mercoledì, 18 luglio, 2018
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FILUMENA MARTURANO - regia Liliana Cavani

"Filumena Marturano", regia Liliana Cavani "Filumena Marturano", regia Liliana Cavani

Regia: Liliana Cavani
Scene e costumi: Raimonda Gaetani
Musiche originali: Teho Teardo
Luci: Luigi Ascione
Interpreti: Mariangela D'Abbraccio, Geppy Gleijeses, Mimmo Mignemi,
Nunzia Schiano, Ylenia Oliviero, Elisabetta Mirra, Agostino Pannone,
Gregorio De Paola, Adriano Falivene, Fabio Pappacena
Produz.: Gitiesse Artisti Riuniti diretta da Geppy Gleijeses

Teatro Vittorio Emanuele di Messina dall'8 al 10 dicembre 2017

www.Sipario.it, 10 dicembre 2017

Filumena Marturano di Eduardo racchiude in sé i cromosomi diabolici della sofferenza femminile. Che alla fine però trova il suo riscatto con l'escamotage della finta morte, facendosi sposare dal suo Domenico Soriano, che lei chiama Dummì e con il quale, tra poche gioie e molti dolori, convive almeno da un quarto di secolo. Nonostante i continui litigi i due si amano alla follia. E se adesso lui vuole annullare quel matrimonio strappatogli in articulo mortis, per continuare a fare il farfallone amoroso con donnine compiacenti, lei lo inchioderà dicendogli che dei tre figli avuti durante la sua attività di prostituta, uno è suo, concepito in uno di quegli incontri Sturm und Drang durante il quale lei ha veramente amato il suo Dummì. Ricordandogli più avanti che in quell'occasione lui la pagò con una cento lire, conservata da lei come una reliquia al collo e che adesso strappandone un pezzetto, su cui ci sta scritta la data, gli getta in faccia il rimanente pezzo di cartamoneta apostrofandolo con una di quelle battute indelebili che fanno parte ormai dell'immaginario collettivo che i figli non si pagano. Una battuta che diventa un tarlo per quell'uomo vanesio e benestante, figlio d'un ricco pasticcere di Napoli che ama i cavalli da corsa e gli ippodromi, luoghi pure per nuove conquiste amorose e che, una volta conosciuti i tre giovanotti, cercherà, senza successo, di scoprire chi sia veramente suo figlio. Filumena ha vinto e convinto Dummì a farsi sposare in chiesa in grande pompa, accompagnata dai fidi servitori e dai tre figli, rilassandosi in poltrona dopo la cerimonia, senza più le scarpe a spillo ai piedi, scoppiando in un pianto liberatorio che le fanno dire: Dummì, sto chiagnenno...Quant'è bello a chiàgnere... Filumena Marturano scritta da Eduardo nel 1946 al tempo in cui i figli illegittimi non venivano salvaguardati, facendosi carico l'Assemblea Costituente d'approvare l'anno successivo un "articolo che stabiliva il diritto-dovere dei genitori di mantenere, istruire ed educare anche i figli fuori dal matrimonio" e otto anni dopo, nel 1955, d'approvare una legge che aboliva l'espressione figlio di N.N. ("Nomen nescio" o "Non Nominato"), era stata scritta per la sorella Titina De Filippo, diventando negli anni un personaggio femminile molto ambito e interpretato poi da grandi attrici del calibro di Regina Bianchi, Pupella Maggio, Valeria Moriconi, Isa Danieli, Lina Sastri, Mariangela Melato e Sofia Loren al cinema assieme a Marcello Mastroianni diretti da Vittorio De Sica. Adesso, dopo aver debuttato l'anno scorso al Festival di Spoleto, lo spettacolo giunge al Vittorio Emanuele di Messina riscuotendo un notevole successo, in grado di risvegliare il pubblico gelido delle "prime" che ha applaudito a più riprese una strepitosa Mariangela D'Abbraccio: una prova la sua giocata con una naturalezza tutta partenopea, entrando interamente nel sanguigno personaggio di Filumena, erede quasi di tante eroine di classici greci, pregno di filosofia popolare dove la famiglia rappresenta il centro nodale della società civile. Accanto a lei un trasognato Geppy Gleijeses, ironico e disincantato nei panni di Domenico Soriano, tuttavia simpatico, che ha dei sussulti responsabili solo quando Filumena gli rivela che dei tre ragazzi che ha cresciuto uno è suo figlio. La messinscena di Liliana Cavani, la prima di questa signora, regista di numerosi film significativi (per tutti valga Il portiere di notte) prestata al Teatro, è sobria e incisiva, considerando che gli interpreti recitano nella lingua napoletana di Eduardo. Si fanno notare i personaggi di contorno: l'Alfredo di Nino Mignemi e la Rosalia di Nunzia Schiano, e poi i tre figli Agostino Pannone, Gregorio Maria De Paola, Adriano Falivene, la Diana di Ylenia Oliviero, l'avvocato Fabio Pappacena e la Lucia di Elisabetta Mirra. Un ampio salone era la scena di Raimonda Gaetani (suoi pure i costumi) e ottime le luci di Luigi Ascione. Centocinquanta minuti di uno spettacolo tutto da godere.

Gigi Giacobbe

Ultima modifica il Sabato, 16 Dicembre 2017 08:38

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