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LEGNANESI (I) LA FAMIGLIA COLOMBO - regia Antonio Provasio

"I Leganesi, La Famiglia Colombo", regia Antonio Provasio "I Leganesi, La Famiglia Colombo", regia Antonio Provasio

di Felice Musazzi, Antonio Provasio
regia: Antonio Provasio
con Antonio Provasio, Enrico Dalceri, Luigi Campisi
musiche: Arnaldo Ciato, Enrico Dalceri
coreografie: Sofia Fusco
direttore artistico: Sandra Musazzi
direttore di produzione: Enrico Barlocco
produzione: CHI.TE.MA.
Milano, Barclays Teatro Nazionale dal 3 gennaio al 28 febbraio 2016

www.Sipario.it, 9 gennaio 2016

Una sorpresa divertente e brillante è stata quasi due lustri fa la scoperta a Milano della simpatica, vivace e intelligente Compagnia dei Legnanesi che - portando avanti un'antica e gloriosa tradizione ascrivibile alla geniale inventiva di Felice Musazzi il quale la crea nel 1949 spinto dall'originale e verace Parroco di Legnarello (contrada di Legnano) che suggerisce l'escamotage di un gruppo en travesti allo scopo di evitare l'irragionevole divieto ecclesiale per le donne di recitare negli oratori - ha riportato in auge dopo la scomparsa dei fondatori il clima tipico dei cortili delle case di ringhiera.

Ed è proprio il cortile della ca' de ringhera, tipica abitazione e fulcro dell'antica urbanistica lombarda - con una socializzazione assimilabile a quella di altri storici luoghi di aggregazione come piazze, piazzette, campielli di goldoniana memoria, vicoli... oggi quasi scomparsi o sostituiti da estemporanei angoli di strade - lo spazio in cui si dipana da sempre una vita gomito a gomito dovuta alla vicinanza di abitazioni e finestre. Un groviglio di storie e vite che s'incontrano, s'intersecano e si scontrano, ma si riuniscono in caso di necessità, in fondo rispettandosi e dando luogo alla forza umoristica di chiacchiere, pettegolezzi, battibecchi, diverbi, litigi, tregue, paci... nel continuo divenire del quotidiano di una grande e variegata famiglia povera di denaro, ma ricca di una profonda umanità dai valori semplici, genuini, autentici e non costruiti. Tale calore espresso con semplicità è stato il protagonista e la forza del 'cortile dei Legnanesi'.

Oggi la società è cambiata: nelle nuove e vecchie città si vive sempre accatastati gli uni agli altri con una voglia, però, di autonomia e di privacy molto più marcata e con il rischio ormai onnipresente - se i muri non sono insonorizzati e anche oggi lo sono rarissimamente - di sentire con fastidioso disagio i rumori del quotidiano di un vicino fantasma che non s'incontra per mesi, se non per anni, e di cui si tollerano a denti stretti trambusto, baraonda, risse, chiacchiere, pianti di bimbi o lamenti di persone che soffrono, trilli di telefoni, lavatrici e televisioni in azione, sciacquoni...

Oggi nulla, però, è mutato rispetto ai tempi di Musazzi perché dopo il boom economico viviamo una profonda crisi socio-economico-culturale che, aumentando in modo esponenziale la forbice tra povertà e ricchezza, sta facendo scomparire le classi media e medio bassa che con la loro operosità hanno reso nuova e dinamica la società, sono aumentati la corsa all'apparire piuttosto che all'essere, al denaro e al successo facile, il numero dei ladri illegali e legali e altre vaghezze di questo genere... e si fa fatica come allora ad arrivare a fine mese... solo che nella nostra società i 'diversi' non sono più i 'terroni', ma gli extracomunitari...

Inoltre sono quasi scomparsi, non sempre per fortuna, il calore, la solidarietà, il rispetto... che si andava a cercare nel cortile dei Legnanesi con Teresa (un vivacissimo ed espressivo Antonio Provasio anche regista e coautore dei testi attuali), piccola, deliziosa, carismatica, risoluta, energica, grintosa e mordace matriarca della famiglia Colombo dominante grazie a lei la piccola comunità, con Giovanni (un bravissimo Luigi Campisi) dalle poche parole pronunciate a fatica anche per via di quello sviscerato amore per la consolazione data da on biccer de vin... che se poi le consolazioni sono più d'una... con una consorte che lo comanda a bacchetta... e con la 'stagionata' Mabilia (un elegante ed effervescente Enrico Dalceri che coordina anche i costumi, in parte le musiche e il fantasmagorico corpo di ballo con giovani non professionisti), 'straordinaria progenie' da mantenere, e con tutte le donnine ferocemente simpatiche che abitano il cortile, tutte essenziali per renderne lo spirito.

Nello spettacolo del 2016, dopo un inizio degno della tradizione, del tradizionale cortile rimangono solo i tre protagonisti e la Pinetta (impersonata dal bravo Alberto Destrieri), memoria storica del cortile e vittima designata degli umori della cugina Teresa, mentre le altre donnine spariscono sostituite da una recita sacra di sapore scolastico e da un secondo tempo dalle goliardiche tinte noir non in sintonia con lo spirito tradizionale dei Legnanesi. Senz'altro giusta e legittima la volontà di innovare - momento comunque sempre lungo, difficilissimo e arduo - per trasferire i valori del cortile nei nostri attuali costumi rendendo più moderno lo spettacolo: potrebbe quindi essere un'idea un secondo tempo diverso, ma con un testo intelligente e semplice come possono costruirlo professionisti sensibili cui si augura un successo strepitoso.

Tra i protagonisti Giovanni ha un ruolo più propositivo e incisivo in perfetta linea con lo spirito di fondo dei Legnanesi così come la Mabilia è sempre più brava e sicura di sé.
Si è, invece, sentita - al di là della bravura interpretativa di tutto il gruppo e della bellezza della nuova scenografia del cortile - una nostalgia per quel calore quotidiano dato dalla storia di tutti quei poveracci (siamo tutti noi) afflitti dai problemi contingenti quest'anno poco trattati: in fondo una famiglia, pur se complessa come spesso lo è oggi, è veramente tale se vede la partecipazione di tutti i componenti.
Splendidamente coreografici i balletti dagli accattivanti costumi.

Wanda Castelnuovo

Ultima modifica il Domenica, 10 Gennaio 2016 18:59

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