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regia Serena Sinigaglia

UTOYA - 
regia Serena Sinigaglia

Arianna Scommegna e Mattia Fabris in "Utoya", regia Serena Sinigaglia Arianna Scommegna e Mattia Fabris in "Utoya", regia Serena Sinigaglia

regia Serena Sinigaglia
un testo di Edoardo Erba
con la consulenza di Luca Mariani, autore de Il silenzio sugli innocenti
regia Serena Sinigaglia
scene Maria Spiazzi
con Arianna Scommegna e Mattia Fabris
produzione Teatro Metastasio Stabile della Toscana
in collaborazione con Teatro Ringhiera ATIR
con il patrocinio della Reale Ambasciata di Norvegia in Italia
PRIMA ASSOLUTA
Teatro Magnolfi, Prato, dal 8 al 25 ottobre 2015

www.Sipario.it, 12 ottobre 2015

Serena Sinigaglia porta in scena la tragedia di Utøya in prima assoluta a Prato

Che cosa farebbe il governo se scoprisse che il tuo vicino di casa è un terrorista? Fingerebbe di non crederci, darebbe la colpa agli stranieri, all'immigrazione di massa. E se fosse bianco, biondo e cristiano? Forse farebbe in modo che tutti se ne dimentichino. Quattro anni fa, solo quattro anni fa, la Norvegia sotto attacco. Un giovane norvegese fa esplodere una bomba al quartier generale della città di Oslo per depistare il governo e far crede che si tratti di un attentato islamico. Quindi si reca armato e inosservato all'isola di Utøya, dove c'è in corso un campus per giovani laburisti, e inizia a sparare sulla folla. Li ammazza uno dopo l'altro, con lucida freddezza, senza che nessuno glielo impedisca e corra in aiuto di quei ragazzi che sono lì per una fede che neanche capiscono fino in fondo. Dieci, undici, ogni minuto è una vittima in più, ottantatré, ottantaquattro. Alla fine di quella calda e maledetta giornata di estate i morti ammontano a novantuno. La polizia finalmente arriva nell'isola e l'attentatore si fa catturare senza opporre resistenza. Un gesto di un uomo che si proclama simpatizzante della polizia e orgoglioso di aver "fermato i danni del partito laburista".
Particolarmente legata a questa tragedia, in Italia entrata presto nel dimenticatoio, Serena Sinigaglia ha scelto di partire dal libro di Luca Mariani, Il silenzio sugli innocenti, per raccontare la verità su questo massacro. Accanto alla regista milanese, Edoardo Erba ha curato il riadattamento teatrale realizzando un testo a più personaggi sebbene in scena gli interpreti siano solo due. "Ciò che il Teatro, anzi la mia scrittura teatrale, può fare dentro questo labirinto è trovare dei personaggi che lo percorrano e che ce lo restituiscano attraverso il filtro della loro personalità e dei loro rapporti" afferma il drammaturgo. Arianna Scommegna e Mattia Fabris si calano dei panni di una coppia di sposi in crisi per aver mandato la figlia al campo estivo per laburisti; di due fratelli emarginati che vivono in campagna a ridosso della casa dell'attentatore; di due poliziotti in servizio durante il massacro. Passano da una storia all'altra, da un corpo all'altro, senza tanti escamotage, ma curando nei minimi dettagli la voce, la gestualità, l'espressività di ogni personaggio in un delicato esercizio da attore. Il palco del Teatro Magnolfi di Prato rappresenta il luogo di entrambi gli attentati: coperto da ceppi di legno, come poteva essere l'isola, e da un tappeto di detriti e schegge di vetro, come le strade attorno agli uffici governativi di Oslo. Nell'aria si addensa una nebbia fitta, come a nascondere tutto quello che è meglio omettere.

Sara Bonci

Ultima modifica il Mercoledì, 21 Ottobre 2015 16:28

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