giovedì, 28 maggio, 2020
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INTERVISTA a VINICIO MAININI - di Michele Olivieri

Vinicio Mainini. Foto Massimiliano Pappa Vinicio Mainini. Foto Massimiliano Pappa

Vinicio Mainini inizia la sua formazione coreutica e lo studio della danza presso la scuola dei Fratelli Turchi a Roma. In seguito si perfeziona con maestri di fama internazionale. Per la danza classica: F. Bennati, W. Venditti, T. Rigano, V. Biagi, A. Angelini, J. Cauley, M. Blanco, R. Strayner, G. Popescu, V. Litvinov, M. Trayanova, H. Diolot, R. Nuñez, J. Bosioc, G. Bodnarciuc, S. Messerer, D. Howard, S. Banica, G.F. Harnaud, R. Fascilla, L. Glovaska, L. Gattei, B. Geroldi. Per la danza moderna: R. Greco, M.T. Dal Medico, M. Mattox, G. Landi, M. Peters, R. North, Luigi, R. Salaorni, L. Falco, R. Yokoyama, A. Senner, J. Antonio, L. Bouy, N. Watt, F. Ludin ed altri. Vinicio Mainini inizia ad insegnare danza contemporanea nel 1983, dopo aver studiato e danzato con la “Louis Falco Dance Company” di New York. Lavora a Milano per diversi anni dove, con il “Centro per lo spettacolo culturale C.S.C.” e R. Yokoyama, fonda la “Compagnia Rompicapo” con la quale ottiene grandi consensi di pubblico e critica. Oltre ad essere interprete della compagnia, come ideatore sviluppa il metodo Falco mediante la sperimentazione coreografica. Da insegnante tiene corsi e stage in Italia e all’estero per la formazione professionale, l’aggiornamento dedicato ad insegnanti e danzatori professionisti. A Madrid insegna per diversi anni ai corsi professionali, per l’“Asociaciòn Cultural por la Danza”. Collabora negli anni con l’“Office Culturel de Cenon” in Francia, dove tiene conferenze, mostre fotografiche e laboratori coreografici. Insegna per i corsi di formazione del “Centro di danza di Greco/Dal Medico”, collabora con il G.T.S di Anzio e Nettuno. Dal 1993 al 1999 è direttore artistico ed insegnante dell’Associazione Italiana Danzatori e coreografo della Compagnia del Momino’s Dance Theater. Nel 1994 lavora come coreografo per la “Compagnia del Balletto Europeo”. Dal 2001 è insegnante presso il Centro di danza di M. Castriota e coreografo della Compagnia Skandenber. Da diversi anni collabora con i centri “Accademico di A. Della Monica”, “Excelsior” di S. Corcione, “A.C.S.D. di R. Sicignano”. Collabora come insegnante e coreografo alle attività dell’Associazione per lo spettacolo “Arteca” diretta da Amalia Salsano. Ha lavorato come insegnante e coreografo per la “Compagnia Jazz Ballet” di Adriana Cava. Attualmente è co/direttore della “Compagnia Nazionale del Balletto” e collaboratore delle Attività del Centro A.I.D. di Roma e del MAC Molinari Art Center, collabora come insegnante ospite di modern per il “Centro Lyceum” di Mara Fusco a Napoli. Per alcuni anni è stato co/direttore artistico dello stage estivo “Danzamaremito” di Ascea Marina. Partecipa agli stage ed agli eventi del “Centro California” di Milano. È nel cast degli insegnanti dell’Upam Università Popolare Arte Musical. Esperienze televisive: danza come solista e primo ballerino, per la RAI e Mediaset in numerosi varietà e show televisivi come: Il ribaltone, Tilt, Domenica in, Drim, Tutto compreso, Due di tutto, Festa italiana, Se Parigi..., Premiatissima 1 e 2, Noi con le ali, Zodiaco, Carnevale, Fantastico 10, Donna sotto le stelle, Miss Italia 90, Cercasi Rossella, Noi con le ali, La canzone del secolo, Siempre in domingo ecc. Lavora in Uragano Slam con Stefania Rotolo, Recital con P. Juvet, Tour Messico di Gino Landi con S. Pinal, Dalle punte al rock con Oriella Dorella. Prende parte all’inaugurazione Velodromo Borsellimo, Galà di beneficenza per AIRC, Galà Anziodanza, Theleton, Danza per il Kosovo, Festival la Cultura del Mito, Galà di San Marino, Galà Pesaro Danza. Ha fatto parte delle compagnie e degli enti lirici: Compagnia del Balletto di F. Bennati e l. Lojodice, Louis Falco Dance Company di L. Falco e R. Bufano, Rompicapo Dance Company di R. Yokoyama, Balletto Jazz C.S.C di N. Laudati, Bussotti Opera Ballet di S. Bussotti, Compagnia Nirvana e Compagnia di danza Contemporanea di R. Greco e M.T. Dal Medico, Compagnia Italiana del Balletto Classico di T. Rigano, Compagnia Stabile del Comunale di Bologna, Teatro La Fenice di Venezia, Teatro San Carlo di Napoli e Compagnia teatrale di Vittorio Gassman. Inoltre ha studiato anche con i maestri e coreografi: Flavio ed Enzo Paolo Turchi, U. Pergola, F. Estil, J. Guelis, N. Laudati, M. Peters, G. Landi, C. Tamborra, F. Mazzucchelli, F. Miseria, R. Yokoyama, R. Greco, M.T. Dal Medico, J. Cauley, R. Quaglia, A. Cocco, G. Borni, M. Brancaccio, R. North, J. Antonio, P. King, L. Bouy, L. Savignano, M. Mattox, N. Watt, S. Wynne, F. Ludin, D. Ezralow, L. Falco, R. Nureyev. In carriera ha ricevuto, tra gli altri, il primo premio per la migliore coreografia nella categoria della danza contemporanea, a “Danzare 95 Roma”. Nel 2002 ha ricevuto un riconoscimento dall’Assessore alla Cultura e dal Sindaco di Cassino per l’impegno e il lavoro svolto nello sviluppo della danza. Dalla Fondazione Avella Città d’Arte nel 2018 ha ricevuto il Premio alla Carriera, durante il Gala in Omaggio al Maestro Ricardo Nuñez.

