mercoledì, 23 maggio, 2018
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FACCIAMO L'AMORE - regia Gianluca Guidi

Facciamo l'amore Facciamo l'amore Regia Gianluca Guidi

di Norman Krasna con Gianluca Guidi, Lorenza Mario, Enzo Garinei, Aldo Ralli
regia di Gianluca Guidi
Milano, Teatro Manzoni, dal 2 dicembre 2008 al 4 gennaio 2009

Libero, 11 dicembre 2008
Il Giorno, 16 dicembre 2008
Il Giornale, 30 dicembre 2008
Il Messaggero, 21 marzo 2009
Il Mattino, 3  marzo 2009
Corriere della Sera, 18  dicembre 2008
Il musical "Facciamo l'amore"

Gianluca Guidi e la Mario come Marilyn e Montand

Fate conto che Silvio Berlusconi venga a sapere che in un certo teatro, non di sua proprietà, si sta provando uno spettacolo satirico contro di lui, nel quale dovrà apparire, per ridicolizzarlo, un attore che gli somigli. Ma l'attore non si trova e a Berlusconi altro non resta da fare che presentarsi in teatro fingendosi il sosia di se stesso... No, scusate, Silvio Berlusconi non c'entra per niente in questa storia: ce l'abbiamo messo noi solo perché il protagonista della commedia musicale "Facciamo l'amore" è un miliardario come lui, ma americano di origine francese visto che si fa chiamare Giacomo La Rochefort. E presentatosi, con lo pseudonimo di Victor Hugo, all'impresario, viene subito scritturato. Quando poi lo spettacolo sta per debuttare, il padrone del teatro chiede un anno di affitto anticipato all'impresario, il quale non ha abbastanza dollari; allora interviene l'amministratore di La Rochefort. Nel frattempo Victor si è innamorato della soubrette, la quale quando sa che Victor Hugo è Giacomo rifiuta. Per poco, però. Vince l'amore e lo spettacolo va in scena col più vivo successo. Lo stesso successo che ha accolto adesso l'edizione italiana di "Facciamo l'amore", di cui è regista e protagonista Gianluca Guidi. Il titolo e il copione sono gli stessi di un film di George Cukor con Yves Montand e, Marilyn Monroe. Ora in scena, con Guidi, sono Lorenza Mario, Enzo Garinei, Aldo Ralli, Aldo Bergamaschi.

Carlo Maria Pensa

Strenna natalizia con Guidi povero miliardario

Commedia musicale al Manzoni

Che faticaccia, per un povero miliardario dongiovanni, espugnare il cuore di una soubrette candida come una novizia! La strenna natalizia che il Manzoni offre racconta queste traversie. «Facciamo l'amore» è un incrocio fra la commedia musicale all'italiana - garantita dall'applaudita presenza di due «glorie», Enzo Garinei e Aldo Ralli - e il musical americano, con sei bravi ballerini e il mixer di Giorgio Calabrese e Riccardo. Gianluca Guidi l'interprete, ne è anche il regista: un figlio d'arte che oggi sa accentuare l'à-plomb ironico e i toni da cantante confidenziale di papà Dorelli. «Facciamo l'amore», da Guidi riadattato con Giovanetti e Pallottini, ha una lunga storia. Viene da Broadway anni Trenta, è stato rielaborato Norman Krasna e ha avuto due film (uno nel '60 di Cukor a Monroe e Montand). Con Guidi oppone adesso leggi del cuore nel mondo cinico delle multinazionali. Ci sono tutti gli ingredienti del panettone di Natale, e il pubblico del Manzoni mostra di gradire. Giacomo de La Rochefort, il miliardario innamorato, va a vedere in un teatro periclitante per i debiti le prove di un «musical» in cui lo prendono per i fondelli. Ha un coup-de-foudre per la soubrette, figlia dell'impresario; viene scambiato per un attorucolo che sa imitare il ricco uomo d'affari ed è scritturato. «Teatro nel Teatro», se vogliamo. Fatto sta che, senza scomodare Pirandello, il Giacomo innamorato elabora col suo amministratore (Garinei), che in gioventù fu un caratterista con l'impresario padre dell'amata (il Ralli), una complicata strategia. Ma prima del lieto fine suderà le sette camicie per convincere tutti della sua vera identità. Coreografato da Stefano Bontempi che in scena è uno spassoso sopranista - il cast attraversa con fluidità di passaggi l'ingarbugliata vicenda. La scenografia dell'austerità che colpisce anche il teatro: peccato.

