lunedì, 10 dicembre, 2018
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MACBETTU - regia Alessandro Serra

"Macbettu", regia Alessandro Serra. Foto Alessandro Serra "Macbettu", regia Alessandro Serra. Foto Alessandro Serra

di Alessandro Serra
tratto dal Macbeth di William Shakespeare
con Fulvio Accogli, Andrea Bartolomeo, Leonardo Capuano,
Andrea Carroni, Giovanni Carroni, Maurizio Giordo,
Stefano Mereu, Felice Montervino
consulenza linguistica Giovanni Carroni, lingua: sardo con sovratitoli in italiano
collaborazione ai movimenti di scena Chiara Michelini
musiche Pietre sonore Pinuccio Sciola
composizioni pietre sonore Marcellino Garau
regia, scene, luci, costumi Alessandro Serra
produzione Sardegna Teatro e Compagnia Teatropersona, con il sostegno di Fondazione Pinuccio Sciola | Cedac Circuito Regionale Sardegna
al Comunale di Casalmaggiore, 2 dicembre 2018

www.Sipario.it, 5 dicembre 2018

Un cupo martellare su una parete metallica, corpi che fuoriescono dal buio, tre streghe polverose che attraversano la scena cariche di presagi, donne barbute, spietate e comiche al tempo stesso: bastano queste poche immagini rubate ad un nero che è inferno e buio dell'anima per entrare in Macbettu di Alessandro Serra. La tragedia più nera e sanguinosa di Shakespeare, la tragedia del desiderio di potere, della sterilità e dell'ambizione trova una sua archetipica oscurità e greve atmosfera nella Sardegna antropologica dei carnevali di Barbagia e nella sonorità lugubre della lingua insulare. La traduzione messa in atto da Serra della Compagnia Teatropersona sfronda il testo, lo concentra nell'assolutezza della sete di potere, affidandolo tutto a Macbeth e lasciando sullo sfondo la sua lady che diventa una presenza inquietante, fuori dal gioco eppure oscuro motore primo dell'agire del marito.
Fulvio Accogli, Andrea Bartolomeo, Leonardo Capuano, Andrea Carroni, Giovanni Carroni, Maurizio Giordo, Stefano Mereu, Felice Montervino sono se possibile un corpo unico, un canto monocorde che fa emergere il buio dell'anima, la voglia di potere e il potere del desiderare senza fine, perché la sterilità condanna a un futuro di declino e a una inappagata ambizione ad essere. Alessandro Serra usa tavoli di metallo che si fanno prima parete e porta oltre la quale si compie l'uccisione di Duncan e del suo seguito, poi tavola su cui cammina lo spettro di Banquo, calpestando il pane senza lievito sardo in un inquetante scricchiolio che mette i brividi. Ed anche quando Macbeth raggiunge la regalità, conquistata col sangue, siede su una piccola sedia, la stessa di quella usata dalle donne sulle porte di casa... Su quel piccolo trono infantile Macbeth si interroga sulla vita, «solo un'ombra che cammina, un povero attore che si dimena sopra un palcoscenico per il tempo assegnato alla sua parte, e poi di lui nessuno udrà più nulla: è un racconto narrato da un idiota, pieno di grida, strepiti, furori, del tutto privi di significato!».
Più che un re Macbettu appare come una sorta di fool messo di fronte alla sua caducità e all'imminente sconfitta, col corpo di Lady Macbeth fagocitato dall'oscurità. Sassi, legno, suoni duri e cupi, un permanere del nero, luci di taglio che definiscono uno spazio claustrofobico, indefinito e astratto fanno di questo Macbettu una discesa negli inferi, un racconto in cui l'atto violento è il disperato urlare la caducità dell'umano, la sua cieca condanna a non essere se non sa mettersi in contatto con il mondo, con la natura, con le profezie che arrivano dalla tre streghe, quelle donne fatali che nei loro rituali, nei loro sberleffi dicono della parola segreta del rito e del mito. Macbettu di Alessandro Serra è uno di quegli spettacoli che impressiona, regala suggestioni iconiche e di atmosfera – fa pensare in più parti al Macbetas di Nekrosius come motivo ispiratore –, ma a tratti rischi di fermarsi all'elegante suggestione, allo stupore prodotto nello spettatore. Si vive in un clima di cupa predestinazione che rievoca antichi riti, l'antica civiltà nuragica e in questa evocazione si compie e si chiude questo Macbeth in terra sarda.

Nicola Arrigoni

Ultima modifica il Mercoledì, 05 Dicembre 2018 08:26

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