venerdì, 15 novembre, 2019
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Australia - "Il Fiume segreto", una accusa contro gli inglesi sopraffattori degli aborigeni

"The secret river" di Kate Grenville "The secret river" di Kate Grenville

Australia
"Il Fiume segreto", una accusa contro
gli inglesi sopraffattori degli aborigeni.

Sarebbe piaciuto a Brecht, questo testo Il Fiume segreto, tratto dal romanzo di Kate Grenville e adattato per il palcoscenico da Andrew Bovel, messo in scena dallo stabile Queensland Theatre Company, diretto da Sam Strong, per la regia di Neil Armfield, al Queensland Perfroming Arts Centre; sarebbe piaciuto sia per il tema che tratta, (il conflitto tra inglesi, rappresentati simbolicamente dalla famiglia Thornhill e una tribù di aborigeni, che si vede invadere il proprio terreno, ai margini del fiume, dove sorge la vita), sia per la struttura drammaturgica, fatta di sequenze epiche, alternate: una volta tocca agli aborigeni, poi alla famiglia inglese, e coordinate da una narratrice che evidenzia i passaggi della tensione che si è determinata tra le due fazioni, che agiscono di fronte alla base di un grandissimo fusto d'albero secolare, che fa da fondale; sia per la successione delle scene con interventi canori, come i song brechtiani; sia per la presenza, a lato del palcoscenico, di un musicista tutto fare: dal pianoforte, al violoncello, alle percussioni, alla campanella: un vero uomo-orchestra che ha accompagnato con sensibilità l'intero spettacolo. A Brecht sarebbe piaciuta, come è piaciuta molto a noi, anche la regia di Armfield, sviluppata in uno spazio circolare, spoglio di altre strutture scenografiche, con riflettori a vista, ma popolato solo di alcuni elementi scenografici: un focolare a terra, sempre acceso, sulla sinistra del palcoscenico, che è luogo deputato di entrambe le compagini, dei secchi, due zangole, alcuni bidoni; e sarebbero piaciuti anche gli "effetti narrativi": l'acqua che funge non tanto per la sopravvivenza ma anche da gioco che "unisce" i figli dei due gruppi, a indicare una soluzione umana, di convivenza; i rumori delle vanghe che spalano la terra fatte a vista da altri; l'uccisione degli aborigeni simulata con polvere bianca che, soffiando sulla mano tesa come se fosse un fucile, dà l'effetto del fumo dello sparo; e poi i cambiamenti a vista, uomini in catena che fanno i cani arrabbiati; lo stile di recitazione straniata, portata verso il pubblico; insomma, uno spettacolo di grande capacità inventiva, ricco di riferimenti simbolici, con un cast eccezionale, sia per quanto riguarda il gruppo degli aborigeni sia per quello dei bianchi. Ottimi i costumi, vissuti, (Tess Schofield) e l'alternarsi delle luci (Mark Howett), che incorniciano di volta in volta i quadri.
Uno spettacolo che si replica da tre anni, da Londra a Sydney, e adesso a Brisbane, che ha visto il tutto esaurito, in un teatro di 800 posti, con prezzi da capogiro. E con un pubblico caloroso che ha salutato i 21 artisti, che meriterebbero ciascuno una nota di plauso a parte, con una ovazione incredibile, commovente.

The secret river
di Kate Grenville
adattamento Andrew Bovell
Director: Neil Armfield
Artistic Associate: Stephen Page
Scene Stephen Curtis
Costumi Tess Schofield
Luci Mark Howett
Musiche di Iain Grandage
Direttore Musicale Isaac Hayward
Suono Steve Francis
Con Shaka Cook, Nathaniel Dean, Isaac Hayward, Trevor Jamieson, Ningali Lawford-Wolf, Madeleine Madden, Colin Moody, Richard Piper, Matthew Sunderland
Brisbane, Queensland Centre Performing Arts Centre dal 25 febbraio al 5 marzo 2016

Ultima modifica il Venerdì, 17 Giugno 2016 06:53

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