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ROBE DELL'ALTRO MONDO - regia Alessandro Tedeschi, Gabriele Di Luca, Massimilliano Setti, Roberto Capaldo

Robe dell'altro mondo Robe dell'altro mondo Regia Alessandro Tedeschi, Gabriele Di Luca, Massimilliano Setti, Roberto Capaldo

drammaturgia Gabriele di Luca

regia Alessandro Tedeschi, Gabriele Di Luca, Massimilliano Setti, Roberto Capaldo

interpreti Gabriele Di Luca, Luisa Supino, Massimilliano Setti, Roberto Capaldo

musiche originali Massimiliano Setti

luci Diego Sacchi

costumi Nicole Marsano e Giovanna Ferrara

disegni e locandina Giacomo Trivellini

organizzazione Luisa Supino
Prodotto da Carrozzeria Orfeo

con il sostegno produttivo di Residenza Idra
 in collaborazione con Teatro Excelsior di Reggello, Benevento Città Spettacolo, La Corte Ospitale, Teatro Stabile di Napoli e Napoli Teatro Festival Italia
 con il contributo di Fondazione Cariplo
Teatro Sociale di Gualtieri, 19 e 20 giugno 2013

www.Sipario.it, 7 luglio 2013

Carrozzeria Orfeo offre una fresca prova di drammaturgia con Robe dell'altro mondo, spettacolo giovane e imperniato sulla commistione dei linguaggi. Esplorando il "sottosuolo" della paure metropolitane, fomentate dal catastrofismo apocalittico dei media, co-protagonisti in voce fuoricampo dell'intera pièce, sospese tra pregiudizi antichi e leggende metropolitane dell'ultim'ora, i giovani interpreti danno corpo ad una narrazione fumettistica, dai colori intensi e sgargianti, a metà strada tra il cartone animato e il graffito.
In un mondo costellato di sospetto e paura, si sviluppa una vicenda d'impianto circolare, che s'apre all'insegna dell'invasione aliena della terra, che si configura quasi come un evento messianico e salvifico poiché gli extraterrestri non sono malvagi predatori di uomini, ma anzi, paiono discesi in terra "a miracol mostrare" - o per dirla di nuovo parafrasando i classici, a rinnovare il nostro secolo zoppicante. Essi vogliono aiutare gli esseri umani, realizzare i loro sogni, restituire loro speranza e fiducia nel futuro. E così le vite di due gretti pensionati e dei loro nipotini, quelle di due emigrati omosessuali e quella del Papa - dagli alieni rapito e lasciato libero di girovagare liberamente e felicemente ai giardinetti - di un orso polare scappato dallo zoo e di un cinico politico vengono rivoluzionate.
La premiata (Premio della Critica Teatrale 2012) Carrozzeria appaiando il verosimile al cartonistico, giustappone le vicende dei personaggi dai lineamenti deformati da grandi maschere di plastica, a rotazione interpretati dallo stesso capace gruppetto d'interpreti, dando vita ad una galleria di figure non scontate, anche quando forzatamente accentuate nel loro dato caricaturale, ed tra le quali il politico corrotto, che mistifica le intenzioni degli alieni mediaticamente, onde riprecipitare la popolazione nel panico e meglio governarla, rappresenta un apice, nella propria delirante e forsennata orazione, carica di demagogia e di "politichese", siglando un'ottima prova d'attore per Gabriele Di Luca, anche autore, recentemente vincitore del premio Siae alla Creatività 2013.
Con una regia minimale ed asciutta, vicina ai modi dello sketch televisivo, che ben delinea il nervosismo sincopato, le fobie, i tic e la falsa solidarietà dell'oggi, regalando uno sguardo spontaneo e sincero sulla società attuale, Carrozzeria Orfeo offre uno spettacolo piacevole ma forse un po' sovraccarico di stimoli che non possono – per ovvi motivi contingenti – venire sviluppati coerentemente in poco più d'un'ora sulla scena. Anche la scrittura ironica e la comicità risultano talvolta un po' acerbe e appesantite dalla specchiatura costante con certo gergo "televisivo" e sottoculturale troppo insistito, che pericolosamente sfiora la banalità
Esistono perciò margini di miglioramento formale ad uno spaccato trasognato di società che complessivamente turba e diverte, mantenendo un buon equilibrio tra i registri.

Giulia Morelli

Ultima modifica il Lunedì, 23 Settembre 2013 11:27

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