreteria generale del Premio farà capo alla direzione cultura del Comune di Genova. Il direttore artistico offrirà gratuitamente il proprio impegno. Il Comitato per il Premio riunisce il Comune, la fondazione Carlo Felice, la fondazione Genova Palazzo Ducale, il Conservatorio di Musica N. Paganini e la Giovane Orchestra Genovese. L'assessore Carla Sibilla ha dichiarato che "E' volontà' del Comune  rilanciare questo Concorso Internazionale e stiamo lavorando affinché i vincitori vengano poi accolti all'Expo 2015 di Milano". Non era difficile pensare che dietro a questo rilancio ci fossero anche interessi di altro tipo, ma meglio così purchè il palcoscenico del Carlo Felice possa ospitare nuovamente questa splendida e preziosa manifestazione culturale fondata nel lontano 1954.

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I Fatti Tue, 24 Dec 2013 15:11:02 +0100
Teatro La Monnaie, Bruxelles - HAMLET di Ambroise Thomas, regia di Olivier Py di Attilio Moro https://www.sipario.it/attualita/i-fatti/item/8174-teatro-la-monnaie-bruxelles-hamlet-di-ambroise-thomas-regia-di-olivier-py-di-attilio-moro.html https://www.sipario.it/attualita/i-fatti/item/8174-teatro-la-monnaie-bruxelles-hamlet-di-ambroise-thomas-regia-di-olivier-py-di-attilio-moro.html Hamlet

HAMLET di Ambroise Thomas
Diretto da Mark Minkowski
Regia: Olivier Py
Teatro La Monnaie, Bruxelles

Opera di punta, per la stagione in corso, del versante francofilo del teatro La Monnaie, l'Hamlet di Thomas (autore francese della meta' dell'800) conserva, nella messa in scena di Py, tutti i caratteri della Grand Opera, genere tipicamente francese e ancor più parigino: melodie tendenti al sentimentale, edonismo delle trovate teatrali (comprese le ormai immancabili scene di nudi integrali), concitazione dei personaggi, incalzare serrato della vicenda, l'approccio teso, per dirla con Massimo Mila, a 'sorprendere, commuovere e entusiasmare il pubblico". Entro questi limiti connaturati alla Grand' Opera' di cui Thomas è esponente di riguardo anche se meno conosciuto dei capiscuola Auber e Meyerbeer, la messa in scena di Py (appena nominato direttore del Festival di Avignon 2014, sebbene anni fa abbia lì presentato una pièce teatrale della durata di 24 ore esigendone la rappresentazione integrale) ha molti pregi. E qualche difetto. Intanto una considerazione di carattere più generale. Puntando decisamente sulla tradizione musicale francese, il La Monnaie – annoverato da molti tra i 10 migliori teatri lirici al mondo – sposta pericolosamente il suo baricentro: da luogo di sintesi delle diverse culture teatrali europee, rischia di scivolare troppo lungo la china francese diventando così alla fine una sorta di succursale dell'Opera Bastille di Parigi. Scelta evidentemente suicida. Venemdo alla regia di Py, colpisce soprattutto la ricercatezza: sipario trasparente e costellato di luci psichedeliche; sulla scena una grande struttura architettonica in mattoni che si apre e chiude per mostrare o inghiottire i personaggi; lo spettro del re padre di Amleto che dall'alto del castello domina la scena e sollecita suscitando l'interesse delle signore ostentando un corpo scultoreo seminudo. Altro merito di Py e' di aver sparso almeno una patina di tragico sull'Hamlet di Thomas, che aveva trasformati, sempre nello spirito della Grand'Opera' l'eroe tragico di Shakespeare in un piccolo borghese alle prese con i dilemmi dell'amore. Storia complessa quella della fortuna di Shakespeare in Francia. Considerato fino alla fine del 700 un 'barbaro' (tumulto eccessivo di passioni per i cultori dei 'lumi'), la prima traduzione dell'Amleto, parecchio infedele, risale al 1778, restando sconosciuta al grande pubblico ma anche a gran parte degli 'illuminati'. Fu Alexandre Dumas padre a divulgarne una sua traduzione nel 1847, ed è a questo Amleto che si rifa il librettista di Ambroise. Occorre perciò immaginare un Amleto parigino, vale a dire l'impossibile. I personaggi sono credibili e di buon mestiere. Spicca su tutti la magnifica Ofelia Lenneke Ruiter, soprano delicato e angelico come del resto la sua figura, la regina Gertrude è la mezzosoprano inglese Jennifer Larmore, Amleto è Stephane Degout, baritono, mentre sia re Claudio (l'assassino), che il padre di Amleto sono bassi, come basso è anche Polonio: singolare che per trovare un tenore – gloria della tradizione italiana – si debba scendere tra i personaggi minori (Laerte e uno dei due becchini del cimitero). Anche questa irrilevanza del tenore è Grand' Opera.

