mercoledì, 12 giugno, 2024
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Venerdì, 05 Aprile 2024
Pubblicato in Sinopsi testi

GRAN BAZAR (il criceto oreintale)
de Fiammetta Carena

Une sorte de grand bazar ambulant, le Grand Bazar, ouvre et ferme ses portes en se déplaçant dans un monde ravagé par des explosions aussi fréquentes qu'incongrues, par le manque d’eau, par un déclin généralisé. Une chaleur effroyable pèse sur tout. Le Grand Bazar vend une eau de source extrêmement rare en bouteille en verre ; des larves, des grillons, des sauterelles et des ermites sous vide ; des vêtements simples mais de grande qualité pour dames et messieurs ; de petits miroirs pour mieux se connaître... Et ce n'est pas tout : lecture de la main avec services sexuels éventuels moyennant un petit supplément, tarot, horoscope, coiffure par le coiffeur Antoine et une brève consultation avec le psychologue du Grand Bazar, le trio Rebecca (un et trois, masculin et féminin). Enfin, la délicatesse que tout le monde rêve de pouvoir manger : le hamster oriental, une grande rareté. Trois hommes - employés ? Vendeurs ? Cadres ? - font la publicité des merveilles infinies du Grand Bazar au mégaphone. Un client mélancolique, craintif et plein d'espoir arrive à l'heure d'ouverture et est immédiatement submergé par des offres mirifiques, des biens totalement superflus, une lecture de la main, un horoscope, une courte séance de psychothérapie avec le trio Rebecca, un petit ajustement - sans eau - des cheveux avec le grand Antoine pendant que des explosions plus ou moins lointaines se succèdent. Et il achète, hébété, entraîné dans le tourbillon. Il achète un sombrero, des larves et des sauterelles, des shorts de football, un ours en peluche, un miroir. Les trois employés/vendeurs/cadres se servent d'une benne à ordures d'où ils extraient les différents articles et vêtements, perruques, peignoirs, accessoires variés, pour ensuite les remettre à l'intérieur. En effet, ce sont eux trois qui représentent tour à tour le coiffeur Antoine et ses clientes, le trio Rebecca, le lecteur de tarot Fritz et la lectrice de la main, la gitane Sibilla, qui parle une langue incompréhensible. Au moment du paiement (roubles, yens, dollars, tout est bon), le client est accusé d'être un "agent étranger" non spécifié. Il est soumis à des intimidations et à un interrogatoire musclé (les mêmes trois employés en tant que policiers), nie les accusations, terrorisé. Et... voilà, les lumières se rallument dans la salle : c'était tout un jeu, un spectacle au bénéfice des clients du Grand Bazar (le public dans la salle). Le client a une crise nerveuse : il pleure, rit, bave, implore la pluie... Il implore les chênes, les roses, les étoiles, qu'il a vus dans les dessins, pas dans la vie. Mais la réalité est implacable :tout se remet en place et au client est offert gracieusement une collation à base de larves. Le Grand Bazar est généreux, il est impérissable. Un monde futur ou un univers parallèle absurde ?
Possible ? Redoutable ? Qui sait...

Venerdì, 05 Aprile 2024
Pubblicato in Sinopsi testi

GRAN BAZAR (il criceto oreintale)
de Fiammetta Carena

Una specie di grande magazzino ambulante, il Gran Bazar, apre e chiude i suoi battenti muovendosi in un mondo devastato da esplosioni tanto abituali quanto incongrue, dalla mancanza d’acqua, da un disfacimento generale. Su tutto incombe un caldo spaventoso.
Il Gran Bazar vende rarissima acqua di sorgente in bottiglietta di vetro; larve, grilli, cavallette e termiti sotto vuoto; abbigliamento semplice ma di ottima qualità per signore e signori; piccoli specchi per conoscersi meglio… E non basta: lettura della mano con eventuali servizi sessuali per un piccolo extra, tarocchi, oroscopo,  dei capelli eseguita dal coiffeur Antoine e un breve consulto con lo psicologo del Gran Bazar, il trio Rebecca (uno e trino, maschio e femmina).
Per finire, la prelibatezza che tutti sognano di poter mangiare: il criceto orientale, grande rarità.
Tre uomini - buttadentro? Commessi? Dirigenti?- pubblicizzano al megafono le infinite meraviglie del Gran Bazar. 
Un cliente malinconico, timoroso e speranzoso arriva all’orario di apertura e viene subito travolto da offerte mirabolanti, beni totalmente superflui, lettura della mano, oroscopo, breve seduta psicoterapeutica con il trio Rebecca, aggiustatina -senza acqua- ai capelli con il grande Antoine mentre si susseguono esplosioni più o meno lontane.
E lui compra, inebetito, trascinato nel gorgo. Compra un sombrero, larve e cavallette, pantaloncini da calcio, un orso di peluche, uno specchio.
I tre buttadentro/commessi/ dirigenti si servono di un cassonetto della spazzatura da cui estraggono le varie merci e camici, parrucche, vestaglie, accessori vari, per poi ributtarli dentro.
Sono loro tre, infatti, a rappresentare di volta in volta il parrucchiere Antoine e le sue clienti, il trio Rebecca, il lettore di tarocchi Fritz e la lettrice della mano, la zingara Sibilla, che parla una lingua incomprensibile.  Al momento del pagamento (rubli, yen, dollari, tutto va bene) il cliente viene accusato di essere un non meglio specificato ‘agente straniero’. Viene sottoposto a intimidazioni e a un pesante interrogatorio (i soliti tre buttadentro in veste di poliziotti), nega le accuse, terrorizzato. E… voilà, si accendono le luci in platea: era tutto un gioco, uno show a beneficio dei clienti del Gran Bazar (il pubblico in sala). Il cliente ha un crollo nervoso: piange, ride, sbava, invoca la pioggia… Invoca le querce, le rose, le stelle, che lui ha visto nei disegni, non nella vita. Ma la realtà è implacabile: tutto si ricompone e al cliente viene offerto in omaggio uno spuntino a base di larve. Il Gran Bazar è generoso, è imperituro. Un mondo futuro o un universo parallelo assurdo? Possibile? Temibile? Chissà…

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