Ugo Ronfani

Guidi e la Mario rilanciano «Facciamo l'amore»

E' tempo di lustrini, palle di neve, biglie colorate, panettoni e stelle filanti: insomma siamo tra Natale e Capodanno, la festa religiosa per eccellenza che, a modo suo, imita il più pagano Carnevale. E nelle nostre sale teatrali è tempo di musical. All'italiana naturalmente, sia pur servito con un pizzico di salsa di marca newyorchese. È il caso del pacco-regalo spiritoso e graffiante che ci offre quest'anno con squisito tempismo la cara vecchia sala del Manzoni ospitando un Facciamo l'amore, a suo modo inedito. Dato che, oltre a rifarsi alla commedia incantevole e pruriginosa varata nel '60 a Hollywood da un veterano di nome George Cukor con la celebre coppia Marilyn MonroeYves Montand, il copione sbrigliato e tenerissimo riscritto ad hoc dall'eclettico Gianluca Guidi e dai suoi collaboratori, contiene più di un'allusione al buono e al pessimo costume di casa nostra. Dove le compagnie, come si sa, per colpa di certa austerity rischiano la chiusura a meno che non si presenti, come nel copione di Norman Krasna, una fata turchina sotto le spoglie del miliardario Giacomo de La Rochefort (Clément, nell'originale) a salvare la situazione. Chiamato in causa da un'indiscrezione (è appena venuto a sapere che è invia di allestimento uno spettacolo dove gli si tagliano i panni addosso), Giacomo-Clément si fa scritturare dalla troupe spacciandosi per l'involontario sosia di se stesso. Naturalmente il delizioso qui pro quo funziona fino a un certo punto, anche se nel frattempo il nostro eroe è riuscito a conquistare l'esilarante Miss Amanda spacciandosi per un francese di nome Victor Hugo (nel film, invece, Montano dichiarava all'ingenua Marilyn di chiamarsi Alexandre Dumas). Com'è ovvio, l'happy end è assicurato: a Hollywood come a Broadway e nella Milano natalizia i miliardari, si sa, hanno il cuore d'oro. È questo il succo dell'esile commediola che, per merito di una regia intelligente e fragrante come un biscuit, allinea un Guidi informa strepitosa accanto alla sensuale Lorenza Mario e all'impagabile Aldo Ralli. Cui si aggiunge, viva gli ottantenni, la classe di Enzo Garinei.

Enrico Groppali

Chiare, fresche, dolci storie

Fin dalle prime battute di Facciamo l'amore, la commedia musicale che Gianluca Guidi interpreta e dirige (al Sistina di Roma fino al 9 aprile), ci si rende conto di una precisa volontà di fondo: dare allo spettacolo un segno demodé, una patina d'altri tempi in cui siano legittimi certi ripescaggi, certi omaggi all'arte di ieri, certe autoconcessioni. Il soggetto viene da una vecchia commmedia di Norman Krasna, diventata un film di George Cukor nel 1960 per la coppia Marylin MonroeYves Montand. Massimiliano Giovanetti e Claudio Pallottini hanno reso la materia d'origine una storia d'amore semplice, fresca, incapace di portare le ciglia finte e il troppo rossetto. Guidi regista esalta appositamente questi tratti per costruire due tempi sfaccettati, onnivori: al centro la vicenda d'amore di un giovane miliardario che entra per avventura in una compagnia di guitti e si invaghisce della primattrice (la bella e sempre pimpante Lorenza Mario); attorno, numeri e numeretti che lasciano brillare i comprimari, avanti a tutti Enzo Garinei (Mr Gallagher) e Aldo Ralli (Mr Shean) con una loro storia alle spalle, i caratteristi, il corpo di ballo, il ventaglio di grandi canzoni firmato Porter, Gershwin, Coleman, Trenet. Ma la degustazione più gradevole, che annulla qualche vuoto di ritmo e non poche lungaggini, è associata ai siparietti di umorismo surreale creati sia da Guidi, sia dalla coppia dei veterani. Par di stare seduti davanti alla tv quando, a notte fonda e grazie ai magici archivi della Rai, assistiamo a sketches di gran marca interpretati da Renato Rascel, Paolo Panelli, Raimondo Vianello, Carlo Dapporto, Ugo Tognazzi, Alberto Lionello... La risata sorge spontanea, ma è umorismo lieve, mai cabarettaro, spesso sognante, sempre e comunque elegante. Stefano Bontempi, che sa cantare da soprano, brilla nella parte di Penelope Horowiz, segretariona a fiori&frutti.