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I Fatti Wed, 18 Dec 2013 00:29:24 +0100
La nuova sfida di Emma Dante - Dieci persone tra vita e morte di Cosimo Manicone https://www.sipario.it/attualita/i-fatti/item/8163-la-nuova-sfida-di-emma-dante-dieci-persone-tra-vita-e-morte-di-cosimo-manicone.html https://www.sipario.it/attualita/i-fatti/item/8163-la-nuova-sfida-di-emma-dante-dieci-persone-tra-vita-e-morte-di-cosimo-manicone.html Le sorelle Macaluso

"Uno stormo di corvi che partecipano al proprio funerale e a quello degli altri". Le sorelle Macaluso é la prossima sfida della sanguigna Emma Dante, prodotta dal Teatro di Napoli, Théâtre National - Bruxelles, Festival d'Avignon, Folkteatern - Göteborg, in collaborazione con la compagnia Sud Costa Occidentale, nell'ambito del progetto europeo "Città in Scena – Cities on Stage", che debutta il 22 gennaio al Teatro Mercadante di Napoli.
Dieci persone convivono confuse tra vita e morte. Una famiglia matriarcale composta prevalentemente da sette sorelle, Gina, Cetty, Maria, Katia, Lia, Pinuccia e Antonella morta qualche anno prima. Sette storie aggrovigliate come matasse, sette destini sospesi tra terra e cielo. Un altro spietato ritratto con i colori del dolore, che rende di pietra i personaggi della Dante, partoriti da un impasto di rabbia e amore, su cui si fonda tutta la sua poetica teatrale. "La morte ha fatto di me una persona viva".
Dopo il debutto come regista d´opera in una discussa edizione di Carmen, con la direzione di Daniel Barenboim per un´inaugurazione scaligera e quello recentissimo come regista per il cinema in Via Castellana Bandiera, l´artista palermitana é ormai riconosciuta come una delle piú autorevoli firme del panorama teatrale, in perenne sperimentazione. Le storie sgrammaticate e sgradevoli dei suoi animaleschi e poetici personaggi sono sempre in relazione con la contemporaneitá. Le sorelle Macaluso, durante il rito funebre "si fermano a ricordare ad evocare a rinfacciare a sognare a piangere e a ridere della loro storia. È il funerale di una di loro. I morti stanno in fondo, pronti a portarsi via la defunta con una strisciata di scotch sul pavimento che segna il confine tra qua e là, tra ora e mai più, tra è e fu, una linea sopra cui combattere ancora, alla maniera dei pupi siciliani, con spade e scudi in mano".
In una scena deserta, con un controluce che non ci consente di vederne il fondo, Emma Dante, da sempre attratta da derelitti e reietti, in quanto solo loro conoscono l´essenziale, sfratta ancora una volta le paure degli attori.
"Soltanto ombre abitano questo vuoto finché un corpo, dal cono di buio, viene lanciato verso di noi. L'oscurità espelle una donna. Adulta. Segnata. A lutto. Che danza. Viene danzando verso di noi. Dal fondo, a poco a poco, appaiono delle facce, tre, cinque, sette, undici facce. Sono vivi e morti mescolati insieme. Ma non si capisce chi è vivo e non si capisce chi è morto. Tutti sono a lutto. A lutto eterno. Il piccolo popolo avanza verso di noi con passo sicuro. La donna danzante si unisce al corteo". Si entra e si esce dal buio, senza soluzione di continuitá, per materializzare solitudini e sogni rimasti sospesi tra le ombre.
L´idea di questa nuova avventura le fu ispirata da un aneddoto ricordatole da un amico la cui nonna, nel delirio del dolore, sveglió la figlia nel cuore della notte per chiederle se in definitiva fosse viva o morta. ≪"Sei viva mamma!" E la madre beffarda rispose: "See viva! Avi ca sugnu morta e 'un mi dicìti niente p'un fàrimi scantàri". (Sì, viva! Io sono morta da un pezzo e voi non me lo dite per non spaventarmi)≫.

Dopo le recite napoletane, lo spettacolo va in tournée: Roma, Palladium, 28 gennaio - 8 febbraio, Reggio Emilia, Teatro Ariosto, 11 - 12 febbraio, Genova, Teatro Archivolto, 14 - 15 febbraio, Torino, Fonderie, 29 aprile - 4 maggio, Milano, Piccolo Teatro Grassi, 6 - 18 maggio.

LE SORELLE MACALUSO
testo e regia Emma Dante
con Elena Borgogni, Serena Barone, Sandro Maria Campagna, Italia Carroccio, Davide Celona, Marcella Colaianni, Alessandra Fazzino, Daniela Macaluso, Leonarda Saffi, Stephanie Taillandier
luci Cristian Zucaro
armature Gaetano Lo Monaco Celano

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I Fatti Mon, 16 Dec 2013 01:35:27 +0100
Consegnati i premi del Concorso 'Autori Italiani' Edizione 2013 https://www.sipario.it/attualita/i-fatti/item/8162-consegnati-i-premi-del-concorso-autori-italiani-edizione-2013.html https://www.sipario.it/attualita/i-fatti/item/8162-consegnati-i-premi-del-concorso-autori-italiani-edizione-2013.html Luigi Lunari e Vito Molinari

