domenica, 18 novembre, 2018
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TEATRO BELLI - STAGIONE 2018/19 In evidenza

TREND

nuove frontiere della scena britannica – XVII edizione

festival a cura di Rodolfo di Giammarco

18 ottobre – 22 dicembre 2018

Teatro Belli

18 ottobre
THE CORDELIA DREAM
di Marina Carr
con Massimo De Francovich e
Roberta Caronia
reading a cura di Massimo De Francovich
Trilly Produzioni

20 / 21 ottobre
JORDAN
di Anna Reynolds e Moira Buffini
con Federica Rosellini
regia Francesca Manieri e
Federica Rosellini
produzione Ariel dei Merli
in collaborazione con Trilly Produzioni

dal 24 al 27 ottobre
MY BRILLIANT DIVORCE
di Geraldine Aron
con Francesca Bianco
regia Carlo Emilio Lerici
produzione Teatro Belli

dal 29 ottobre al 1 novembre
IVAN & THE DOGS
di Hattie Naylor
con Lorenzo Lavia
regia Massimiliano Farau
produzione La Compagnia dei Masnadieri / Garage Zeami

BU21 Lanna

2 / 3 / 4 novembre
BU21
di Stuart Slade
con Daniela Duchi, Mario Cangiano, Fabrizio Costella, Valentina Favella,
Silvia Napoletano, Francesco Patané
regia Alberto Giusta
produzione Teatro Stabile di Genova

ENATTENDANTBECKETTRobertoSturnophManuela Giusto

dall'8 all'11 novembre
EN ATTENDANT BECKETT
un percorso multimediale ideato da
Glauco Mauri e Roberto Sturno
con la collaborazione di Andrea Baracco
produzione Compagnia Mauri Sturno

notnotnot

13 / 14 / 15 novembre
NOT NOT NOT NOT NOT
ENOUGH OXYGEN
di Caryl Churchill
con Aglaia Mora, Xhulio Petushi,
Marco Spiga
regia Giorgina Pi
produzione Angelo Mai/ Bluemotion/369gradi
in collaborazione con Sardegna Teatro

16 / 17 / 18 novembre
ALL THE THINGS I LIED ABOUT
di Katie Bonna
con Elisa Benedetta Marinoni
regia Alessandro Tedeschi
produzione Bottega Rosenguild e
Caracò Teatro

dal 20 al 24 novembre
KILLOLOGY
di Gary Owen
con Stefano Santospago, Emiliano Coltorti e Edoardo Purgatori
regia Maurizio Mario Pepe
produzione Khora Teatro /
la forma dell'acqua

spokane

26 / 27 / 28 novembre
A BEHANDING IN SPOKANE
di Martin McDonagh
Andreapietro Anselmi, Alice Arcuri,
Maurizio Bousso, Denis Fontanari
regia Carlo Sciaccaluga
produzione ariaTeatro

dal 30 novembre al 3 dicembre
HARROGATE
di Al Smith
con Marco Quaglia e Alice Spisa
regia Stefano Patti
Argot Produzioni
in collaborazione con 369gradi

dal 5 all'8 dicembre
GROWTH
di Luke Norris
con Francesco Aricò, Giulia Trippetta e Pavel Zelinskiy
regia Silvio Peroni
produzione Pierfrancesco Pisani

10 / 11 / 12 dicembre
THE BOGUS WOMAN
di Kay Adshead
con Jasmine Volpi
regia Guglielmo Guidi
GEKON productions Francesco Dainotti

14 / 15 dicembre
YELLOW MOON
di David Greig
con Vinicio Marchioni, Marina Occhionero Luca Tanganelli, e Giulia Trippetta
mise en espace a cura di Mario Scandale
produzione Ginkgo Teatro

CONSERVATORYElenaBucciMarcoSgrossoGianniZampaglione

16 dicembre

CONSERVATORY
una lettura a due voci
di Michael West
con Elena Bucci e Marco Sgrosso
lettura a cura di Elena Bucci e
Marco Sgrosso
produzione Le Belle Bandiere

17 / 18 / 19 dicembre
THE PRUDES
di Anthony Neilson
con Carlotta Proietti e Gianluigi Fogacci
regia Gianluigi Fogacci
produzione Politeama srl

20 / 21 / 22 dicembre
LUNGS
di Duncan Macmillan
con Federico Zanandrea e Francesca Fioretti
regia Federico Zanandrea
produzione Il Mecenate

CICLO PROIEZIONI DIGITAL THEATRE

25 ottobre ore 18.00BEAUTIFUL THING di Jonathan Harvey
26 ottobre ore 18.00PARLOUR SONG di Jez Butterworth
27 ottobre ore 18.00A DISAPPEARING NUMBER di Simon McBurney

