giovedì, 04 giugno, 2020
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Teatro Diego Fabbri di Forlì, stagione dedicata alla scena contemporanea

Francesco Manetti in A:H - regia Antonio Latella Francesco Manetti in A:H - regia Antonio Latella

Con l'ideazione della Stagione dedicata alla scena contemporanea continua la cavalcata della Direzione Artistica verso nuovi paradigmi estetici capaci di porsi come alternativa critica all'esistente.

Anche quest'anno inizia in gennaio la prima rassegna dedicata al contemporaneo del Teatro Diego Fabbri di Forlì. È iniziato lo scorso anno il desiderio di aprirsi a nuovi linguaggi, di valicare le consuete forme spettacolari a cui siamo abituati, di osare puntare su uno sguardo obliquo che sappia essere tagliente, critico, presente nell'oggi. Il pubblico della città ha accolto, sostenuto, seguito questa nuova direzione con curiosità ed entusiasmo, premiando il teatro con fiducia e costanza. Consapevoli che questa fiducia non sia un dato acquisito ma da rinnovare e rinvigorire la direzione artistica composta da Ruggero Sintoni, Claudio Casadio, Lorenzo Bazzocchi e Claudio Angelini, quest'anno ha deciso di rilanciare con sette spettacoli chiamati a delineare con precisione il panorama del contemporaneo di oggi, ma anche su dialoghi tra artisti e pubblico e workshop capaci entrambi di lavorare in sinergia per creare quell'humus, quella cornice che contestualizzi e renda forte l'identità di questo intervento.

Un Teatro Pubblico che sappia aprirsi all'internazionalità con presenze importanti come Cindy Van Acker adempie alla sua missione con un continuo rilancio e un occhio puntato sul mondo. "Nonostante il "mercato" dello spettacolo dal vivo pretenda di mettere in primo piano sempre e solamente l'"ampio consenso", è evidente che per arrivare a costruire un progetto che possa essere visto come tale è necessario superare la mera dimensione della scelta dell'artista, della compagnia, dello spettacolo, quanto procedere celermente verso pratiche che mettano in campo saperi condivisibili. Di qui il grande sforzo di affiancare alla "vetrina" delle tradizionali forme spettacolari una nutrita serie di incontri e workshop al fine di favorire ed accrescere la qualità dello "stare" nella vita, soprattutto per coloro che, ancora giovani, vi si stanno approcciando", sono tra le dichiarazioni di intenti della Direzione. Avere la forza e la volontà di promuovere una certa cultura "meno ufficiale" crea automaticamente la possibilità di un laboratorio culturale e sociale da cui partire per ripensare alla città e alle sue potenzialità di sguardo verso nuovi orizzonti tenendo anche in considerazione la candidatura della città di Ravenna e con essa della Romagna, a Capitale Europea della Cultura nel 2019.

Quest'anno tutti gli spettacoli del contemporaneo sono programmati al Diego Fabbri quasi a sottolinearne la solennità. La presenza di Cindy Van Acker e di Antonio Latella confermano la vocazione a mantenere lo sguardo geograficamente più ampio possibile.

Il debutto è affidato ad Antonio Latella (Teatro Diego Fabbri | giovedì 9 gennaio ore 21) con A:H una riflessione sul male e una grande prova d'attore per Stefano Manetti. Lo spettacolo, in una carrellata storia sposta lo sguardo da Hitler, maschera dell'orrore di tutto il '900, a qualcosa di interiore, di terribilmente intimo, umano. Come e da dove nasce il male? Da questo interrogativo si parte per confrontarsi con il cancro che ha colpito l'Europa, che è entrato nei cuori e nelle menti e si è trasformato in pensiero, in politica, sterminando come un angelo vendicatore.

A seguire il giovane critico romano Graziano Graziani condurrà l'incontro con la compagnia. Nei giorni precedenti (dal 7 al 9 gennaio) il regista terrà un workshop gratuito alla Fabbrica delle Candele, a testimonianza della vocazione laboratoriale e dell'attenzione alla formazione che questo progetto sul contemporaneo ha.