Progetto della Fondazione Teatro Italiano 'Carlo Terron'
in collaborazione con Sipario Rivista, il Portale dello Spettacolo www.sipario.it, la Compagnia 'La Contemporanea'
e la partecipazione di Luigi Lunari, Ferruccio Soleri, Vito Molinari

L' Autore che affida la propria Opera a una Società che ne tutela i diritti, essendo a tutti gli effetti un lavoratore dello Stato, in un'epoca in cui l'industria culturale si mostra sempre più potente, in termini di aggressività, e interessata al profitto immediato sull'oggetto da investire senza per questo preoccuparsi di incentivare e incoraggiare l'atto creativo, ha il diritto di reclamare tali negligenze e farsi fruitore di verità e giustizia, in un impegno costante di riconoscimento e promozione della libertà intellettuale e creativa. Si è convinti d'altronde che prima o poi la denuncia onesta e coraggiosa, portavoce di passione, coscienza e senso di giustizia, viene ascoltata da persone e realtà altrettanto oneste e coraggiose, che ne supportano l'operato.
Ciò è quanto è accaduto nel tardo pomeriggio di Lunedì 9 Dicembre a Milano, per volere di Mario Mattia Giorgetti, direttore della rivista Sipario; all'ultimo piano del ristorante-albergo 'AtaHotels The Big', di via Cristoforis 6/8, dove la Commissione di Lettura della Fondazione Teatro Italiano Carlo Terron, composta da un critico teatrale, un regista di teatro, un attore e un drammaturgo, in collaborazione con la Rivista di Teatro e Portale dello Spettacolo 'Sipario', ha presieduto alla Cerimonia di Premiazione del Concorso di Drammaturgia Contemporanea 'Autori Italiani'. Il Concorso prevedeva la stesura di testi inediti, a tema libero e sottoposti poi al giudizio della Commissione, per una o più delle seguenti categorie: Monologo, Opera a due personaggi, Opera a tre o più personaggi.
'Il vincitore di ogni sezione del Concorso vedrà pubblicato il suo testo sul mensile "Sipario" e sul Portale Sipario.it. Ogni opera pubblicata sarà tutelata dal copyright di "Sipario" e promossa in campo europeo tramite le riviste disponibili appartenenti alla FIRT, Federazione Internazionale Riviste Teatro, di cui "Sipario" è il capofila. I testi vincitori saranno oggetto di letture pubbliche affidate ad attori professionisti al fine di intensificare la promozione delle opere scelte".

A seguito di tale premessa più di 50 Opere sono state lette ed esaminate con scrupolosa attenzione e solamente 12 fra i Testi d' Autore, sono stati scelti, nella rosa dei candidati, come i vincitori.

I Premi finali sono stati consegnati a:

Premi Sipario, mensile del Teatro
Sez. Monologhi: ELIO FORCELLA per Voglia di correre
Sez. "Due personaggi": ARNOLFO PETRI per Camurrìa
Sez. "Tre o più personaggi": AUGUSTO BIANCHI RIZZI per Rossi di sera

Premi Fondazione Teatro Carlo Terron
Sez. Monologhi: MARCO FILATORI per Tortellini crudi
Sez. "Due personaggi": FABIO SÌCARI per Non è un addio, ma un dio
Sez. "Tre o più personaggi": EMILIA RICOTTI per Casa Memoria

Premi Centro Attori Milano
Sez. Monologhi: FRANCESCA CAMPONERO per Tilly
Sez. "Due personaggi": ALIDA CASAGRANDE per Il morso del serpente
Sez. "Tre o più personaggi": SABRINA GRAPPEGGIA BERNARD per Il mittente di via Gutenberg

Premi Portale sipario.it
Sez. Monologhi: ELISABETTA ROSADI per Nel limbo
Sez. "Due personaggi": GIACOMO SARTORI per Cielo nero
Sez. "Tre o più personaggi": ANNA MARTINENGHI per Habla con Eva

Oltre al prezioso attestato di partecipazione al Concorso, Mario Mattia Giorgetti insieme a Ferruccio Soleri, Luigi Lunari e Vito Molinari, presenti alla serata quali importanti figure italiane dello Spettacolo, hanno fatto dono, a ciascun Autore, di due libri sulle più importanti opere sia di critica teatrale "Una vita in Platea" sia di prosa "Commedie da applaudire e commedie da fischiare", di Carlo Terron, autore stimato, critico teatrale e giornalista spregiudicato ed ironico, sino al 1991.

L'intervento di costoro, in particolare le preziose testimonianze che il maestro Lunari, drammaturgo, insegnante, critico, avvocato, compositore, apporta, devono esortare l'Autore, nascituro o già iniziato all'arte della 'scrittura', a rivendicare e ricordare, a gran voce, il valore morale, culturale e sociale di tale pratica, in quanto percepita come impiego remunerativo, poichè "chi crea e produce contenuti dà direttamente o indirettamente lavoro ad oltre 1,5 milioni di persone e rappresenta il 5% del Pil nazionale".
Altrettanto significativo e degno di nota il richiamo di Gino Paoli "Anche noi siamo dei lavoratori, ma soprattutto siamo lavoratori che non riescono a far sentire forte e chiara la loro voce, che non possono e non vogliono più essere figli di un dio minore... Riteniamo giusto in un Paese civile rispettare le regole anche se non ci piacciono ma siamo pronti a lottare per cambiarle... la nostra è una battaglia di dignità, di civiltà e di libertà, battaglia non più rinviabile"

