venerdì, 23 agosto, 2019
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SIGNORA MORLI UNO E DUE (LA) - regia Riccardo Maria Tarci

Filippo Brazzaventre, Maria Rita Sgarlato, Daniele Bruno e Carlo Ferreri in “La signora Morli uno e due”, regia Riccardo Maria Filippo Brazzaventre, Maria Rita Sgarlato, Daniele Bruno e Carlo Ferreri in “La signora Morli uno e due”, regia Riccardo Maria

di Luigi Pirandello
regia Riccardo Maria Tarci
Scene: Susanna Messina
Costumi: Sorelle Rinaldi
Interpreti: Maria Rita Sgarlato, Filippo Brazzaventre, Carlo Ferreri,
Daniele Bruno, Santo Santonocito, Anna Passanisi,
Tiziana Bellassai, Gianmarco Arcadipane
Produzione Teatro della città-Catania
al Brancati di Catania dal 31 gennaio al 17 febbraio 2019

www.Sipario.it, 1 febbraio 2019

Ferrante Morli (Filippo Brazzavente), oberato di debiti, scompare per 14 anni lasciando la moglie Evelina di ventitré anni (Maria Rita Sgarlato) e il figlio Aldo di quattro (Daniele Bruno). Un giorno riappare a Firenze in casa dell'avvocato Lello Carpani (Carlo Ferreri) sotto le mentite spoglie di un ingegnere amico del Ferrante per sapere come quei fatti giudiziari si siano conclusi. Pare bene, per merito dell'avvocato che è riuscito a salvare la dote della donna, che sarebbe servita per sanare i debiti del marito, diventando nel frattempo il suo compagno e padre d'una bambina di sette anni. Quando giunge in scena la signora Evelina Morli riconosce all'istante il marito, lasciando a bocca aperta non solo lei ma anche l'avvocato che vuole saperne di più. Il Ferrante dice di non volere niente, solo vedere e sapere se suo figlio Aldo può venire a stare un po' con lui nella sua casa di Roma. Cosa ben accetta dal figlio che dopo un paio di mesi fa arrivare la madre con la scusa d'essersi ammalato gravemente. Qui Evelina che il marito chiama Eva, mentre l'avvocato solo Lina, possiede già nel nome una doppia immagine, per niente di natura schizofrenica. Non siamo qui di fronte ad un "io diviso" per dirla con Ronald Laing. Lei è ben cosciente di ciò che sta vivendo, anche se stare otto giorni in quella casa romana le fanno riacquistare sapori odori e giochi d'un tempo, come quelli d'andare a cavallo o sull'altalena, tali da farla sorridere e riacquistare una vitalità perduta e ritrovata accanto a chi ha amato e voluto bene. Certamente il marito ci prova a farla restare, sostenuto in questa impresa dal figlio Aldo, ma lei è pure Lina, la donna che quel Lello ama devotamente e con cui ha messo al mondo Tiziana, una bambina alla quale non può e non vuole rinunciare. Lei sente di essere due donne in una, un emblematico doppio, da qui il titolo La signora Morli uno e due di Pirandello che ha tratto l'ispirazione da due sue novelle, La morta e la viva (1909) e Stefano Giogli uno e due (1910), risolto alla fine dopo un accesso dialogo con Lello, dicendo che lei starà con lui e la figlia e che se Aldo vorrà vedere sua madre che venga a Firenze. Ruotano attorno ai personaggi descritti l'avvocato Giorgio Armeli (Santo Santonocito), socio di Lello, cieco da non accorgersi che la moglie Lucia (Anna Passanisi) tresca col giovane Aldo, e c'è pure l'Amelia Tuzzi di Tiziana Bellassai, buona solo a pettegolare sull'amica Evelina in compagnia di Lucia, degne figure entrambe d'una società ipocrita e perbenista d'un secolo fa, di ieri come di oggi, e appare fra gli altri il cameriere Ferdinando di Gianmarco Arcadipane, al servizio nella casa romana di Ferrante Morli. La regia di Riccardo Maria Tarci al Teatro Brancati di Catania con scene di Susanna Messina e costumi delle Sorelle Rinaldi, ha badato ad eliminare i vari pirandellismi ( "cangia", "ella" etc...), in particolare ad attualizzare il tema della doppia vita d'una donna, ma poteva pure essere d'un uomo, fatto scandaloso al tempo in cui nel 1920 è stato scritto e rappresentato il lavoro al Teatro Argentina dalla compagnia di Emma Gramatica, un po' meno clamoroso oggi invero, anche se alla fin dei conti mi pare che non sia cambiato nulla nella nostra società che continua a nascondersi dietro una maschera per non svelare le proprie marachelle. Una commedia attuale dunque, che la regia ha voluto supportare con una voce fuori campo dello stesso personaggio di Aldo, come se facesse un racconto di quanto accadutogli nella sua vita. In evidenza Brazzavente e Ferreri, molto bravo e a suo agio Daniele Bruno, mentre su tutti domina la figura di Maria Rita Sgarlato straordinaria madre e moglie che soffre e che sente su di sé il pesante compito che deve assolvere.

Gigi Giacobbe

Ultima modifica il Martedì, 05 Febbraio 2019 12:22

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