Carissimo Vinicio, con quale spettacolo sei andato in scena per la prima volta e quali emozioni conservi?
Ho un ricordo che mi emoziona al solo pensiero, quando partecipai ad una bellissima tournée dal nome “Uragano Slam” in cui danzavo accanto ad una grande professionista, Stefania Rotolo, con lei ho iniziato e la porto sempre nel mio cuore.

Cosa ricordi del tuo primo giorno in sala danza da allievo?
Che ero molto felice e nello stesso tempo avevo paura di non essere bravo come gli altri... Mi impegnavo particolarmente per riuscire a fare gli esercizi che mi insegnavano.

Che aria si respirava presso la scuola dei Fratelli Turchi a Roma?
Eravamo un gruppo molto affiatato, ci aiutavano e nello stesso tempo ci sfidavano, l’atmosfera era creativa e tutti noi volevamo dimostrare di essere bravi e pronti per andare in scena.

Sei stato danzatore in alcune tra le più importanti trasmissioni televisive italiane, hai mai sentito il peso di essere sempre all’altezza?
Ho superato le mie paure impegnandomi con costanza, se nutrivo delle incertezze ripetevo le sequenze all’infinito.

Ma com’è nato, da piccolo, il tuo amore per la danza?
Ho iniziato all’età di diciotto anni, ero un assiduo frequentatore di discoteche, un giorno con un amico decidemmo di frequentare una scuola di danza a Roma e fu così che non mi fermai più!

Tra tutti i tuoi incontri artistici con chi hai avuto maggiore empatia?
Artisticamente con Louis Falco, il suo stile mi ha incantato, una grande intesa l’ho avuta danzando con mio fratello Fabrizio, con Ranko Yokoyama e con Giovanna Spalice la mia compagna di vita.

Quali sentimenti provi oggi a ripensare ai grandi successi televisivi del passato di cui hai fatto parte?
Sono grato a tutti i maestri coreografi e colleghi con cui ho avuto l’onore di lavorare e con i quali ho condiviso le mie esperienze televisive, quindi il primo sentimento è di riconoscenza, sono orgoglioso di aver partecipato a numerosi successi che rappresentano le più belle pagine della televisione.


