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MICHELINA - regia Alessandro Benvenuti

Michelina Michelina Regia Alessandro Benvenuti

commedia musicale di Edoardo Erba
regia: Alessandro Benvenuti
con Maria Amelia Monti, Giampiero Ingrassia
Milano, Teatro Manzoni, dal 6 gennaio al 1 febbraio 2009

Libero, 15 gennaio 2009
La Stampa, 8 gennaio 2009
La Repubblica, 12 gennaio 2009
Corriere della Sera, 11 gennaio 2009
Maria Amelia Monti mondina della Lomellina

E’ proprio vero che nel teatro, come nella vita, può succedere di tutto. Può succedere che venga rappresentata una commedia di Edoardo Erba in cui la protagonista che le dà il titolo, "Michelina", da mondariso - come lo era Silvana Mangano del film di Giuseppe De Santis, "Riso amaro"- diventi l`amante di un cardinale di Santa Romana Chiesa. Ambientata, come quel film afine anni Quaranta, la storiella racconta di Michelina che, mondina nella Lomellina, una mattina (e dagli con le rime), chiappe al vento per ragioni professionali, viene ulteriormente scoperta da un cantante di varietà che riesce a farla diventare una soubrette nei suoi spettacoli in toumée tra Montù Beccaria, Stradella e giù di lì. Quand`ecco si viene a sapere che suo fratello è stato l`unico sopravissuto del naufragio mentre stava emigrando inArgentina: un miracolo invocato dalla sorella Michelina che pure non distingue il Pater Noster dall`Ave Maria. Un miracolo è giusto quel che serve alla Sacra Congregazione pontificia che sta cercando di beatificare una certa suor Ercolina. La quale sarà beatificata, come lo saranno, con balli e canti, tutti ipersonaggi, eminenze comprese. Lo spettacolo, al Manzoni di Milano, è irrispettosamente ma cordialmente applaudito grazie alla spericolata regia di Alessandro Benvenuti, alla straordinaria simpatia di Maria Amelia Monti, alla bravura di Giampiero Ingrassia e ai reverendi (sì fa per dire) Amerigo Fontani, Mauro Marino, Gianni Pellegrino, Anna lisa Amodio.

Carlo Maria Pensa

Se Sua Eminenza ama la mondina

Millenovecentoquarantotto: Bartali salva dalla guerra civile un`Italia ancora largamente rurale e dominata dal clero, ma la notizia passa quasi inosservata sullo sfondo di Michelina, nuova commedia (parcamente) musicale di Edoardo Erba, la cui trama fonde in modo abbastanza stravagante un tema classico e molto sfruttato dal cinema con un altro inusitato e addirittura audace. Il primo tema è la trasformazione di una contadinella molto ruspante in una stellina dell`avanspettacolo. La ragazza del titolo è una mondina abbrutita al duro lavoro (belle gambe ma piedi gonfi e rammolliti dalla risaia) che, pur senza intravvedervi alcuna inclinazione, un cantante da strapazzo la cui macchina ha avuto un guasto vicino ai campi trascina con sé per iniziarla all`arte al posto di una partner che ha perso. Tutto già visto, ma ecco che in maniera del tutto imprevedibile (secondo tema) a questa vicenda se ne affianca un`altra i cui protagonisti sono tutti ecclesiastici. Un certo cardinale è ansioso di creare una santa e l`unica candidata le cui credenziali offrano qualche possibilità è una certa monaca autrice, però, di un solo miracolo che oltretutto ha bisogno di essere confermato dalla testimonianza proprio della predetta Michelina - sempre che quest`ultima possa lasciarsi convincere ad affermare di avere invocato lei e non qualche altra ospite del Paradiso quando, con le sue preghiere, ottenne la salvezza di un fratello emigrato in Argentina. Il cardinale con il suo accolito si recano così nel teatrino sgangherato dove Michelina, messa alla frusta dal suo Pigmalione, si esibisce. Dopodiché, colpo di scena, Michelina e il cardinale s`innamorano. Seguono ostacoli, equivoci e interventi. Dopo avere superato molte avversità, lui si spreta, si unisce alla troupe e parte per il Nuovo Mondo. Malgrado ciascuno dei due ambienti tra i quali l`azione si sposta abbia i suoi momenti divertenti, la commedia denuncia qualche squilibrio tra la franca comicità dei numeri tra Michelina (la sempre deliziosa Maria Amelia Monti) e il cantante deciso a scozzonarla fino al punto di esibirsi in uno spogliarello dimostrativo (il solido, ironico Giampiero Ingrassia). Questa parte, dove càpitano anche le canzoni su melodie di Federico Odling arieggianti al periodo, è ulteriormente ravvivata dallo spiritoso numero di Anna Lisa Amodio come la defunta religiosa campana candidata agli altari. Nel confronto, l`altra zona è più prolissa, malgrado l`umorismo del terzetto composto da Amerigo Fontani (il cardinale), Gianni Pellegrino (l`accolito) e Maria Amelia Monti e Giampiero Ingrassia Mauro Marino (il superiore del cardinale, prima esterrefatto ma da ultimo quasi complice). La regia di Alessandro Benvenuti impartisce comunque al tutto velocità e buonumore; le scene di Tiziano Fario sono gustose - aprendosi e chiudendosi, il sipario rosso e oro rivela alternativamente un campo coltivato, un salone pieno di quadri rinascimentali e il più squallido dei palcoscenici con ingresso ai camerini. Così le due parti di 50 minuti ciascuna scorrono divertendo un pubblico che sta volentieri al gioco, senza minimamente scandalizzarsi come è probabile che avrebbe fatto qualche decennio fa.

