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PORTAMI IN UN POSTO CARINO - regia Manuel Renga

"Portami in un posto carino" - regia Manuel Renga "Portami in un posto carino" - regia Manuel Renga

di Tobia Rossi
regia Manuel Renga
con Elisabetta Torlasco, Chiara Anicito, Tomas Leardini e Daniele Pitari
scene e costumi Aurelio Colombo
luci Manuel Renga e Aurelio Colombo
assistente alla regia Valentina Malcotti
produzione Teatro Libero Liberi Teatri
Milano, Teatro Libero dal 15 al 19 aprile 2014

www.Sipario.it, 20 aprile 2014

L'angusto spazio della provincia
Il luogo, la provincia. Il tempo, un nulla indefinito...
Christian, Giada, Anna e Carlo sono i personaggi di un dramma che condivide il respiro e lo spessore dei drammi di Tennesse Williams. Tobia Rossi, finalista al premio Hystrio 2012, traccia i percorsi e le scelte di quattro vite in spasmodica attesa del "fantomatico veglione natalizio". Quattro esistenze in stand by: combattute fra desiderio di stabilità e puro istinto.
I dialoghi palesano con precisione ed obbiettività chirurgica lo squallore di una provincia, costantemente alimentata, a giornali scandalistici e miti televisivi. La città è lontana e quell'ora di distanza, appare agli abitanti, una lontananza spazio- temporale incalcolabile.

Il mestiere di crescere
Il gelo del paese; l'orrore e lo sgomento generale per la morte di un giovane chiamato Alex. Un delitto commesso dai classici quattro ragazzi di "buona famiglia" e - in mezzo a tutto questo - l'esistenza quotidiana che scorre ...
La vita di Anna titolare del "salone di bellezza", l'unico del paese Il desiderio di felicità di Carlo: ricercato affannosamente in ogni incontro in chat. Giada -viziata rampolla- posta di fronte alla realtà: abbandonare le certezze e rimettersi in gioco. Christian, trait d'union delle vicende sentimentali: è simbolo di amore inesplicabile per Carlo ed icona di stabilità e perbenismo per l'eterna fidanzata.

L'irresistibile fascino della contaminazione
Commedia amara che trova, nei brevi tableaux vivants, il suo perfetto compimento strutturale. La regia, di Manuel Renga, è in parte ispirata al cinema corale di Ozpetek: giorni, ore e attimi cristallizzati in istantanee di vita veloci e mai approssimative. Le scene versatili, di Aurelio Colombo, si palesano intrinsecamente correlate ai tempi e allo stile di regia.
Buono l'ensemble d'interpreti: Daniele Pitari, Tomas Leardini, Elisabetta Torlasco, Chiara Anicito. Qualche dettaglio da smussare, fra la compagine femminile, tuttavia nell'insieme sono tutti ben affiatati. Ottimo e accattivante l'incipit: Il quadro di apertura nel parchetto ha il pregio di cogliere, in pieno, l'incontro di due estranei conosciuti in chat. Due giovani uomini alle prese con l'imbarazzo del primo approccio e il gelo di una serata invernale.
Pubblico soddisfatto e partecipe, calorose le chiamate in scena. Complimenti sinceri per una piece che trova il coraggio di affrontare temi difficili e cimentarsi -prossimamente - con la realtà eterogenea e complessa del Mix festival.

Francesca Bastoni

Ultima modifica il Martedì, 22 Aprile 2014 05:03

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