Tra tutti i coreografi con i quali hai lavorato chi ha fatto la differenza?
Mi devo ripetere Louis Falco ed aggiungerei anche Ranko Yokoyama con la quale ho danzato per numerosi anni. Da loro ho imparato in misura notevole.

Ti aspettavi, da giovane, tutto quello che ti sarebbe accaduto intraprendendo la carriera professionale?
No Michele non mi aspettavo tanto lavoro e fortuna, sono gli incontri con i grandi maestri che segnano la strada, poi dipende tutto dalla singola determinazione.

Com’è cambiata la televisione dai tuoi esordi ad oggi?
È cambiata molto, in passato c’erano programmi dove il danzatore era protagonista, ad esempio nei Fantastici avevamo un corpo di ballo molto numeroso con soubrette, primi ballerini, attrazioni e solisti, era uno staff incredibile, la qualità era messa in evidenza con la partecipazione di artisti ospiti eccezionali. Le reti televisive offrivano programmi dove la Danza aveva enorme rilievo. Oggi purtroppo in televisione non ci sono più grandi varietà, e questo mi dispiace molto!

Se dovessi stilare una sorta di classifica tra tutte le trasmissioni di successo in cui hai preso parte, quali metteresti sul podio e perché?
Metterei “Noi con le Ali” per la regia e le coreografie di Gino Landi, dove noi danzatori eravamo i protagonisti raccontando attraverso la danza le nostre ambizioni ed i nostri sogni, oltre a danzare recitavamo e cantavamo. E naturalmente anche “Fantastico 10” per la regia di Furio Angiolella e le coreografie di Franco Miseria, in cui ho danzato con mio fratello Fabrizio. Sono stati due momenti importanti per la mia maturità artistica.


Quali consigli ti senti di offrire ai giovani che sognano fortuna nel mondo dello spettacolo, in particolare quello televisivo?
Di arrivare alle audizioni con assoluta determinazione e soprattutto con una buona preparazione tecnico-artistica, se dovesse andare male sarà un’esperienza in più, ci saranno altre occasioni. Nella danza non si finisce mai di imparare!

Attualmente qual è l’aspetto che ti gratifica maggiormente nella professione del docente?
Avere un gruppo di giovani che sono come ero io quando ho iniziato... Con grande voglia di imparare e di danzare. Mi gratifica vederli crescere tecnicamente ed artisticamente, la loro crescita è anche la mia.


Un cattivo insegnante può causare anche danni seri a un danzatore, cosa ne pensi a tale proposito?
Un insegnante deve possedere una grande preparazione tecnico-artistica, disporre conoscenza di anatomia, un buon dialogo con i gli allievi/e, capire le loro fragilità. Se non si hanno queste conoscenze si possono fare parecchi danni…

Per le tue creazioni coreografiche da cosa ti lasci ispirare?
La musica è la mia ispirazione primaria, il soggetto, il tema ed i protagonisti sono la base su cui lavorare, il movimento nasce spontaneo ed in modo naturale prende forma il lavoro coreografico.

A distanza di anni, come ti ha realizzato, in termini personali, l’aver scelto il mondo dello spettacolo?
Oggi penso che non avrei potuto fare altro, sono felice di poter continuare con la danza perché amo insegnare e creare nuovi lavori, ricercare e rinnovarsi è continuamente stimolante.

Qual è stato il momento decisivo per la tua carriera?
Quando ho deciso di sostenere l’audizione per “Lo Spazio di Leonardo” di Louis Falco. Il suo stile, la sua energia, le sue dinamiche sono stati per me la strada vincente da percorrere.

Quali sono le maggiori differenze dalla danza in Italia a quella negli Stati Uniti per tua diretta esperienza?
Sono quelle delle opportunità di fare esperienze che formano un danzatore ed in seguito di trovare lavoro in una compagnia, in Italia non abbiamo più le compagnie che avevamo negli anni Ottanta che circuitavano ovunque. Hanno tagliato sempre più i fondi per lo spettacolo, chiuso teatri e compagnie... ed ecco che i nostri talenti cercano fortuna fuori dal nostro paese. Gli Stati Uniti hanno costantemente rappresentato un punto di riferimento per noi danzatori e coreografi. Le loro rinomate compagnie di balletto classico, modern, jazz, le loro storiche scuole dove un allievo può studiare e formarsi in ogni tecnica e stile, i loro musical, sono certamente una grande attrazione per chi ama la danza. Molti talenti italiani che hanno fatto un percorso nelle nostre scuole di balletto hanno poi attraverso borse di studio preso la strada degli Stati Uniti per potersi completare artisticamente, con il sogno di far parte in seguito di una compagnia di balletto.