Angelica Greppi

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I Fatti Mon, 16 Dec 2013 01:00:00 +0100
Ragusa, 17 dicembre INCONTRO per il recupero del TEATRO DELLA CONCORDIA https://www.sipario.it/attualita/i-fatti/item/8152-ragusa-17-dicembre-incontro-per-il-recupero-del-teatro-della-concordia.html https://www.sipario.it/attualita/i-fatti/item/8152-ragusa-17-dicembre-incontro-per-il-recupero-del-teatro-della-concordia.html Rendering dell'interno

L'Osservatorio Regionale Culturale. Sicilia e la rete civica costituitasi giorno 5 dicembre 2013, in occasione della tavola rotonda su "Il Teatro della Concordia:quale politica culturale per i centri storici?", indice un incontro pubblico su "IL TEATRO DELLA CONCORDIA TRA FARE TEATRO E RIPRISTINARLO", giorno 17 dicembre, alle ore 18.00, presso La Sala Conferenze della Sovrintendenza, piazza Libertà, Ragusa.

La rete civica è costituita da Francesco Garofalo, Franco Antoci, Carmelo Arezzo, Rosanna Bocchieri, Federica Bisegna, Laura Vitale, Salvatore Terranova, Gaetano Cartia, Franco Schembari, Clelia Occhipinti, Antonella Malfa, Sonia Migliore, Amelia Cartia, Venerando Suizzo, Luana Roveto, Salvino Lorefice, quindi da Associazioni e Fondazioni, uomini di cultura e operatori, Consiglieri.

L'invito è esteso alla cittadinanza, ai partiti politici, all'Amministrazione Comunale, al Consiglio Comunale di Ragusa e a tutti coloro che sono interessati alla problematica riguardante una memoria del territorio e della città, il Teatro della Concordia ex Cinema Marino di Ragusa, che ha rappresentato e rappresenta la storia del nostro territorio ibleo.

"Teatro della Concordia, Ragusa. Quale politica per il centro storico?"

Promosso da Osservatorio Regionale Culturale, da diverse Associazioni culturali, Compagnie teatrali, uomini di cultura, operatori culturali, e dal Movimento Rigenerare la Democrazia. 5 Dicembre 2013

Dall'incontro sentito da un'intera cittadinanza sul ripristino del Teatro della Concordia, ex Cinema Marino, memoria storica della nostra città, è emersa, in un clima di confronto democratico, l'esigenza di sensibilizzare e aprire un confronto con l'Amministrazione Comunale sulla decisione di non più procedere al Progetto di ripristino del Teatro, progetto al quale più amministrazioni passate hanno dedicato volontà politica ed impegni economici.
Quel teatro testimone della cultura, della vita sociale di intere generazioni dal 1840 ad oggi rappresenta, oltre alla memoria storica del nostro vissuto, dei nostri padri ed avi, una possibilità di rivitalizzazione del centro storico. Da non sottovalutare la valenza formativa del teatro per giovani e scuole, in collegamento con la memoria storica della città. Il Teatro sarebbe anche una fonte di turismo culturale. I turisti che, oggi, nel degrado, fotografano il prospetto di questo, sarebbero più invogliati a fruire di qualche spettacolo interessante.
La rivitalizzazione del centro storico al centro del dibattito.
Ritornando al Teatro, sarebbe un grave danno per la città, rinunciare ai contributi dello Stato già stanziati, e dimenticare che già ci sono state delle notevoli spese, che andrebbero perdute.
L'Amministrazione deve tener conto di tutto ciò. Il Comune ha già acquisito la proprietà dell'immobile, ed, in ogni caso ha il dovere di occuparsi della sua manutenzione. Inoltre, riavviare nuovi Progetti significa allungare i tempi, tra gare d'appalto e altro, e non affrontare l'urgenza dell'intervento. Inoltre, si potrebbero abbattere i costi dell'arredo con soluzioni più economiche e funzionali.
La rete civica, che si è costituita, chiede un incontro con il Sindaco, per affrontare il problema urgente del Teatro, magari in una tavola rotonda propositiva con tecnici, che darebbero il loro contributo per affrontare le eventuali problematiche.