Masolino D'Amico

Anche le mondine sognano il palco

Diversissimi che a volte reinventano la Storia, altre seguono realisticamente la vita di tutti i giorni, Edoardo Erba, che in questa stagione ha cinque suoi testi vecchi e nuovi nei cartelloni italiani, ha aperto l`anno con una novità, in prima a Milano al Manzoni. La sua Michelina vuol essere una commedia musicale d`altri tempi ed è ambientata in Lomellina tra le risaie nel `48, citando con insistenza Lucio Ardenzi, il Tour di Bartali e il Baffone, dato che la protagonista, vivacizzata da Maria Amelia Monti è una mondina che Giampiero Ingrassia in veste di cantante da strapazzo fa di tutto per lanciare in poveri show da balera, mentre la ragazza preferisce lanciarsi tra le braccia di un cardinale abbastanza goffo anche nel ricambiarla. Ma a parte il fatto che la trama è complicata da una poco credibile volontà del Vaticano di beatificare una parente della ragazza, a far difetto è la regia di Alessandro Benvenuti perché, a parte la scioltezza della Monti, nell`ingombro scenico i movimenti sono meccanicamente di maniera e anche le canzoni d`epoca create da Federico Odling non riescono a prendere il volo come del resto la storia.

Franco Quadri

Maria Amelia Monti scherza con i santi

Si gioca al ben collaudato gioco del teatro nel teatro in un' Italia del dopoguerra ingenua, furbastra e affamata, scherzando coi preti e coi santi nella commedia di Edoardo Erba Michelina, musica di Federico Odling, portata in scena con una regia vivace da Alessandro Benvenuti. La storia dell' amore nato tra un cardinale ansioso di trovare testimonianze per la causa di beatificazione di una suora, e chi da questa suora parrebbe aver ricevuto un «miracolo», Michelina, si snoda senza sorprese lungo un percorso facile e drammaturgicamente non del tutto risolto, senza guizzi di boccaccesco o durezze di realismo. Michelina, improbabile soubrette, una sorta di Gelsomina felliniana meno candida e credulona, rubata alle risaie dal «cantante sentimentale» Arturo Bonavia, uno Zampanò da strapazzo che per sopravvivere gira le balere della Lomellina, è al centro di una favola a lieto fine, dove l' amore trionfa sui voti dell' alto prelato e tutti diventano protagonisti di una «rivista» che porta in Argentina a ritmo di tango le vicende della soubrette, del cardinale e del cantante. Un gioco di sipari - la scena è di Tiziano Fario - svela ora una campagna, ora l' austera dimora cardinalizia, ora uno squallido palcoscenico e segue l' intreccio, un pò macchinoso, reso leggero da guizzi di umorismo e tocchi di surreale. Molto brava Maria Amelia Monti che disegna una Michelina in bilico tra disarmante candore e furbesca malizia vessata, ma non troppo, dal suo Pigmalione da balera, ben interpretato dal bravo Giampiero Ingrassia. Bravi anche Amerigo Fontani, il cardinale innamorato, Gianni Pellegrino, un prete segretario desideroso di far carriera, Mauro Marino, il cardinale più anziano, e Anna Lisa Amodio, la defunta suora in odore di santità. Michelina di Edoardo Erba Teatro Manzoni di Milano

Magda Poli

Ultima modifica il Giovedì, 10 Ottobre 2013 08:40

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