mercoledì, 20 giugno, 2018
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TONI SERVILLO LEGGE NAPOLI - con Toni Servillo

Toni Servillo in "Toni Servillo legge Napoli" Toni Servillo in "Toni Servillo legge Napoli"

con Toni Servillo
con testi di

Salvatore Di Giacomo, Eduardo De Filippo
Ferdinando Russo, Raffaele Viviani
Mimmo Borrelli, Maurizio de Giovanni
Giuseppe Montesano, Enzo Moscato

Teatro del Popolo, Trianon Viviani di Napoli dal 23 al 25 febbraio 2018

www.Sipario.it, 25 febbraio 2018

Un grande attore lo si può definire tale quando riesce ad entrare ed uscire dai vari personaggi che interpreta senza che, chi lo osserva, trovi rilevanti similitudini con i precedenti. Quindi Servillo può essere definito tale perché regala sempre emozioni nuove e ciò che porta in scena o sullo schermo lo fa con una coscienza intellettuale ed un rigoroso studio che gli conferisce una dimensione artistica ben determinata.
Dopo Eternapoli, l'opera di Fabio Vacchi su testo di Giuseppe Montesano, portato al San Carlo l'attore torna a teatro parlando ancora della sua città con le sue grandi virtù, la sua potenza emotiva ma anche con i tanti buchi neri che l'avvolgono come in un'immagine ferma senza il sonoro. E lo fa nella sua lingua, regalando una musicalità della voce ritmica e folkloristica talune volte, un silenzio riflessivo e pregnante altre.
Servillo, prima di immergersi nelle letture scelte per lo spettacolo, ci ha tenuto a specificare quanto fosse felice di leggere Napoli nel teatro del popolo ovvero il Trianon Viviani di Napoli nel cuore della città. In effetti l'attore ha individuato nel teatro pubblico del quartiere Forcella il luogo ideale dove continuare il suo viaggio tra «i mille volti e le mille contraddizioni di Napoli».
Una scena semplice accoglie lo spettatore sul palco: una sedia, un leggio e tanti fogli dei quali l'attore si serve per declamare: Salvatore Di Giacomo, Eduardo De Filippo, Ferdinando Russo, Raffaele Viviani, Mimmo Borrelli, Maurizio De Giovanni, Giuseppe Montesano, Enzo Moscato e Totò. Il tema scelto è la vita dopo la morte dal punto di vista della collocazione divina ovvero Paradiso, Purgatorio ed Inferno, un percorso inverso di quello dantesco. Nei poemetti scelti le anime dialogano con i vivi ma soprattutto con i santi ed il Padreterno in persona. Ed ecco allora "Lassamme fa' a Dio" di Salvatore di Giacomo e il Vincenzo De Pretore di Eduardo De Filippo ma anche due liriche di Ferdinando Russo come 'A Madonna d''e mandarine e 'E sfogliatelle, ma anche Fravecature di Raffaele Viviani. Servillo offre anche uno spazio alla lingua contemporanea con "'A sciaveca" di Mimmo Borrelli.
Maurizio de Giovanni e Giuseppe Montesano firmano due poetiche composte per lo spettacolo. 'O vecchio sott''o ponte di de Giovanni scardina il dolore di un padre difronte alla morte di un figlio. Sogno napoletano di Montesano offre un salvifico, auspicato, risveglio delle coscienze. Singolare la lettura fatta de "'A livella" di Totò, veloce e ritmica, che saggiamente non permette di fare un confronto diretto con l'autore ma ne delinea una versione che comunque lo omaggia. La forza di alcune poetiche irrompe nei pensieri di chi le ascolta lasciando in alcuni casi un sorriso, in altri un brivido. In "Toni Servillo legge Napoli" l'attore ha scelto dunque poeti e drammaturghi del passato e del presente selezionando repertori che risvegliano le menti su quanto Napoli ha regalato al panorama culturale e letterario mondiale.
La selezione dei brani e poemi fatta da Servillo per lo spettacolo è importante, perché lascia nuovamente le tracce di un passato che non va dimenticato. Le tradizioni culturali di una città, di una regione di una nazione fanno parte della sua identità e devono avere un canale privilegiato nella loro salvaguardia e diffusione perché in loro sono conservate le caratteristiche del popolo che rappresentano.

Simona Buonaura

Ultima modifica il Domenica, 25 Febbraio 2018 11:05

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