TREND nuove frontiere della scena britannica

Chi ha paura di Sarah Kane? s'intitola una mostra di Intercity London al Teatro della Limonaia di Sesto Fiorentino, dove conoscemmo di persona la rivoluzionaria, potente, radiosa Sarah Kane, di cui un autore radicale come Mark Ravenhill disse che sarebbe stata riconosciuta da Sofocle, da Shakespeare e da Racine, e di cui il grande Edward Bond scrisse post mortem che Sarah era un classico, destinata ad affrontare l'inesorabile, l'assenza di significato nel nostro teatro, nelle nostre vite e nei nostri falsi dèi. Ora che inizia Trend 2018 mancano circa quattro mesi al 20 febbraio 1999, al ventennale della morte per suicidio di Sarah Kane, che coi suoi cinque testi ha sconvolto la drammaturgia inglese e mondiale, e sentiamo che il nostro 17mo calendario bimestrale delle Nuove Frontiere della Scena Britannica al Teatro Belli, col sostegno del Ministero dei Beni Culturali, della Regione Lazio e di Roma Capitale, le deve traumi di storie, terremoti di senso e tsunami linguistici, eppure attorno a noi, fatta salva la memoria della Limonaia, e una sinfonia per voce sola che Enrico Frattaroli ha ricavato da 4.48 Psychosis, non registriamo la necessaria tensione. Non stupiamoci. Anche tutte le interessanti odierne scritture teatrali d'Oltremanica sembrano ritrarre la sindrome di un'incoscienza critica, varie forme di afasia mnemonica, un'inclinazione a derubricare e silenziare optando per l'oblio, per l'astensione. Una significativa nuvola di tacita non belligeranza sta inquinando più testi ritraenti famiglie, coppie, relazioni di rancorosi consanguinei, persone colpevoli di infanticidio, genitori di figli che hanno scelto di morire, mogli con violenze nascoste, indecisi creatori di nuova prole, e a questa accezione potremmo annettere lavori come The Cordelia Dream di Marina Carr, Jordan di Reynolds-Buffini, My Brilliant Divorce di Geraldine Aron, Conservatory di Michael West, The Prudes di Anthony Neilson, Lungs di Duncan Macmillan. Una cancellazione di identità, un'omologazione delle fake news, un immaturo rapporto coi propri genitali, un versatile transfert a seconda degli impatti femminili, un rebus di origini nel chiedere asilo, un'ereditaria insicurezza a causa d'un padre scomparso, ecco la casistica dei problemi di personalità e dei rapporti col passato in Ivan & the Dogs di Hattie Naylor, All the Things I Lied About di Katie Bonna, Harrogate di Al Smith, Growth di Luke Norris, The Bogus Woman di Kay Adshead, Yellow Moon di David Greig. Poi nei 17 titoli che abbiamo quest'anno a Trend compaiono quattro copioni legati da un presupposto di emergenza, di situazione al limite, di orrore, di panico: parliamo di BU21 di Stuart Slade, Not Not Not Not Not Enough Oxygen di Caryl Churchill, Killology di Gary Owen, A Behanding in Spokane di Martin McDonagh. Non ascriviamo a tendenze contemporanee, ma a una straordinaria zona di drammaturgia moderna il pacchetto di atti unici del percorso multimediale En Attendant Godot ideato da Glauco Mauri e Roberto Sturno con la collaborazione di Andrea Baracco, comprendente Prologo, Samuel Beckett, Atto senza parole e L'ultimo nastro di Krapp. I registi e i curatori coinvolti sono Massimo De Francovich, Francesca Manieri e Federica Rosellini, Carlo Emilio Lerici, Massimiliano Farau, Alberto Giusta, Mauri-Sturno-Baracco, Giorgina Pi, Alessandro Tedeschi, Maurizio Pepe, Carlo Sciaccaluga, Stefano Patti, Silvio Peroni, Guglielmo Guidi, Mario Scandale, Bucci-Sgrosso, Gianluigi Fogacci, Federico Zanandrea. E ci sono tre proiezioni cinematografiche: Beautiful Thing di Jonathan Harvey, Parlour Song di Jez Butterworth, Desappearing Number di Simon McBurney.

TREND
nuove frontiere della scena britannica
XVII edizione

Direzione Artistica: Rodolfo di Giammarco
Organizzazione Generale: Carlo Emilio Lerici
Ufficio Stampa: Paola Rotunno
Promozione e Comunicazione: Serena Antinucci
Segreteria Organizzativa: Caterina Botti e Emiliana Palmieri
Direttore Tecnico: Daniele Compagnone
Progetto grafico: Carlo Mangiafesta

Orario spettacoli tutte le sere alle ore 21
Prezzo posto unico € 10
Carnet 10 ingressi € 50

Informazioni e prenotazioni 06 5894875
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
www.teatrobelli.it

Teatro Belli – piazza Sant'Apollonia, 11a – (Trastevere)

 

Ultima modifica il Giovedì, 18 Ottobre 2018 08:32
La Redazione

Questo articolo è stato scritto da uno dei collaboratori di Sipario.it. Se hai suggerimenti o commenti scrivi a comunicazione@sipario.it.

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