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SEMENZELLA - regia Sandro Dionisio

"Semenzella", regia Sandro Dionisio "Semenzella", regia Sandro Dionisio

uno spettacolo di Sandro Dionisio ispirato a "Le Baccanti" di Euripide
con: Tina Femiano, Carmen Femiano e Simona Pipolo
Aiuto regia e Partitura video: Matteo Ciotola
Costumi: Maria Pennacchio
Luci: Ciro di Matteo
Musiche di: Pan, Nando Misuraca e Gaemaria Palumbo
Foto di scena: Irene Gaeta
Regia: Sandro Dionisio
Rassegna Classico Contemporaneo, Chiostro di San Domenico Maggiore (Napoli) 24 agosto 2016

www.Sipario.it, 25 agosto 2016

Buio, scena vuota: tre figure femminili avanzano dal fondo della sala, attraversano il pubblico come vento lieve ma deciso, fino a salire in palcoscenico. Non si impiega molto (anche grazie alle lunghe vesti e alle maschere che indossano le attrici) a cogliere l'atmosfera tipica della tragedia euripidea. Al centro la protagonista, muta e immobile, intorno alla quale danzano inquiete – come vestali di una sacerdotessa – le altre due donne. Le voci di queste ultime, all'unisono come il coro nell'antico teatro greco, ci introducono alla storia.
Semenzella è il titolo dello spettacolo scritto e diretto da Sandro Dionisio – rappresentato nell'ambito della rassegna Classico Contemporaneo nel chiostro del convento di San Domenico Maggiore –, ma soprattutto è il soprannome della protagonista, il cui dramma (come quello di ogni eroina tragica che si rispetti) non ha tempo. Pur essendo avvolta in una dimensione classicheggiante, la vicenda è ambientata nel 2010, quando a Terzigno (in provincia di Napoli) la popolazione si ribella alla decisione governativa di aprire nel contiguo Parco del Vesuvio la cava più grande d'Europa per lo sversamento dei rifiuti. Come se non bastasse il disastro ambientale causato dall'impianto già in funzione di Cava Sari.
La gente è stanca: non ne può più di sentire il grido delle ambulanze, i pianti di inconsolabili genitori e vedove. Le cosiddette "mamme vulcaniche" sono pronte a tutto pur di salvare le vite dei loro figli. «No pasaran!», grida una delle attrici. Le ruspe questa volta non passeranno: il governo non creerà un'altra discarica assassina, inquinando aria e falde acquifere.
Una mamma vulcanica: ecco chi è Semenzella. Una delle donne che da anni ormai strenuamente si battono per salvare quanto hanno di più caro dagli abusi della camorra e di uno Stato complice. Una lotta senza confini contro nemici giganteschi e invisibili, che fa di queste guerriere figure mitologiche, oltre che tragiche. Semenzella era così soprannominata dal papà, perché da bambina aveva una figura esile e minuta. Appunto, come un piccolo seme, di quelli che si masticano e si succhiano, per poi essere sputati via (ormai senza sapore né consistenza). Ecco la metafora, il parallelismo terribile tra la protagonista e la sua terra martoriata: prima calpestata e sfruttata nel peggiore dei modi, poi dimenticata, abbandonata a se stessa. Insieme ai suoi abitanti, decimati dalla nuova peste. Tra l'indifferenza dei potenti, sterminati da leucemie, neoplasie, tumori.
Durante le manifestazioni di protesta, Semenzella viene scelta dalle altre donne per salire su un albero di ulivo e bruciare una bandiera tricolore. La protagonista fa ciò che le dicono ingenuamente, con apparente e infantile indifferenza, ma dentro di sé nasconde un dolore inenarrabile: la perdita delle radici, della terra amata e lavorata duramente, del padre dei suoi figli (stroncato come molti altri dal cancro). La manifestazione finisce, Semmenzella prende coraggio e salta giù dall'albero: così, il suo lutto e il cuore straziato si trasformano in nuova linfa, esplodendo in mille salvifici semi. Mentre abbraccia la terra, penetrandola di forza purificatrice, la protagonista rivela la propria natura mitologica di meravigliosa sirena.
In Semenzella Sandro Dionisio ha reso omaggio a Erri De Luca - La legittima difesa di Terzigno all'ultimo gradino della penitenza – e ad alcuni classici della canzone popolare come quello dedicato alla Sirena Partenope.
La rassegna Classico Contemporaneo è giunta, ormai, alla terza edizione con quattordici giorni di programmazione (dal 17 al 30 agosto), tredici spettacoli, quattro debutti assoluti e nove testi presentati a Napoli per la prima volta. La direzione artistica è di Gianmarco Cesario e Mirko Di Martino; l'organizzazione è del Teatro dell'Osso (in collaborazione con Aries Teatro ed Eventi).

Giovanni Luca Montanino

Ultima modifica il Venerdì, 26 Agosto 2016 06:24

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