sabato, 23 settembre, 2017
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PALE BLUE DOT - regia Christian Di Domenico

Andrea Brunello in "Pale blue dot", regia Christian Di Domenico Andrea Brunello in "Pale blue dot", regia Christian Di Domenico

Pallido Pallino Blu
drammaturgia: Andrea Brunello con il contributo di Christian Di Domenico
regia: Christian Di Domenico
con Andrea Brunello
scenografie: Roberto Abbiati
musiche composte ed eseguite da Enrico Merlin
disegno luci: Elena Piscitilli
costumi: Patrizia Caggiati
supporto artistico: Salvatore Crisà
contributo tecnico e tecnologico: Roberto Tiella / Fondazione Bruno Kessler
produzione: Compagnia Arditodesìo | Progetto Jet Propulsion Theatre
in partnership con il Laboratorio di Comunicazione delle Scienze Fisiche dell'Università degli Studi di Trento e l'Università di Bordeaux e con il supporto di IdEx Bordeaux e i centri di ricerca IRSTEA e Labex COTE (Università di Bordeaux) e in collaborazione con La Corte Ospitale - Progetto Residenziale e Teatro Petrella - Longiano (FC)
Milano, Teatro Libero dal 10 aprile al 20 maggio 2016

www.Sipario.it, 16 maggio 2016

Può sembrare paradossale, ma proprio oggi, momento in cui il settore scientifico regna sovrano tanto da surclassare gli studi umanistici, sono numerose le persone cui mancano gli strumenti per comprenderne aspetti e meccanismi, a volte anche semplici, che permetterebbero di addentrarsi nei meandri scientifici, peraltro insufficienti a fornire all'uomo un'apertura in senso lato verso quel mare immenso e interminabile che è il sapere, reso meraviglioso dal piacere di nuotarvi con la libertà di scegliere verso dove dirigersi.

Andrea Brunello, scienziato e già ricercatore di fisica con la vocazione di attore - di cui si ricorda la magnifica qualità di comunicatore nell'indimenticabile Il principio dell'incertezza in cui racconta la fisica quantistica con rara, efficace e adamantina chiarezza a riprova che si riesce a essere chiari in qualsiasi disciplina quando la si possiede a fondo - ritorna sulle scene con Pale Blue dot/Pallido Pallino Blu, spettacolo che ha debuttato lo scorso novembre al Festival FACTS di Bordeaux e ha vinto il Premio nuova scena_tn 2015.

Questa volta il tema affrontato riguarda la stessa sopravvivenza del Pianeta Terra messo a rischio dalla dissennatezza delle azioni umane, tema di enorme respiro riguardando il Pallido Pallino Blu, come è stato definito il piccolo punto azzurro, immagine affascinante della terra fotografata dai confini del sistema solare nel 1990 dalla sonda Voyager 1 da parte della Nasa su pressione di Carl Sagan (New York 1934 – Seattle 1996), astronomo, divulgatore scientifico e autore di fantascienza e delle considerazioni sulla finitezza del nostro mondo in rapporto all'universo, fatto che dovrebbe essere più considerato dall'uomo il quale si sente infinitamente grande, ma che, invece, è l'esatto opposto, anche mentalmente non curandosi della propria casa.

Sono, infatti, in atto pericolose trasformazioni climatiche e ambientali dovute all'aumento esponenziale di utilizzo dei combustibili fossili ottenuti tramite deforestazione... e ad altre 'amenità' del genere con conseguente aumento della temperatura globale: argomenti che Andrea Brunello racconta con splendida energia esortando gli uomini a ritornare in armonia con la Natura e a lavorare tutti insieme per il bene comune abbandonando ogni forma di individualismo.

Una pièce con molta carne al fuoco: per la notevole varietà di temi trattati rischia di non essere recepita se non come un meteorite di un visionario destinato a volare alto e a non entrare nella quotidianità o come un ottimo racconto di 'eventuali e lontani rischi a livello globale' ipotizzati tra poco più di un centinaio di anni, un microscopico frammento del tempo della Terra e un amen arrivarvi...

Se l'invenzione del simpatico robot, compagno del filosofeggiare, riflettere e giocare è perfettamente riuscita nonché deliziosa, lasciano perplessi le tendenze suicide che aleggiano nel lavoro... un aspetto non molto ottimistico per invitare a essere attivi nel tentativo di salvare il mondo... Comunque si tratta di una pièce molto seria e interessante che forse pecca nel "volere dire troppo e tutto" ancorché necessario visto che per ottenere risultati - come sta succedendo per il buco dell'ozono pare in fase di rimpicciolimento - occorre formare un'opinione pubblica che costringa la politica a intervenire.

Validi non solo il ripristino di quei valori umanistici messi in un canto dalla sottocultura odierna, ma anche gli incontri con il pubblico e l'invito per chi ha assistito allo spettacolo a scrivere su un foglio i propri microimpegni: piccole gocce per evitare che la temperatura del globo si alzi di quei famosi 2 gradi che rischiano di provocare una catastrofe insanabile per il genere umano e il Pianeta Terra.

Wanda Castelnuovo

Ultima modifica il Lunedì, 16 Maggio 2016 05:59

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