Rosanna Bocchieri

il teatro è l'anima della città

Basta guardare al passato per comprendere il significato, l'importanza di un teatro in seno alla città, alla Polis. Infatti, oggi ci gloriamo della presenza di questo edificio, sia esso in plein aire o al chiuso. Ma la presenza del teatro nella città aveva anche altri funzioni, compiti, che non possiamo non ricordare. Intorno a quel teatro si riuniva una collettività non tanto per vivere un momento artistico, sia di prosa, musicale, claunesco o altro, ma era anche luogo di discussione, di confronto, di crescita. Aveva una funzione dialettica, e quindi politica. Rappresentava, ogni volta che il pubblico si ritrovava nel teatro della città, l'anima collettiva della città e il livello culturale in seno a quella collettività e la capacità creativa di organizzare eventi. Era il centro propulsore d'imput culturali che poi si diramavano nella vita privata di ogni cittadino, migliorandolo, rendendolo responsabile di ogni atto privato e pubblico.
La presenza del teatro nella città, era come la spina dorsale di ogni architettura che voglia restare in piedi, era l'asse portante di un sistema democratico della società. Tutto ciò non possiamo ignorarlo, coloro che negano tutto questo, non amano il contesto sociale in cui agiscono. Sono persone che non hanno la sensibilità culturale necessaria per convivere, crescere, migliorare insieme. Ignorare tutto ciò significa coltivare, anche se non premeditato, un comportamento reazionario in quanto quel comportamento impedisce il movimento delle idee, il flusso comunicativo, una libertà di agire.
Ecco perché, quando un teatro, nato per volontà collettiva, lo incontriamo chiuso, inagibile, abbandonato al degrado, un sentimento di sofferenza ci assale. Lo immaginiamo nei momenti vivi del suo essere luogo attivo. Immaginarlo abbandonato ci assale la rabbia, la protesta, perché significa che la classe politica che ha ereditato quello strumento, il teatro, non ha assolto al suo mandato, ha tradito il concetto filosofico del fare politica: lavorar per il benessere degli altri, di coloro che lo hanno delegato.
E' giusto quindi che un movimento di opinione, risvegliato da chi sente il bisogno di avere il teatro della città, scuota le coscienze dei politici, mettendoli di fronte alle loro responsabilità. Riaprire un teatro, rimasto chiudo per irresponsabilità, è un atto politico di grande valore, poiché restituisce alla città quell'anima di cui abbiamo accennato prima, restituisce cultura, occupazione, creatività, passaggio di altre esperienze utili al confronto, al conoscere,al sapere a cui ogni cittadino ha diritto.
Riaprire un teatro deve essere un festa, una vittoria contro la mentalità del profitto che nelle grandi città tende a trasformare antichi teatri, patrimonio della collettività, in centri commerciali, garage e altre diavolerie da condannare.

Mario Mattia Giorgetti

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rivista@sipario.it (La Redazione) I Fatti Fri, 13 Dec 2013 02:08:59 +0100
Autunno teatrale a Casperia - di Ferdinando Bevilacqua https://www.sipario.it/attualita/i-fatti/item/8149-autunno-teatrale-a-casperia-di-ferdinando-bevilacqua.html https://www.sipario.it/attualita/i-fatti/item/8149-autunno-teatrale-a-casperia-di-ferdinando-bevilacqua.html Liliana Paganini e Violetta Chiarini

Violetta Chiarini con la sua Compagnia ha ripreso a Casperia (RI), dopo la pausa estiva, gli appuntamenti teatrali al Piccolo Teatro del Violangelo, inaugurando così il secondo anno di attività relativa al progetto "Teatro in Provincia", ideato da Duska Bisconti, con la collaborazione di Antonia Brancati e Paolo Valentini, e promosso dal Centro Nazionale di Drammaturgia Italiana Contemporanea (Ce.N.D.I.C.), che ha per scopo la valorizzazione e la promozione in Italia e all'estero di opere di autori teatrali italiani viventi.
Alle città del Centro Italia partecipanti alla fase sperimentale, che ha riscosso grande successo, si sono ora aggiunti capoluoghi di provincia dell'Italia del nord, tra cui Pavia e Biella. "14 Teatri X 30 autori", questo è il sottotitolo della nuova edizione 2013-2014 di Teatro in Provincia".
Le serate del 9 e del 30 novembre 2013 a Casperia hanno confermato l'alta qualità dell'offerta cultural-teatrale, non solo per il livello delle opere presentate, ma anche per la presenza di valenti attori della scena teatrale e cinetelevisiva.