Rita Sala

Guidi, l'arte della commedia di un seduttore finto-povero

Il salotto ovattato dell'alta finanza e il backstage di un teatro polvere e lustrini. Il cinico miliardario, donnaiolo impenitente, e la giovane attrice di sani principi morali. Il colpo di fulmine dietro le quinte, equivoci e contrasti d'amore, il lieto fine. Se si aggiungono gli sketch comici, romantiche canzoni, musica e balletto, il plot è servito. Eterna ricetta per un gradevole spettacolo di intrattenimento, com'è «Facciamo l'amore», in scena all'Augusteo con Gianluca Guidi e Lorenza Mario. La commedia, con le debite variazioni, ha illustri precedenti. Nasce a Broadway negli anni Trenta come musical, presto trasferito in un film-rivista con l'elegante Dick Powell. Nel 1960 George Cukor, raffinato regista di sophisticated-comedy, ne trae una nuova versione, «Let's make love», pellicola di successo con Yves Montand e Marilyn Monroe (per la cronaca, nacque su quel set la vicenda sentimentale tra le due star). Ora, l'adattamento di Guidi che, con la Mario, è affiancato da due veterani del teatro leggero, Enzo Garinei e Aldo Ralli. Le canzoni portano la firma di prestigio di Giorgio Calabrese, assieme ad alcuni motivi che Cole Porter scrisse per Cukor. Lo scapolo e straricco Giacomo de la Rochefort scopre che su una ribalta off del Greenwich Village si sta allestendo uno spettacolo satirico sulla sua figura di squalo degli affari e farfallone amoroso. Recatosi alle prove, resta folgorato dalla bella Julie e, scambiato per un sosia del vero bersaglio dello show, sta al gioco e accetta, in incognito, di essere scritturato per l'ingrato ruolo. Scatta il classico meccanismo di teatro nel teatro e della sostituzione di persona. E il lavoro procede come un colorato vaudeville, in un mix di coreografie, soft pathos e situazioni comiche. Garinei e Ralli danno vita a una coppia di vecchi artisti di varietà che (citazione da «I ragazzi irresistibili» di Neil Simon) si ritrovano dopo anni e, con paglietta e tip-tap, si esibiscono nei loro antichi successi. Stefano Bontempi, en travesti, veste il sontuoso costume di eccentrica primadonna dell'opera barocca. Gianluca Guidi (figlio d'arte, della Masiero e di Johnny Dorelli, cui assomiglia sempre di più) assolve con affabile vena il suo ruolo di seduttore finto povero, redento dall'amore e dalla lezione di vita della candida Julie, resa da Lorenza Mario che recita, canta e balla con versatile talento. Favoletta di garbo, un po' retrò.

Franco de Ciuceis

Pièce brillante per Guidi ottimo attore

Fortunata commedia musicale, fortunato film di Cukor del 1960 con Marilyn Monroe e Yves Montand, «Facciamo l' amore» di Norman Krasna, autore raffinato e ricco di humour, è in scena nel riadattamento di Massimiliano Giovanetti, Claudio Pallottini e Gianluca Guidi, anche regista e bravo interprete con la sua recitazione «a buttare via», fatta di tempi stretti e controtempi perfetti, e la sua bella voce. Guidi è il ricchissimo Giacomo che scopre che una compagnia sta allestendo uno spettacolo satirico in cui viene messa alla berlina la sua figura di impenitente donnaiolo, figlio di papà. Deciso a impedire che vada in scena, assiste alle prove e rimane folgorato dalla protagonista. Accanto a lui in questa commedia brillante che gioca sul meccanismo del teatro nel teatro, sullo scambio di identità e nella quale molti generi si intrecciano, dalla rivista con balli e canzoni alla prosa, due grandi caratteristi Enzo Garinei e Aldo Ralli. La brava Lorenza Mario è la soubrette tutta acqua, sapone e polvere del palcoscenico che lo incanterà e per la quale Giacomo si fingerà attore disposto a ricoprire il ruolo di se stesso. Una commedia divertente che dovrebbe essere resa drammaturgicamente più agile e coerente in uno spettacolo ben confezionato che ha il sapore d' altri tempi e che vive per la bravura degli attori. Manzoni, fino al 4 gennaio

Magda Poli

Ultima modifica il Venerdì, 30 Agosto 2013 08:16

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