Si prosegue la "riflessione sul male" mercoledì 21 febbraio (Teatro Diego Fabbri ore 21) con T.E.R.R.Y di Pathosformel. Questo nuovo progetto indaga le dinamiche della competizione e alla soglia sottile tra tensione alla sopravvivenza e sopraffazione dell'altro. La pièce si domanda se in un'economia della scarsità la competizione, anche selvaggia, è legittima o viceversa se vi sia la possibilità di un altro modo/mondo. A seguire incontro con la compagnia dal titolo: Un altro mondo è possibile? La compagnia terrà un laboratorio gratuito il 20, 21 e 22 febbraio.

Marzo all'insegna della danza: il 7 marzo [collettivo] c_a_p con isTANZe conduce il pubblico a vedere delle azioni di danza nei luoghi non convenzionali del Teatro. Abbandonata la classica visione che dalla poltrona punta dritta al palcoscenico, gli spettatori sono chiamati a scoprire luoghi e a diventare artefici della visione, in quanto, attraverso il personale sguardo si possono creare le connessioni drammaturgiche della visione. Incontro a seguire e workshop l'8 e il 9 marzo. Si prosegue il 21 marzo con la coreografa svizzera Cindy Van Acker, figura di punta della scena coreutica internazionale che a Forlì porterà Drift il suo duo di recente presentato al Festival d'Avignone. La sua scrittura coreografica è matematica, quasi precipitasse dentro alla materia corporea per esplorarne i limiti e fare del corpo una carta, un diagramma, una costellazione dal quale irradiare il gesto. A seguire incontro con Enrico Pitozzi Professore a contratto all'Università di Bologna, Dipartimento di Musica e Spettacolo.

Aprile è invece dedicato a due lavori firmati da due anime della direzione artistica che è chiamata a mostrare praticamente quello che in linea teorica delinea e prescrive. Città di Ebla con Suite Michelangelo (4 aprile ore 21) con la sua forza visionaria e al tempo stesso molto legata alla materia, affronta due grandi geni rivoluzionari: l'uno musicale incarnato da un genio come Dmitri Sostakovic e Michelangelo Buonarroti legato all'arte e alla scultura. A seguire incontro con la compagnia coordinato da Ida Campeggiani, studiosa di Michelangelo e Alessandro Taverna che si soffermerà sull'approccio creativo di Michelangelo alla scrittura, per avere delle coordinate precise per accedere al lavoro. Il Bertolt Brecht de La linea di condotta ha ispirato alla lontana The Decision di Masque Teatro (18 aprile ore 21) uno dei drammi didattici del famoso drammaturgo e regista tedesco, fa iniziare un percorso di scavo su alcuni nuclei tematici cari alla compagnia forlivese. Alla base di questa loro opera vi è un "coro di controllo" che rappresenta l'immagine del potere diffuso che continuamente giudica e, soprattutto, fa sentire la sua perenne presenza e, che nello spettacolo si trasforma in un monolite, una parete che taglia tutto lo spazio scenico, risultando come una presenza costante e incombente. Incontro col filosofo Rocco Ronchi a seguire e workshop gratuito 12 e 13 aprile.

Si chiude la rassegna con l'Ubu roi di Roberto Latini (2 maggio), un classico del teatro mondiale, come Edipo o Amleto, capace cioè di superare se stesso e mettersi a disposizione dell'occasione che ogni appuntamento scenico rappresenta per riflettere sulla natura dell'arte teatrale. Workshop il 3 maggio alla Fabbrica delle candele.

Per ulteriori informazioni e prenotazioni:
Teatro Diego Fabbri Corso Diaz, 47 - Forlì tel. 0543712167 - 712176
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www.teatrodiegofabbri.it


Ultima modifica il Mercoledì, 18 Dicembre 2013 09:10
La Redazione

Questo articolo è stato scritto da uno dei collaboratori di Sipario.it. Se hai suggerimenti o commenti scrivi a comunicazione@sipario.it.

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