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WHAT DO YOU WANT? - regia Stefano Scognamiglio

"What do you want?", regia Stefano Scognamiglio "What do you want?", regia Stefano Scognamiglio

Testo e regia Stefano Scognamiglio

interpreti Florence Omorogeva, Becky Collins, Jennifer Omigie,
Tessy Akiado Igiba, Osman Nuhu, Israel Emovon,
Ibrahim Diallo, Wadud Husseini

Teatro Elicantropo di Napoli, 11 gennaio 2018

www.Sipario.it, 12 gennaio 2018

Buio in sala. Musica elettronica in sottofondo e, illuminate a intermittenza come in un incubo o una visione schizofrenica, sagome di individui. L'atmosfera è inquietante, fino a quando un "donnone" in abiti tradizionali dell'Africa, che somiglia all'Aretha Franklin degli anni settanta, inizia a rivolgersi al pubblico con tono arrabbiato e nella sua lingua. Va avanti così per qualche minuto: la ragazza è un fiume in piena, mentre il pubblico rinuncia ad afferrare il senso di quelle parole che sono come suoni di tamburo.
Fino a quando è lei stessa a smorzare la tensione con una fragorosa risata: «Non avete capito niente, vero?», domanda al pubblico sbellicandosi. Inizia così What do you want?, la pièce scritta e diretta da Stefano Scognamiglio e interpretata da otto attori, quattro uomini e quattro donne provenienti dall'Africa Occidentale.
Il senso di inadeguatezza, la solitudine e la frustrazione del sentirsi rifiutati, eroicamente descritti in chiave ironica e anche dolce. What do you want? è una commedia nel senso che fa ridere, ma sprona soprattutto alla riflessione e in maniera piuttosto brusca. Ecco l'obiettivo: scuotere le coscienze e indurre gli spettatori a porsi delle domande sulla realtà, sullo spazio rispetto al quale è troppo facile rivendicare appartenenza. Il posto in cui viviamo è di nostra esclusiva proprietà? È là che dobbiamo essere e in nessun altro luogo? Allo stesso modo, chi viene da lontano ha il diritto di fermarsi "da noi" e mettere radici? Ha modo di sentirsi "a casa"? Oppure deve chiedere il permesso e, magari, essere respinto come una minaccia? Come fosse un marziano dall'aria spaventosa.
I protagonisti di What do you want? si esprimono come possono, nella lingua del loro paese di origine, in un inglese gli permetta di farsi capire da tutti (se non tutti, quasi), o addirittura in italiano. Loro non sanno se e in che modo comunicare: gli extracomunitari che conoscono l'italiano (spesso) sono percepiti a maggior ragione come un pericolo o una sfida. Le donne vengono viste scambiate per poco di buono, gli uomini considerati potenziali criminali, ladri o stupratori.
Toccante la voce della ragazza che intona una canzone tradizionale, coinvolgendo i compagni in una danza che è condivisione e orgoglio delle proprie origini, ma anche richiesta vicendevole di forza e di coraggio. I protagonisti di What do you want? hanno una storia che fa male, non solo a chi ascolta ma a loro stessi che la raccontano. Così tanto che neppure sanno se hanno voglia di raccontarla. Così tanto che gli mancano le parole: qualcuno gliele ha prese, stabilendo che essi non si trovino nel posto in cui dovrebbero.
What do you want?, prodotto finale del laboratorio teatrale presso il centro sociale Ex Canapificio di Caserta, è stato presentato per la prima volta nell'ambito della rassegna Quartieri di vita (organizzata da Fondazione Campania dei Festival). I quattro attori uomini appartengono alla S.P.R.A.R. (servizio protezione richiedenti asilo rifugiati, organismo del Ministero dell'Interno), mentre alcune delle donne sono mogli di napoletani.

Giovanni Luca Montanino

Ultima modifica il Sabato, 13 Gennaio 2018 07:47

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