Locandina Cendic

Come di prammatica, il pubblico ha votato il testo preferito tra i corti teatrali presentati. Nella manifestazione del 9 novembre è risultato vincitore "Una serata a lume di candela", di Maria Letizia Compatangelo, autrice eclettica con un forte senso dell'evento scenico. Interprete di gran classe, Violetta Chiarini con affascinante autoironia ha sostenuto il ruolo della figlia, complice una brillantissima Liliana Paganini in quello della simpatica madre. Meritano attenzione anche gli altri testi che citiamo in ordine di esecuzione. In "Giugnetto barelliere" di Antonio Sapienza, che affronta in chiave ironica il tema della corruzione, Emanuele Vezzoli, dotato di un fisico essenziale dal piglio aristocratico, ha saputo creare un carattere inaspettato e divertente, affiancato da Nicola Caccavelli, pure in versione di brillante caratterista. Scontro generazionale in "Spiaggia" di Augusto Bianchi Rizzi, con Liliana Paganini, interprete efficace di una madre comicamente invadente nella vita della figlia, cui ha dato voce e corpo l'elegante Cristina Fondi, con perfetta aderenza al personaggio di una giovane poco responsabile e un po' "bambocciona".
In "Solfito di puttana" di Andrea Ozza, una donna pigia l'uva a piedi nudi in un grosso recipiente: è una moglie ripetutamente tradita e disprezzata da un marito antiecologista che ha fatto fallire la fiorente azienda vinicola di famiglia creata dal suocero ed è responsabile della morte di alcune persone per abuso di solfito nel vino. Finale a sorpresa: al termine della pigiatura il recipiente si spacca e ne esce il corpo senza vita dell'uomo che la donna ha affogato nel mosto al solfito. Sarà lei a pagare i debiti del marito con la giustizia e consentirà così al figlio di ricominciare l'attività, producendo onestamente e senza avidità il buon vino di una volta. Violetta Chiarini, in una sua personalissima interpretazione, ha reso con forza straordinaria la dimensione tragicomica di questo monologo. Profondo e particolare il testo di Stefania Porrino, "Il Rondò del Caffè", sul tema della creatività, di cui un'aspirante compositrice, che insegna solfeggio a un allievo (Giuliano Maria Bonci), chiede le regole ad un'affermata musicista. Infine capirà, grazie a quest'ultima, che ogni artista è un microcosmo unico e irripetibile, che nell'arte non vi sono regole e il talento non si può insegnare e che dovrà trovare da sola la sua propria strada. Cristina Fondi ha saputo dare al personaggio dell'artista affermata toni alterni di cruda schiettezza e di calda umanità, e Liliana Paganini nel ruolo dell'aspirante compositrice ha sapientemente alternato i toni polemici a quelli dettati dall'ammirazione e dalla gratitudine. Nel monologo "Nessuno", di Francesco Scotto, testo di forte impegno sociale, Nicola Caccavelli ha rivelato la propria valenza drammatica, interpretando il personaggio del bracciante extracomunitario sfruttato e vilipeso che alla fine muore senza aver potuto riscattare la propria condizione. Come una nuvola leggera e colorata il testo di Massimiliano Perrotta, "La bicicletta", ci porta nella magica dimensione di una strana creatura alle prese con una bicicletta che va in giro da sola. Il giovanissimo Giuliano Maria Bonci ha interpretato con divertente naїveté il personaggio del bambino che vive nel suo mondo ancora incontaminato, mentre Simona Balducci ha reso con garbo squisito l'incredulità della ragazza che, dapprima sorride ironica ai racconti inverosimili del bambino, considerato pazzerello, poi, a poco a poco, affascinata dal mondo di lui, entra anche lei in quella dimensione poetica e fantastica. Partecipata, commovente interpretazione di Emanuele Vezzoli e Nicola Caccavelli in "Prima della notte", di Ferdinando Crini, sul tema dell'eutanasia, riveduta e valutata, tra rimpianti e tormenti dell'anima, da chi l'ha procurata per affetto all'amico del cuore. Ancora Andrea Ozza, giovane autore interessante e fecondo, col monologo "Me spiccia lu munno?", splendidamente interpretato da Liliana Paganini nel ruolo della madre di un bambino malato di cancro. La donna, nel fiorito linguaggio del testo, si rivolge a Dio, con toni ora di sfida, ora quasi d'invettiva, ora di accorata preghiera, perché non si limiti a scatenare disastri ambientali, ma faccia finire davvero il mondo prima che il suo bimbo muoia. Un'interpretazione commovente per un testo antiretorico.
