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MACBETH - regia Elena Bucci, Marco Sgrosso

Macbeth Macbeth Regia Elena Bucci, Marco Sgrosso

di William Shakespeare
Con Elena Bucci, Marco Sgrosso, Vladimir Aleksic, Gaetano Colella, Marco D' Amore, Andrea De Luce, Massimo Di Michele e Roberto Marinelli
costumi: Andrea Stanisci
regia: Elena Bucci, Marco Sgrosso

Corriere della Sera, 21 marzo 2007

Shakespeare, che guaio

Shakespeare, per il nostro teatro, è sempre più un problema. Tra la nostra sensibilità attuale e la potenza di Shakespeare sembra esservi un abisso. Anche per me, più passa il tempo più Tolstoj, nel suo rifiuto, nel suo rinnegare Shakespeare, mostra le proprie ragioni. Shakespeare è troppo. È troppo in ogni senso. A maggior ragione in un tempo abituato a mediazioni estenuanti. Detto in altri, più spicci termini: meglio non metterlo in scena; Shakespeare è meglio leggerlo che recitarlo. Sfidando il buon senso, da ex compagni di strada di Leo de Berardinis, Elena Bucci e Marco Sgrosso (compagnia Le belle bandiere) si disinteressano di simili quisquilie e affrontano niente meno che «Macbeth». A torto o a ragione? Dico la verità: mi aspettavo di più. Dopo la magnifica prova offerta con «Le smanie della villeggiatura» (in collaborazione con la compagnia Diablogues, il miglior spettacolo della stagione, a tutt' oggi), dopo quello spettacolo, «Macbeth» è, un poco, una delusione; esso conferma, intorno a Shakespare, tutti i miei sospetti. In questo spettacolo non manca un' interpretazione netta, perfino radicale, che lo rende dunque, e per ciò stesso, apprezzabile. Tutta la vicenda, come vi fossero eliminate le prove fatalmente offerte agli uomini dalla realtà, ci appare interiorizzata, vissuta nella memoria, in un dormiveglia, in una fantasia da incubo. La scena è buia, semibuia, vi dominano il nero e il rosso, il rosso del rosso disco che getta la propria sinistra luce sulle umane ombre. Non vi sono che quattro panche, spostate a vista dagli attori, e un trono che è, nello stesso tempo, una sedia di tortura, una specie di sedia elettrica rudimentale. I protagonisti, Duncan, Seyton, Banquo, Macduff, Macbeth, ruotano intorno all' unica figura femminile, Lady Macbeth, l' unico lampo bianco, accecante, abbagliante, che vi sia in quell' oscurità. Essi si muovono come se fossero belve, o spettri: maligne entità, mai guidate dal lume della ragione. Ma è qui il punto debole dello spettacolo, nella plausibilità di queste figure-larve. Il punto debole è nella recitazione. Oltre a Elena Bucci a Marco Sgrosso, gli interpreti sono Vladimir Aleksic, Gaetano Colella, Marco D' Amore, Andrea De Luce, Massimo Di Michele e Roberto Marinelli. Sono loro a portare sulle proprie spalle, di fatto, il peso dello spettacolo. Di fatto, cioè al di là delle idee. Di fatto, cioè in presa diretta con Shakespeare. Troppo grande per loro. Troppo grande per noi.

Franco Cordelli

Ultima modifica il Domenica, 06 Ottobre 2013 11:22

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