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TROVARSI - regia Enzo Vetrano e Stefano Randisi

Trovarsi Trovarsi Regia Stefano Messina. Foto Tommaso La Pera

di Luigi Pirandello
con Mascia Musy
Angelo Campolo, Ester Cucinotti, Antonio Lo Presti, Giovanni Moschella, Marika Pugliatti, Monia Alfieri, Luca Fiorino
luci Maurizio Viani, costumi Mela Dell'Erba
adattamento e regia Enzo Vetrano e Stefano Randisi
produzione E.A.R. Messina, DAF - Teatro dell'Esatta Fantasia
Teatro Metastasio, Prato 20 gennaio 2013

www.Sipario.it, 21 gennaio 2013

Donata Genzi è un'attrice, tormentata dalla paura di non apparire come veramente è agli occhi degli altri. Non perché sia ipocrita, tutt'altro, è forse l'unica veramente pura e onesta. La sua difficoltà sta nel trovarsi (come il titolo suggerisce), cioè riconoscere il suo viso fuori dal palcoscenico. Il che è contraddittorio; convenzionalmente il teatro è finzione, per Donata è la sola verità che conosce. Elj sarà l'unico uomo che riuscirà a farle conoscere la quotidianità, ma come l'ha fatta entrare nella realtà, allo stesso modo la spingerà a tornare indietro. Per lui la vita è troppo semplice e va presa con leggerezza, a Donata la vita non è sufficiente e solo il teatro può renderla veramente viva. Neanche l'amore di un uomo felice potrà sostituire quello di un intero pubblico. Su di questo riflette Donata ormai vecchia, pescando dai suoi ricordi i momenti più decisivi: la depressione, la scelta di scappare in mezzo al mare in tempesta con Elj, la voglia di sposarsi, la paura di vedersi allo specchio, il coraggio di tornare in teatro. La donna sconfitta, con la voce tremolante e il corpo stanco, la vediamo solo all'inizio e alla fine dello spettacolo e dietro allo specchio, non davanti, come a simboleggiare che ciò che noi vediamo di lei non sarà mai quello che lei vede di se stessa. Durante tutto il resto dello spettacolo, sarà la Donata del passato a raccontarci la sua storia.

Mascia Musy, nel ruolo della protagonista, è toccante nei monologhi, in cui fa trapelare tutta la sua fragilità di donna, quanto nei dialoghi con Elj (Angelo Campolo), in cui dalla follia esce fuori la dolcezza, che a volte esplode in frenetiche risate.

Molto lento e statico il primo atto dello spettacolo - frutto di una fin troppo tradizionale scelta registica - ad eccezione della parte finale, dove la giovane Dina (Monia Alfieri), segretamente innamorata di Elj, esplode in un urlo isterico di aiuto. La scena viene riempita solo da poche sedie e da alcuni video, finalizzati a sostituire la scenografia: d'effetto l'immagine che crea la proiezione dei finti palchetti nello sfondo, i personaggi sembrano realmente essere il pubblico di una sala teatrale. La sensazione complessiva è, però, che manchi qualcosa, forse un po' di novità, di vivacità, ad una così rispettosa messa in scena del testo pirandelliano.

Sara Bonci

Ultima modifica il Domenica, 22 Settembre 2013 07:19

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