In "A cento metri", di Roberto Traverso, una lavoratrice pendolare, appena abbandonata dal fidanzato, senza le chiavi di casa che ha perduto, sola di notte in un alberguccio a cento metri dalla propria abitazione, in preda a un attacco depressivo, fa il bilancio della sua vita e...per sfuggire al portiere dell'albergo, secondo lei sinistramente misterioso, cade dalla finestra spalancata. Suicidio??? Violetta Chiarini, regista della "mise en éspace", qui di nuovo anche in veste di attrice, crea un personaggio sfaccettato, portando la pièce a una graduale tensione drammatica che coinvolge fortemente il pubblico. In "Composizione" di Ferdinando Crini, due coniugi, ormai nel grigiore della routine, grazie alle emozioni estetiche suscitate dalla contemplazione di un quadro di Mondrian, ritrovano l'antico ardore, rivivendo il loro primo incontro in un museo, davanti allo stesso quadro. Elegante e ricca di garbo raffinato, l'interpretazione di Cristina Fondi ed Emanuele Vezzoli ha chiuso in bellezza la presentazione dei testi di questa prima serata d'autunno teatrale.
La seconda, quella del 30 novembre, ha visto in gara con nuovi testi gli stessi autori, cui si sono aggiunti Luigi Lunari e Leo Augliera, mentre la rosa degli attori si è arricchita della presenza di Vito Di Bella e Stefano Skalkotos. Quest'ultimo, dotato di forte personalità attoriale, ha dato un'interpretazione variegata e divertente del testo di Lunari, "Querela contro (quasi) ignoto", una lettera immaginaria che il marito di Laura, la musa del Petrarca, scrive nel 1347 al capo della polizia di Avignone, per denunciare il ventennale stalking ideologico che sua moglie, donna semplice, non proprio bella e con gli occhietti miopi, subisce da parte del poeta toscano, venuto nella città provenzale al seguito del Papa. Questo monologo è stato il più votato dal pubblico. Esso fa pendant con l'analogo, sempre di Lunari, "Moglie di poeta", in cui Violetta Chiarini, di origini toscane, era perfettamente a suo agio nel personaggio fiorentino di Gemma, la moglie di Dante Alighieri, regalandoci momenti di esilarante comicità. La donna si lamenta delle sue fatiche di casalinga e di madre, e di un marito sempre in giro da un esilio all'altro, o in compagnia degli altri poeti del Dolce Stil Nòvo, che lei considera poco raccomandabili. Ma soprattutto Gemma si duole del tradimento del marito con Beatrice, anche se poi finisce con l'accettarlo perché solo ideologico, in quanto con "donna angelicata". I due monologhi si fanno perdonare il richiamo alle parodie goliardiche per l'interpretazione dei due attori, che conferisce maggiore spessore teatrale al testo e perché scritti con l'arguzia e la finezza letteraria di quel grande autore che è Gigi Lunari.
In "Tramonto a est" di Andre Ozza un fratello convince la sorella a chiudere col passato, sugellando con il divorzio la fine del suo matrimonio. Un dialogo serrato e brioso tra due affiatati ed empatici Liliana Paganini e Vito di Bella. Il testo a più personaggi, "La pecora smarrita" di Leo Augliera, riguarda il tema dell'aborto, trattato nell'ottica di una donna che lo subisce contro la propria reale volontà per mancanza degli strumenti culturali che le consentirebbero di resistere alla pressione familiare e sociale che la spinge contro l'accettazione della vita. Tutti gli attori in scena in un' efficace interpretazione corale per un testo dall'idea di base buona, ma occasione perduta per una scrittura teatrale che qui è sostituita in massima parte dal ruolo del narratore. Anche se non decretato vincitore assoluto dal pubblico, il monologo "Carne in scatola" di Maria Letizia Compatangelo, ci è parso il miglior testo della serata per profondità e teatralità: un poliziotto accusato dell'omicidio di un moderno mercante di schiavi, racconta al giudice, di cui viene molto ben evocata la presenza, la sua versione dei fatti e a poco a poco disvela la sua partecipazione al dramma dell'immigrazione clandestina e delle ragioni che spingono tanti disperati a rischiare la vita nella speranza di poter vivere in un paese libero. Ben calibrata, intensa e commovente l'interpretazione di Vito Di Bella. Pubblico molto attento e partecipe, con ospiti d'eccezione: Pietro Carriglio, regista e scenografo, già direttore di importanti istituzioni teatrali italiane, lo scrittore-giornalista e critico Marcantonio Lucidi, il conte Guglielmo Masetti Zannini, autore teatrale, socio del CENDIC, come, del resto, Violetta Chiarini e Liliana Paganini, Stefano Petrocchi, sindaco di Casperia e Duska Bisconti, che ha presieduto le votazioni, riservando al sindaco la proclamazione del testo di Lunari quale vincitore.
Serate teatrali calde e piacevoli, queste di Casperia, anche quando la rappresentazione ha raggiunto le due ore continue, grazie al buon ritmo impresso alla mise en éspace dalla regia di Violetta Chiarini con il lavoro sui testi e sulla loro interpretazione, certo, ma anche col filo conduttore delle canzoni del suo repertorio internazionale, coniugate ciascuna a un corto teatrale in base al tema.
Suggestivo il disegno luci di Walter de Angelis, funzionale anche alla ripresa televisiva del giovane e valente Emanuele Lotti del DAMS di Roma.