La nostra intervista nasce dal ricordo comune per Stefania Rotolo, tu hai avuto la fortuna di lavorare al suo fianco, ti lascio carta bianca per raccontare ciò che desideri in sua memoria.
Era una donna determinata, piena di vita che non si risparmiava mai nel lavoro, la scena era il suo ambiente naturale, i suoi bellissimi occhi azzurri ed il suo sorriso resteranno sempre impressi nella mia memoria.

Tra tutti i personaggi televisivi italiani che hai frequentato nel periodo d’oro, chi ti è rimasto particolarmente impresso?
Sicuramente per la sua storia e per ciò che ha dato alla televisione, oltre che al teatro, il maestro Gino Landi con il quale ho lavorato ed imparato tantissimo, è un professionista di grande cultura. Voglio aggiungere due altri maestri e coreografi che mi hanno dato molto artisticamente, Renato Greco e Maria Teresa Dal Medico con i quali ho danzato per diversi anni nella loro compagnia, e che si sono rivelati preziosi protagonisti del panorama televisivo e teatrale.

Parlami di Louis Falco e dell’esperienza vissuta nella sua compagnia?
Louis Falco è stato un maestro che mi ha cambiato il modo di vedere la danza, aveva grande umiltà ed altruismo, trasmetteva con passione le sue idee e la sua visione del movimento. Lavorare con lui è stata una esperienza che mi ha indicato il giusto percorso da seguire, grazie Louis!

In cosa consiste e come si differenzia il suo metodo di danza dagli altri?
Il suo lavoro richiedeva una buona preparazione di tecnica classica con una fusione di stili che partivano dalla tecnica Humphrey-Limón con l’aggiunta di un feeling Jazz, il suo metodo evidenziava i movimenti circolari con le cadute ed il recupero del peso, giocando sulle dinamiche del corpo, richiedeva dal danzatore una forte personalità. Quello che metteva in evidenza era la gioia di danzare con naturalezza e semplicità. Louis Falco è stato un precursore di quello che oggi vediamo nella danza modern/contemporanea. Penso che la differenza con gli altri stili sia nella fluidità e nelle dinamiche del suo movimento rappresentato con vivacità e giocosità. Un esempio è il film “Fame” del 1980 per la regia di Alan Parker, con le meravigliose coreografie di Louis Falco.

Un ricordo per Roberto Fascilla, indimenticabile maestro per molti di noi?
Il maestro è stato per tanti di noi un esempio di generosità e di professionalità. Vedevo in lui un padre, aveva sempre il consiglio giusto. Sotto la sua direzione artistica ho lavorato al Teatro San Carlo di Napoli ed è stata una bellissima esperienza professionale, perché ho danzato due capolavori di Rudolf Nureyev: “Cenerentola” e “Schiaccianoci”. Porto il maestro nel cuore, gli devo molto.

E per Rudolf Nureyev il ballerino dei ballerini?
Ho avuto oltre che il piacere, il grande onore di conoscere il danzatore che per noi rappresenta l’immagine della danza per eccellenza, senza togliere nulla a tanti altri étoile. Ho lavorato con lui in due produzioni “Cenerentola” dove Nureyev danzava interpretando il ruolo da regista nella sua favola e “Lo schiaccianoci” con le sue coreografie. In sala prove ed in scena quando c’era lui tutti eravamo sull’attenti, molto puntuali e professionali, era un maestro del rigore e della precisione, è stata una straordinaria esperienza.

Come si è evoluta nel tempo la tua passione per la disciplina coreutica?
Ho sempre mantenuto alto il livello di crescita tecnico-artistica, la migliore ricerca che possiamo fare è quella di lavorare per rinnovare il proprio bagaglio mediante l’insegnamento e la coreografia, tutta la nostra esperienza deve guardare avanti per fornire nuovi obiettivi. La ricerca attraverso scambi e collaborazioni è importantissima!

