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LI ROMANI IN RUSSIA-RACCONTO DI UNA GUERRA A MILLANTA MILA MIGLIA - regia Alessandro Benvenuti

Li Romani in Russia - Racconto di una guerra a millanta mila miglia Li Romani in Russia - Racconto di una guerra a millanta mila miglia Regia Alessandro Benvenuti

di: tratto dall'omonimo poema in versi di Elia Marcelli; adattamento teatrale di Marcello Teodonio
scene: disegno luci di Danilo Facco
Costumi: Sara Quattrini
Musiche: Gabriele Ortenzi/Areamag
Regia: Alessandro Benvenuti
Produzione: Big Fish S.r.l - Divisione Teatro
Interpreti: Simone Cristicchi
Trieste, Politeama Rossetti dal 25 al 30 ottobre 2011

www.Sipario.it, 18 novembre 2011
Il dialetto come voce vibrante per testimoniare la tragica verità della storia. "Li Romani in Russia. Racconto di una Guerra a millanta mila miglia", scritto da Elia Marcelli, è un poema in ottave narrative di grande impatto emotivo, che Simone Cristicchi sa intepretare con acuta sensibilità, restituendo quella patina di spavalda ma anche rassegnata ironia che trasuda naturalmente dal romanesco. "Ideale incontro tra Il Sergente nella neve di Mario Rigoni Stern e i Ragazzi di vita di Pier Polo Pasolini", è il resoconto dell'inutile Campagna di Russia del 1941-43 che ha visto l'esercito italiano impreparato ed inadeguato soccombere di fronte a condizioni fisiche e meteorologiche disumane, provvisto di armi, viveri e abbigliamento del tutto insufficienti e ridicoli. "Ma 'ndovai senza l'ombrello quando piove?" si chiede con una metafora il protagonista narratore, soldato partecipe della tremenda spedizione, tra i pochi sopravvissuti che riuscirono a far ritorno. Per la "passeggiata" verso il freddo, la fame e il terrore partirono infatti 220.000 giovani, ne ritornarono soltanto 20.000, tra cui lo stesso Marcelli appunto che ha sentito il dovere di raccontare per non dimenticare. Milleduecento intensi versi dedicati ad una disfatta annunciata ma da sempre mistificata dalla propaganda del regime che ammantava la situazione sul fronte orientale con false notizie. E poi poteva l'Italia rimanere estranea alla lotta contro il comunismo?

Nell'efficace messinscena (regia di Alessandro Benvenuti), dove si rincorrono pittoresche descrizioni a dialoghi tra diversi personaggi, per altro molto reali nelle caratterizzazioni che ne dà Cristicchi da solo in divisa sulla scena, echeggiano così i falsi comunicati trionfalistici della radio fascista. Essi stridono ancor di più con quella realtà storica ("La storia detta a 'sta maniera / pare fasulla perché è tanto vera"): dopo una tragicomica partenza, presaga di lutto, incomincia l'incubo di un viaggio infinito tra la neve, i soldati morti, i nemici ma anche la solidarietà, il rigore morale di resistere ad oltranza e la volontà disperata di salvarsi, fino alla ritirata.

Applauditissimo l'abile artista romano, capace di tradurre con la voce e la gestualità potenti immagini per la mente e per il cuore.

Elena Pousché

Ultima modifica il Sabato, 21 Settembre 2013 06:17

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