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QUEL CHE RESTA A PROPOSITO DI MOBBING, SHOCKING E ALTRE AMENITÀ - di e con Monica Faggiani

"Quel che resta a proposito di mobbing, shocking e altre amenità", di e con Monica Faggiani "Quel che resta a proposito di mobbing, shocking e altre amenità", di e con Monica Faggiani

di e con Monica Faggiani
Aiuto regista Silvia Soncini
disegno luci di Alessandro Tinelli
assistente tecnico e grafico Andrea Finizio
Milano, Teatro Linguaggicreativi 11 marzo 2018
Ripresa dello spettacolo 25 Marzo nell'ambito dello "spazio Ohibò"

www.Sipario.it, 20 marzo 2018

Donne in gabbia, fuga e ricostruzione di una identità
Storia di una ricostruzione dell'identità al femminile a partire dal mito di Persefone sino al presente: passando dalle Candy Candy ai Terence che hanno popolato i nostri sogni e incubi di ragazze, agli amori fatali dei film di Truffaut e stemperandosi, infine, nelle sonorità agrodolci di Vinicio Capossela, Voci, volti e suggestioni diverse, ma il filo rosso che accompagna il nostro viaggio è il medesimo: C'era una volta è il catastrofico incipit ed ecco che... Generazioni d'ignare vittime, cresciute col mito del "Vissero per sempre felici e contenti", cascano nella rete dell'eterno amore in versione sadomasochista. Una relazione destinata a declinarsi in schermaglie mortali, anche nell'austero mondo del lavoro.

Il teatro è anche catarsi
Monica Faggiani in "Quel che resta" appassiona la platea nel doppio ruolo di autrice e interprete assoluta, conquistando lo status di "donna contro", con forti rievocazioni agli scritti di Susan Sontag e all'ironia agre e lieve di Natalia Ginzburg
La forza eversiva di testo e performance si avvalgono anche del carattere delle mille Mirandoline, Hedda, Laura Prete e delle assassine impersonate da Monica, nel corso di una ricca e ispirata carriera. Da questo humus di consapevolezza, rabbie e talento ecco spuntare la fioritura di un lavoro originale e pronto a unire, in una profonda catarsi, interprete e pubblico.

Soffro solo quando rido ...
Tracciare la storiografia delle lotte femminili è una Odissea vista dalla parte di Penelope: a partire dalla sottomissioni del XVIII e XIX secolo sino alle ingiustizie odierne: ogni evento e dettaglio costituisce, tutt'ora, materia di studio (sia giuridica che psicologica).
"Quel che resta a proposito di mobbing..." non è semplice ironia manierata in stile magazine femminile: bensì il diario di una dolorosa guerra per tentare di preservare, dalla tagliola del mobbing, parte della propria identità.
La conquista di un nuovo IO ricostruito con dolore e pazienza, giorno per giorno, e infine, vittoriosamente innalzato, come una nuova bandiera. Questo è il grande mistero che la nostra eroina affronta nel suo lungo viaggio verso la conquista della sua maturazione di: donna dalle mille gioie e inquietudini e tuttavia pronta ad aprirsi ad una vita nuova
Scena semplice e di grande impatto: dalle sedie a semicerchio ai reperti che costellano prima e dopo la vita di Monica- Persefone (il mangiadischi dell'infanzia, i libri, le canzoni e i miti dell'amore idealizzato sino alla vestizione finale: atto concreto e iniziatico del cambiamento).
Lo spettacolo verrà ripreso il 25 Marzo nella sede dell'Arci Ohibò. Spettacolo vivamente consigliato a tutti coloro che sanno andare oltre le scorciatoie di pensiero e i luoghi comuni.

Francesca Bastoni

Ultima modifica il Martedì, 20 Marzo 2018 07:03

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