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Giovedì, 13 Ottobre 2011
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Voix sans paroles

La parola snatura, fa male, tormenta. Quando cerca di scalfire il silenzio, il silenzio la respinge, la allontana. Non può entrare a far parte del silenzio di cui rappresenta il vilipendio. Divora l’io cosciente, ma al tempo stesso lo nutre. Bisogna comunicare con il silenzio scavando nella parola attraverso un processo di erosione sequenziale.
Un lavoro sulla voce e un’esperienza di voci. Una riflessione intorno alla tragedia a partire dal mito, ma al tempo stesso una ricerca sulla situazione contemporanea. Nanténé Traoré condurrà un percorso di esplorazione sui suoni, i timbri e i colori della voce, che presenterà in forma di oratorio, insieme a un gruppo di studenti di discipline teatrali.

C’è in ognuno di noi una moltitudine di voci che nemmeno immaginiamo. Come riuscire a farle affiorare sul palcoscenico? Da dove vengono? Come richiamarle? Cercheremo di scavare in ogni piccola fenditura per far dischiudere tutte queste voci. Attraverso il corpo, la voce, lo spazio, il testo, tenteremo di far emergere tutte le espressioni della voce: asserzione, stupore, scherno, orrore. È una ricerca che richiede generosità; apertura all’esplorazione di sé e disponibilità a condividerla con gli altri sul palcoscenico; spazi che favoriscano la circolazione delle energie e del pensiero. Molto tempo sarà dedicato a un lavoro sulla concentrazione attraverso esercizi di improvvisazione.
Muovendo dall’analisi dei classici per arrivare fino a Didier-Georges Gabily, esploreremo differenti modi di impadronirsi della lingua (suono, ritmo, significato), da una partitura a più voci fino al monologo, per arrivare a scoprirne le più nascoste sfumature. [Nanténé Traoré]

Giovedì, 13 Ottobre 2011
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Carne trita

Con il debutto del quintetto Carne trita, il Teatro Ca’ Foscari ospita A.L.D.E.S. Associazione lucchese danza e spettacolo, diretta da Roberto Castello, che ha coordinato le sorprendenti coreografie di “Vieni via con me”, la trasmissione di Rai 3 con Fazio e Saviano.

Gli umani mi piacciono. Tanto. Passerei tutto il mio tempo a osservarli fantasticando su chi sono, cosa sognano, come sorridono, come guardano chi amano, come ridono, a cosa non sanno resistere, come sono nell'intimità. Tutti ciò che penso ha a che fare direttamente o indirettamente con le relazioni e gli affetti che mi legano ai miei simili; come d'altronde è lecito supporre sia per qualsiasi altra specie animale, il che fa riflettere sul valore assoluto delle opere dell'ingegno umano. Coreografare è fare leva su questo meccanismo atavico - quello che fa sì che la vista di una persona scateni sempre una proiezione sulla sua possibile identità e delle sue possibili intenzioni - per creare quadri tridimensionali di persone e cose in movimento capaci di accendere suggestioni, pensieri, reminiscenze, libere associazioni, sogni. E' condividere con gli spettatori il proprio mondo interiore usando un linguaggio che utilizza tutto il sistema percettivo, e per questa ragione è molto più immediato e immaginifico della parola. Carne trita è un concerto - una composizione strutturata di movimenti, gesti e voci - che utilizza la potenza evocativa della figura umana per uno stralunato, e tutto sommato divertito, inno all'insensatezza del destino; per un sincero omaggio alla mitezza, alla tenacia e alla legittima indignazione di chi non ha motivo di credere nella concreta possibilità di un futuro più dignitoso. [Roberto Castello]

Giovedì, 13 Ottobre 2011
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A.L.D.E.S.

A.L.D.E.S. è una associazione di artisti e operatori culturali che dal 1993, sotto la direzione di Roberto Castello, produce e promuove opere di sperimentazione coreografica con particolare attenzione alle forme di confine fra danza e arti visive, danza e nuove tecnologie, danza e teatro, realizzando spettacoli, video, installazioni, performances e manifestazioni che hanno come oggetto il corpo, il movimento e la loro rappresentazione.

I progetti A.L.D.E.S. sono caratterizzati da una particolare attenzione al rapporto fra azione coreografica e spettatori, quindi a tutte quelle forme di danza contemporanea che hanno connotati non convenzionali e sperimentano nuove forme di rapporto spazio/temporale fra spettatori e opere.

Giovedì, 13 Ottobre 2011
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Lady Grey

Lady Grey è una riflessione sull’identità femminile. I pensieri di una ragazza come tante, espressi in un monologo vivido e disarmante che ne rivela la vita per quello che è veramente: selvaggia, energica, con profondi dolori e gioie intense. L’ordinario, il quotidiano, trasformati da una voce che riesce a rivelare quel che giace sotto la superficie. Profonde verità poetiche espresse con uno spirito pungente e spietato.
La protagonista racconta semplicemente di sé, in parte attraverso un episodio della sua esperienza di ragazzina, a scuola: la maestra chiede a tutti di fare il “mostra e dimostra” ovvero,portare in classe qualcosa di importante, un oggetto, un animale domestico, una foto, e parlarne. Lei non porta nulla, si spoglia completamente e mostra se stessa. Lo racconta al pubblico, e descrivendo questo e altri episodi minimi svela, ricomponendola, la sua identità.
Il talento di Will Eno, celebrato autore americano, sta anche nella capacità di mettere in relazione il pubblico con i suoi personaggi: Lady Grey chiede allo sguardo del pubblico di farla vivere, e si rifiuta di lasciarlo al buio catturandone invece l’attenzione con domande e rivolgendosi agli spettatori direttamente e continuamente.
L’essenza teatrale del monologo è nell’alternanza tra i movimenti scenici impercettibili e la rapida intensità del testo: la prosa densa di Eno è una sorta di lista della spesa esistenziale, fatta in egual misura d’amore, senso di perdita e umorismo sferzante.

Giovedì, 13 Ottobre 2011
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Isabella Ragonese

Isabella Ragonese, attrice di teatro e di cinema, vince nel 1998 il primo premio al Concorso Nazionale INDA (Istituto Nazionale Dramma Antico) con un saggio breve sulla figura di Ecuba nella tragedia euripidea. Si diploma a Palermo in recitazione alla scuola Teatès di Michele Perriera e si perfeziona tra gli altri con Emma Dante, Danio Manfredini, Mimmo Cuticchio e Carlo Cecchi. Parallelamente studia teatro-danza con alcuni tra i maggiori esponenti in campo internazionale. Alterna da subito esperienze di autrice e regista, oltre che interprete di suoi lavori, a collaborazioni significative con Alfonso Santagata (in Tragedia a Ghibellina) Davide Enia (che la dirige in Malangelita) e Francesca Comencini (nell’impegnato Libere andato in scena nel 2010).
La popolarità arriva nel 2006 col suo primo film Nuovomondo per la regia di Emanuele Crialese. Del 2009 i film Due vite per caso, regia di Alessandro Aronadio, Oggi sposi di Luca Lucini e Dieci Inverni, opera prima di Valerio Mieli. Nel 2010 interpreta Elena, la moglie di Elio Germano, nel film La nostra vita di Daniele Lucchetti ruolo per il quale si aggiudica il Nastro d'Argento come miglior attrice non protagonista e la candidatura al David di Donatello nell’anno successivo.

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