Che esperienze di spettacolo hai maturato con la disciplina del classico?
La tecnica classica e la danza moderna in tutte le sue forme sono state fondamentali. Ho danzato per la Compagnia Italiana del Balletto Classico diretta da T. Rigano, Bussotti Opera Ballet di S. Bussotti-R. Quaglia, J. Cauley, Compagnia del Balletto di F. Bennati e L. Lojodice, balletti del repertorio classico ed anche opere ed operette in alcuni importanti teatri nazionali, tra cui il Comunale di Bologna, il Teatro La Fenice di Venezia, il Teatro San Carlo di Napoli ed altri ancora.

Tra i tutti i balletti del grande repertorio accademico quale preferisci?
“Onegin” di J. Cranko. Musiche e coreografie bellissime!

Due persone a me molto care, Vittorio Biagi e Oriella Dorella. Un aggettivo per entrambi?
Ho avuto il piacere di lavorare con entrambi. Il maestro Biagi è un grande artista che ama la danza profondamente, è stato un danzatore di forte temperamento con assoluta presenza scenica, lo stesso temperamento che ha caratterizzato i suoi lavori coreografici, preciso e puntuale nella tecnica... nutro grande stima per il maestro. Oriella Dorella bellissima ed elegante interprete del nostro balletto, è un esempio di qualità e professionalità.

Secondo te, quali sono le doti fisiche che bisogna necessariamente possedere per danzare, a prescindere dallo stile?
Un danzatore deve possedere una buona predisposizione fisica, longilineo e con un corpo flessibile, musicalità e presenza scenica, ma soprattutto deve essere supportato da volontà e spirito di sacrificio.

Donare anima e corpo al mondo della danza è estremamente affascinante, ma anche molto faticoso, ancor di più quando lo si pratica a livello professionale. A te cosa ha dato e cosa ha tolto la danza in generale?
Solo molto soddisfatto del percorso fatto, ho imparato tanti stili differenti, ho collaborato e danzato con grandi maestri e coreografi; ho fatto anche tanti sacrifici per poter svolgere questa professione ma, sinceramente, li rifarei perché la danza mi ha donato immense emozioni.

Un tuo spassionato giudizio sul mondo della danza, visto dall’interno?
Il nostro mestiere ci rende dei nomadi, siamo sempre alla ricerca di un nuovo contratto, di una nuova avventura professionale, viviamo spesso fuori dal mondo reale perché il nostro mondo è la scena, il teatro e lo spettacolo... Purtroppo oggi la realtà è che siamo senza aiuti e sovvenzioni adeguate per fornire ossigeno alle nostre compagnie e scuole affinché si possano dare le residenze ai giovani coreografi, per dimostrare il loro talento. Le strutture che offrono borse di studio ai nostri ragazzi si contano su una mano, e spesso i giovani devono affrontare spese eccessive per poter studiare fuori sede. Per non parlare della possibilità di godere di una continuità lavorativa. Da una vita si ricerca una valorizzazione ed un inquadramento della nostra categoria... stiamo ancora aspettando!

Tra tutte le tue partecipazioni televisive, qual è stato il momento o la serata in cui ti sei particolarmente emozionato?
Quando per la Missione Arcobaleno AID di Roma si organizzò un Gala di Danza per beneficenza a favore del Kosovo, ballai con mio fratello una coreografia che rappresentava il bene contro il male. Fu un’emozione incredibile! Il teatro era stracolmo di colleghi e personalità del mondo della danza, numerosi étoile e primi ballerini giunti anche dall’estero per partecipare ad un grande evento solidale.

Per danza moderna si intende quella forma di ballo che parte dalla ricerca di “libertà” eseguito spesso in spazi non teatrali ed ufficiali. Quanto ti ha donato in termini di libertà l’aver scelto la danza come compagna di vita artistica?
La danza, quando viene amata e scelta come compagna di vita, ti dona molteplici esperienze. Attraverso questa meravigliosa arte si ha sempre voglia di ricercare, creare e dialogare con tutto e con tutti. Le emozioni non terminano mai, danzare è sinonimo di libertà! Ringrazio tutti i maestri e coreografi che hanno creduto in me.

Michele Olivieri

Ultima modifica il Lunedì, 30 Marzo 2020 18:40

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