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rivista@sipario.it (La Redazione) I Fatti Thu, 12 Dec 2013 09:47:39 +0100
Philippe Daverio al "Fuori teatro" al Teatro Carlo Felice – 11 dicembre 2013 ore 18 - di Francesca Camponero https://www.sipario.it/attualita/i-fatti/item/8148-philippe-daverio-al-fuori-teatro-al-teatro-carlo-felice-11-dicembre-2013-ore-18-di-francesca-camponero.html https://www.sipario.it/attualita/i-fatti/item/8148-philippe-daverio-al-fuori-teatro-al-teatro-carlo-felice-11-dicembre-2013-ore-18-di-francesca-camponero.html Philippe Daverio

Il Carlo felice ce la mette tutta per rilanciarsi e far affluire pubblico sia in platea che nel foyer con le manifestazioni cosiddette "fuori teatro", uno dei quattro filoni di eventi, organizzati in collaborazione con Qui Group. Mercoledì 11 dicembre alle ore 18 era in programma un ospite d'eccezione, Philippe Daverio, il critico d'arte più "eccentrico" d'Italia e valente studioso di musicologia storica, protagonista del terzo incontro di "Indovina chi viene a Teatro?". Il foyer del Carlo Felice gremitissimo, assume l'aspetto del dehor di un bar estivo, colmo di tavolini e sedie in vimini color grigio pallido, dove gli spettatori si radunano a gruppi. D'obbligo ordinare un the o un aperitivo per riempire le tasche della Pasticceria Svizzera oramai partner fissa del teatro genovese. Ma il marmo di carrara che riveste le pareti del teatro è davvero poco adatto ai tavolini in vimini e il tutto ha un aspetto stridente e poco invitante. Lo nota anche Daverio che appena si siede al suo tavolo avanti agli altri (in vimini grigio anche quello) dice senza problemi rivolto al pubblico: "Così siamo bassi e non ci vediamo". A correggere il tiro sono prontissimi i due intervistatori Simone Brizio e Massimo Arduino, speaker del Carlo Felice Streaming TV :"Dietro di lei c'è un grosso schermo, non si preoccupi, la vedono e sentono tutti, compresi i telespettatori lontani". Daverio cortese sorride e dopo aver chiesto al bar un gin tonic che tarda ad arrivare, comincia a disquisire sull'efficacia di internet e you tube, che definisce la più grande discoteca al mondo. "Sono sostenitore della libertà su internet, - dice il critico - però ci vuole una guida per navigare, anche lì bisogna sapere da dove arriva il vento". Uno degli intervistatori azzarda la domanda:" Come vede il futuro del teatro d'opera ad oggi?" Daverio risponde così: "La nostra cognizione attuale è sincronica. Il nuovo mondo di guardare le cose ci apre una nuova chiave di lettura. Stiamo per diventare più intelligenti, del resto questo termine è piuttosto moderno. Non si parlava di intelligenza al tempo dei greci e dei romani, la definizione di intelligenza si forma in medioevo ed ancora adesso nelle diverse lingue ha significato totalmente diverso. Amo giocare con le parole e mi diverto a studiare la loro etimologia. Da noi si fa arte recitando o suonando, in Inghilterra e Francia l'arte si fa giocando, play e jouer sono i verbi usati per l'esecuzione dell'arte. Questo vorrà ben dire qualcosa?!".
Avremmo voluto sapere qualcosa riguardo il suo nuovo libro "Guardar lontano veder vicino" - Esercizi di curiosità e storie dell'arte (Rizzoli, 2013), che lui definisce un viaggio esoterico nelle storie dell'arte. Un nuovo testo in cui parla del Rinascimento attraverso storie di persone e di immagini, affrontando ogni argomento con un atteggiamento di ricerca e di curiosità, ma dopo un ora di attesa l'argomento sembrava ancora lontano e l'incontro assumeva sempre più i connotati da Truman show. Sono andata via anzi tempo, non era cosa per me e non avrebbe dovuto esserlo neanche per il Carlo Felice, peccato.

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rivista@sipario.it (La Redazione) I Fatti Wed, 11 Dec 2013 23:01:19 +0100
SIPARIO BIS - Avviso importante per gli Autori di teatro https://www.sipario.it/attualita/i-fatti/item/7894-avviso-importante-per-gli-autori-di-teatro.html https://www.sipario.it/attualita/i-fatti/item/7894-avviso-importante-per-gli-autori-di-teatro.html Sipario Bis

A partire dal 16 settembre 2013, sul Portale www.sipario.it è aperta una sezione, denominata Sipario/Bis (Biblioteca internazionale dello Spettacolo), per ospitare opere di Autori di teatro, italiane e straniere, disponibili alla consultazione ed, eventualmente, su istruzioni dell'Autore, sulla possibilità di essere scaricate da soggetti idonei alla produzione, dopo preventivi accordi con l'Autore stesso.

L'iniziativa, ripetiamo, è principalmente indirizzata a chi produce spettacolo, sia a carattere professionale, sia a carattere amatoriale, e per consentire una maggiore visibilità delle creazioni drammaturgiche di Autori di diversi Paesi.

Per tale sevizio, sostenuto dalla Fondazione Teatro Carlo Terron, viene richiesto un contributo di 20 euro per ogni testo depositato, disponibile alla consultazione per 12 mesi a partire dal momento del deposito.

La struttura del progetto Sipario/Bis sarà divisa in tre moduli: "Monologhi", Testi "a due personaggi", Testi "a tre o più personaggi". Ogni testo dovrà essere accompagnato da una sinossi di trenta righe nella lingua madre dell'Autore che anticiperà la lettura del testo per consentire ai soggetti interessati di conoscere genere, trama e contenuti dell'opera.
Chi fosse interessato a tradurre la sinossi in diverse lingue, il compito sarà svolto per convenzione, dall'Associazione Officina Lingue, che applicherà un prezzo agevolato di 15 euro a sinossi di trenta righe.

L'accesso a Sipario/Bis sarà disciplinato da un sistema di registrazione del richiedente, in modo da consentire un eventuale dialogo tra l'Autore prescelto e il diretto interessato.
Ogni testo, consegnato in formato Pdf, con carattere di scrittura a scelta, registrerà in maniera visibile il numero dei lettori, in modo che l'Autore possa verificare il grado d'interesse della propria opera.

Si consiglia di prenotarsi inviando un' e-mail a rivista@sipario.it precisando il proprio indirizzo e-mail per ricevere conferma dell'avvenuta prenotazione con le modalità di pagamento a favore della Fondazione Teatro Carlo Terron.

Mario Mattia Giorgetti

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rivista@sipario.it (La Redazione) I Fatti Wed, 11 Dec 2013 01:00:00 +0100