sabato, 15 dicembre, 2018
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IFIGENIA, LIBERATA! - regia Carmelo Rifici

"Ifigenia, liberata!", regia Carmelo Rifici. Foto Masiar Pasquali "Ifigenia, liberata!", regia Carmelo Rifici. Foto Masiar Pasquali

ispirato ai testi di Eraclito, Omero, Eschilo, Sofocle, Euripide,
Antico e Nuovo Testamento, Friedrich Nietzsche, René Girard, Giuseppe Fornari;
progetto e drammaturgia di Angela Demattè e Carmelo Rifici
regia Carmelo Rifici
con (in ordine alfabetico) Caterina Carpio, Giovanni Crippa,
Zeno Gabaglio, Vincenzo Giordano, Tindaro Granata, Mariangela Granelli,
Igor Horvat, Francesca Porrini, Edoardo Ribatto, Giorgia Senesi, Anahì Traversi
scene Margherita Palli
costumi Margherita Baldoni
scene realizzate dal Laboratorio di Scenografia 'Bruno Colombo
e Leonardo Ricchelli' del Piccolo Teatro di Milano - Teatro d'Europa
costumi realizzati dalla Sartoria del Piccolo Teatro di Milano - Teatro d'Europa
maschere Roberto Mestroni
musiche Zeno Gabaglio
disegno luci Jean-Luc Chanonat
progetto visivo Dimitrios Statiris
regista assistente Agostino Riola
assistenti alla regia Emiliano Masala e Francesco Leschiera
assistente scenografa Francesca Greco
assistente costumista e sarta di scena Giulia-Claudia Gambi
in video Maximilian Montorfano, Jacopo Montorfano e Agnese Chiodi
produzione LuganoInScena
in coproduzione con LAC Lugano Arte e Cultura,
Piccolo Teatro di Milano – Teatro d'Europa e Azimut in collaborazione
con Spoleto Festival dei Due Mondi, Theater Chur,
con il sostegno di Pro Helvetia, Fondazione svizzera per la cultura, Clinica Luganese Moncucco,
visto a Brescia, Teatro Sociale, 5 aprile 2018

www.Sipario.it, 2 maggio 2018

Ci sono spettacoli che non hanno paura di osare, di frequentare un pensiero, di montare e smontare concetti, di mettere alla prova la capacità di astrazione del teatro e la sua potenzialità di pensiero agito. Ifigenia, liberata! frequenta questa possibilità, è un atto di libertà nei confronti di un pensare agito, offerto agli spettatori perché lo facciano loro e lo rielaborino. L'esito estetico è quasi accessorio se alla fine dell'allestimento firmato da Carmelo Rifici, su drammaturgia di Angela Demattè e dello stesso Rifici ci si porta via un pensiero, la voglia di riflettere su ciò che fa scatenare la violenza, sul suo nascere, compiersi, giustificarsi, rendersi 'accettabile'. Ifigenia, liberata! è una riflessione sulla violenza, sul sacrificio che è l'atto violento reso plausibile, giustificabile nel gesto sacro, separato, spargimento di sangue finalizzato a placare l'ira di Dio che altro non è che un transfert delle pulsioni violente dell'uomo contro un altro uomo. La vicenda di Ifigenia che deve morire per il bene della comunità e farlo per mano del padre Agamennone è evidentemente il pre-testo con cui Ifigenia, liberata! cerca di analizzare quali sono i meccanismi che inducono alla violenza, che giustificano la violenza. Innescati da quale bisogno? Da che necessità?
L'attraversamento del ciclo degli Atridi attraverso i testi di Omero, Eraclito, Eschilo, Sofocle ed Euripide chiama in causa un altro 'sacrificio di innocente', quello di Isacco nell'Antico testamento e dalle invarianti del mito – passo dopo passo – la vicenda lascia il posto all'ermeneutica, la storia al pensiero con esplicite citazioni da Nietzsche a Renè Girard della Violenza del sacro o del più agile Il sacrificio. In una sala lignea – pensata da Margherita Palli come una sorta di sala prova – gli attori si muovono dentro la vicenda come fuori dai loro personaggi, in una sorta di procedimento de-costruttivo della tragedia greca che immediatamente si fa pre-testo per dire altro: per capire da dove nasce la pulsione violenta insita nell'uomo, come si possa placare e quale sia la giustificazione di tale atto, letto nella prospettiva – forse – di metabolizzare una pulsione autodistruttiva che permette di essere superata solo nella ricerca di un corpo esterno a cui imputare la colpa e di conseguenza la necessità dell'atto violento come espiazione.
Di questo discettano il regista (Tindaro Granata) e la drammaturga (Mariangela Granelli). Al procedimento di aprire sui singoli episodi della vicenda tragica per capire il senso della parola segreta del mito si adeguano gli attori Caterina Carpio, Giovanni Crippa, Zeno Gabaglio, Vincenzo Giordano, Igor Horvat, Francesca Porrini, Edoardo Ribatto, Giorgia Senesi, Anahì Traversi chiamati ad essere personaggi e interpreti di una storia che scava dentro, che interroga ognuno di loro – in scena – e di noi in platea. Se tutta la prima parte se ne va nel gioco del dentro e fuori la tragedia, la seconda si compie con maggiore fluidità perché affidata – forse – ad un discettare teoretico sul sacrifico, sulla possibilità di sottrarsi alla dinamica della vendetta, del desiderio mimetico, direbbe Girard. E del pensiero del filosofo francese Ifigenia, liberata! sfiora o tace la conclusione che vede nel sacrificio del Cristo, figlio di Dio, l'Agnus Dei, l'atto salvifico che pone fine, o dovrebbe porre fine all'atto violento del sacrificio. Ifigenia, liberata! non va in cerca di atti risolutori, ma piuttosto della libertà di esercitare il libero arbitrio, messo in relazione alla communitas perché questo non diventi solo un atto arbitrario.
Carmelo Rifici e i suoi attori costruiscono un lavoro denso che gioca a respingerealla maniera di Luca Ronconi lo spettatore, si diverte a decostruire il plot, seguendo una prassi tipica di Antonio Latella e a sua volta mutuata dalla lettura analitica di Massimo Castri. L'uso della videocamera come 'realtà aumentata', ma anche sguardo oggettivato sull'azione, piuttosto che la volontà di giocare a carte scoperte sulle auctoritates filosofico/intellettuali che hanno dato vita al plot fanno di Ifigenia, liberata! uno lavoro a tratti faticoso, magari un po' presuntuoso, ma con un indubbio valore: sviluppare la voglia di riflettere, fermarsi a pensare, condividere tante domande a cui la comunità degli attori in prova e noi con loro aderiamo con attenzione e portandoci a casa qualche dubbio e qualche curiosità in più. E non è un aspetto da sottovalutare e da poco.

Nicola Arrigoni

Ultima modifica il Venerdì, 04 Maggio 2018 11:36

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