martedì, 20 febbraio, 2018
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La musica classica e l'animo umano
Di Federica Cascone
Liceo Classico "Umberto I" Ragusa
Prof. Maria Carmela Corrao

Partiamo dal presupposto che la musica classica non è Jazz, Pop, Folk. Ma che cos'è?

Per molti, questo genere di musica, può significare musica colta, musica seria, ma c'è musica seria e colta anche tra la musica Jazz e Pop.
Possiamo definire la musica classica una musica "esatta", infatti presenta caratteri analoghi a quelli del neoclassicismo nelle arti figurative, quali il gusto delle simmetrie e la ricerca della linearità. Infatti i grandi compositori mirarono a istituire un equilibrio tra le parti della composizione adottando regole rigorose, per poi essere eseguita esattamente come era scritta, mentre gli altri generi di musica comprendono l'improvvisazione e l'esecuzione secondo i gusti dell'esecutore senza che nessuno si scandalizzi: possiamo dunque allacciarci a S. Agostino che così la definisce: "La musica è la scienza del modulare bene. La musica è scienza del muovere bene, si può dire che è mosso bene tutto ciò che è mosso secondo leggi numeriche nell'osservanza delle misure dei tempi e delle lunghezze".
La maggior parte delle persone crede che la musica classica sia un qualcosa di molto serio, difficile da capire, associando invece la musica di altri generi col divertimento e con lo svago. Forse anche per questo, molti rinunciano ad andare ai concerti di musica classica.
Molto spesso non ci si rende conto di quanta musica classica ci circondi nella vita di tutti i giorni, infatti essa viene utilizzata per le segreterie telefoniche, suonerie dei cellulari, film, pubblicità e persino nei cartoni animati come ad esempio Fantasia (1940) di Walt Disney e Allegro non troppo (1976) di Bruno Bozzetto, ma le persone non sanno che si tratta di brani classici e tanto meno sanno che brani stiano ascoltando.
La storia della musica classica copre un lungo arco temporale, durante il quale c'è stata una continua e graduale evoluzione dello stile musicale e delle tecniche esecutive. Inoltre stili diversi spesso si sono distinti sotto diversi principi e aspetti.
La musica classica abbraccia un arco di tempo che comincia dall'XI secolo e si estende fino all'età contemporanea.
La grande innovazione consiste nel modo di far emettere contemporaneamente più note diverse, alle voci e agli strumenti, in questo modo si ha la nascita della polifonia, ovvero l'emissione contemporanea di più note. Nel XVIII secolo vi fu un maggior sviluppo della musica operistica, in questo secolo infatti nacquero in Europa diversi teatri; in Italia vennero costruiti il San Carlo di Napoli, il Regio di Torino, il Comunale di Bologna, La Scala di Milano e la Fenice di Venezia.
L'esponente principale della musica classica dell'età barocca è Johann Sebastian Bach, il quale compose delle opere di una perfezione e di una bellezza così sublimi che è considerato uno dei maggiori geni musicali del mondo.
Le composizioni più famose di Bach sono la "Passione secondo San Matteo", la "Passione secondo San Giovanni", "L'Oratorio di Natale" e il "Magnificat".
Anche, Haydn, che è poco conosciuto, è celebrato come il più grande compositore dei suoi tempi; i grandi compositori, per quanto siano eccellenti sul profilo estetico e
abbiano ricoperto un ruolo di notevole importanza nell'evoluzione della musica, sono solo la punta di un panorama musicale molto più complesso, popolato di molte altre figure meno note al pubblico ma anch'esse di grande importanza storica, e nel quale si trova un'ampia produzione musicale di eccellente qualità legata a nomi molto meno celebrati. Per tale motivo ad esempio Beethoven è enormemente più noto di Desprez, nonostante la qualità artistica non sia affatto inferiore a quella di Beethoven. Ciò è legato al fatto che la produzione del grande fiammingo Desprez, è essenzialmente polifonia sacra e, in misura minore, profana, dunque non trovò posto nel repertorio da concerto ottocentesco. La visione della musica è quindi condizionata dalla storia della ricezione della musica classica stessa, e varia nel tempo anche in seguito all'evoluzione dei contesti sociali nei quali la musica si inseriva, spesso in maniera molto meno precisa e funzionale. Quindi per l'evoluzione del panorama religioso la raffinatissima polifonia sacra rinascimentale rimane poco conosciuta. Mozart con buona probabilità sarebbe stato anteposto a Salieri e Bethoven a Rossini.
Nonostante la musica classica abbia radici molto antiche, è considerata un genere universale, attuale ancora oggi, amato e apprezzato in tutto il mondo.
La società ha bisogno della musica classica, perché insegna il rispetto e l'ascolto.
Un insegnamento di cui oggi c'è bisogno è la dimostrazione, con la polifonia: elementi diversi possono convivere in modo armonico.
Se ci si apre alla musica, difficilmente si imbraccerà un kalashnikov, perché la musica è apertura, insegna il rispetto: questa è la vera arma contro il terrorismo. La musica insegna semplicemente a vivere.
Rifacendoci alle parole di Hans Heinrich Eggebrecht possiamo dire che "la musica, come nessuna altra arte può risanare e consolare, abbellire ed esaltare, stimolare e placare, sedurre e fortificare l'uomo nella sua sfera esistenziale", perché niente come la musica classica riflette la profondità dell'animo umano.

Ultima modifica il Martedì, 23 Gennaio 2018 08:13
La Redazione

Questo articolo è stato scritto da uno dei collaboratori di Sipario.it. Se hai suggerimenti o commenti scrivi a comunicazione@sipario.it.

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